Sei nella sezione Il Direttore   -> Categoria:  Editoriali  
Decreto dignità: la Waterloo dei diritti dei lavoratori precari

Decreto dignità: la Waterloo dei diritti dei lavoratori precari
Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 26/01/2019 07:13:43

Meglio essere lavoratori precari o meglio disoccupati? A sentire i 400 lavoratori licenziati dal Call Center Datel di Crotone, che subiscono tra i primi gli effetti del “Decreto dignità”, è molto meglio essere lavoratori precari che col culo per terra.

Eh si, perché se per regolamentare i diritti dei lavoratori si rende loro impossibile lavorare, ecco che si è creato un ennesimo misfatto, un pandemonio, un gran bordello, tra i tanti che stiamo conoscendo da che al governo, a capo del Ministero del Lavoro, abbiamo come rappresentante Luigi Di Maio che sta palesando – qualora ve ne fosse ancora necessità – una totale incapacità a cogitare e realizzare soluzioni migliorative della condizione dei lavoratori italiani.

Si potrebbe arrivare a pensare che stia facendo di tutto per allargare la platea di poveri e disoccupati, per poi poter offrir loro il tanto declamato “reddito di cittadinanza”. Follia? Ci stiamo quasi abituando, e non è un bene per nessuno. Quella che Di Maio ha denominato “La Waterloo del precariato” si sta trasformando nella Waterloo dei diritti dei lavoratori precari.

Vediamo però in dettaglio cosa è successo e perché.

Secondo le nuove norme previste dal decreto Dignità, i lavoratori assunti con contratti a tempo determinato devono necessariamente essere stabilizzati dopo un periodo massimo di 24 mesi con la specifica che, dopo 12 mesi il datore di lavoro deve specificare la causale del rinnovi del contratto per altri 12 mesi. Dopodiché, non è più possibile protrarre il rapporto di lavoro.

In tal modo, però, si è abbassato di 12 mesi il periodo limite, precedentemente fissato in 36 mesi. Così facendo, può verificarsi ciò che è accaduto ai 400 lavoratori del call center di Crotone, che invece di vedersi proporre un contratto di lavoro – seppur precario – di 36 mesi hanno ricevuto il benservito, con la scusante solita degli esuberi.

Come può accadere tutto questo? E’ semplice: secondo quanto stabilisce il decreto dignità, oggi le aziende possono avvalersi del lavoro di stagisti o delle risorse umane fornite dalle agenzie interinali. Il tutto con notevole risparmio economico.

In pratica, invece di incentivare le aziende ad assumere, queste sono ora incentivate a buttare in mezzo alla strada i lavoratori con un anno di anticipo rispetto a prima. Considerando poi la possibilità di potersi avvalere di stagisti e lavoratori interinali, ecco che il criterio di precariato diviene l’unica certezza assoluta che scaturisce da questo ennesimo decreto generato dall’incoerenza, dall’incapacità e, forse, dalla volontà di generare un plotone di poveri bisognosi di sussidi economici.

Non appare chiaro il senso di tutto questo a noi che abbiamo fatto della coerenza il nostro stile di vita, ma ora Di Maio dovrà affrontare disoccupati e sindacati, già sul piede di guerra e in cerca di risposte. Che siano logiche e coerenti, perché col passar del tempo diverrà sempre più difficile far digerire alla popolazione questa lunga serie di errori, omissioni e criticità.

Altro che “Cancelleremo la povertà”.

Se non si arresterà questo processo di varo di riforme senza senso, a breve l’Italia conquisterà un nuovo primato: quello di popolazione più afflitta dai problemi generati dalle coglionate di Di Maio.

Tutti i diritti riservati. La diffusione è concessa esclusivamente indicando chiaramente il nome dell'autore e il link che riporta a questa pagina  


L'articolo ha ricevuto 1136 visualizzazioni


Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
La redazione ed il direttore hanno piacere di rispondere ai commenti dei nostri lettori. Facci sapere cosa ne pensi dell'articolo. La tua opinione è per noi importante.

Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 21/02/2019 03:51:53

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Editoriali

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 17/02/2019 06:49:11
Italiani: dite e non fate, vi lamentate e subite

Cosa porti il popolo italiano a sopportare tutto questo, mi è ignoto a livello umano. Da giornalista, invece, ribadisco un concetto: se non si è alla fame, si tace. Se non si è alla fame, si va avanti in silenzio, con la garanzia di avere comunque le spalle coperte. Il vero problema che gli italiani sembrano ignorare è che, un giorno, i loro figli e nipoti si troveranno davvero col culo per terra. 

 

Leggi l'articolo

Autore: Il Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 08/02/2019 14:10:07
Padre Patriciello vince la causa per diffamazione. Risarcimento devoluto ai bambini malati di cancro

Padre Maurizio Patriciello, editorialista di Avvenire e parroco del Parco Verde di Caivano, da sempre im prima linea contro l'avvelenamento ambientale delle aree campane, ha ottenuto giustizia dopo aver subito una campagna di diffamazione a mezzo stampa, operata dal giornalista Alfonso Mornile, che ha poi diffuso gli articoli attraverso Facebook.

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 07/02/2019 14:21:41
Reddito di cittadinanza: non cancella la povertà e alimenta il precariato

Siamo la nazione europea che paga meno i lavoratori. Dal 2000 al 2017 gli aumenti salariali nazionali si sono attestati su circa 400 euro annui, contro - per esempio - i 5.000 della Germania. Dieci volte meno, in pratica

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 30/01/2019 13:47:05
In Italia è consentito uccidere. Ma se non paghi una multa...

Circa trent’anni fa, inizia a dire: “Arriverà un giorno in cui gli omicidi non saranno condannati, ma se si proverà a non pagare una multa, allora vedrete che persecuzione”! Come tutte le Cassandra della storia, non venivo minimamente presa in considerazione. Eppure, già allora, ravvisavo i prodromi di ciò che sarebbe accaduto.

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax) -