Sei nella sezione Il Direttore   -> Categoria:  Editoriali  
Magistratura: sentenze paradossali invertono il criterio di Giustizia

Magistratura: sentenze paradossali invertono il criterio di Giustizia
Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 13/04/2019 06:39:22

Sta accadendo qualcosa al nostro sistema giudiziario. Qualcosa d’inesplicabile. Sembra che certi magistrati facciano a gara per condannare le vittime piuttosto di chi commette i reati.

È difficile per noi che assistiamo inermi alle decisioni di alcuni magistrati comprendere le motivazioni che portano a certe sentenze. Non possiamo fare altro che accettarle, ma sperare che qualcosa possa cambiare, in appello, in Cassazione o presso la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, in alcuni casi estremi.

Una notizia di cronaca recente, e sconvolgente, che lascia basiti in merito alle decisioni dei giudici, riguarda un bambino che, attualmente, ha otto anni. Al piccolo, all’atto della nascita, fu fatto respirare – per errore – azoto anziché ossigeno. Questa “distrazione” costò al bambino una condanna a vita: in sedia a rotelle per tutto il corso dell’esistenza, e la perdita della facoltà di parlare. L’episodio avvenne nel policlinico di Palermo. Al neonato, per un errore dell’impianto di erogazione dell’ossigeno, per ben 68 minuti fu fatto inalare azoto.

Nessuno tra i medici e gli infermieri presenti al parto, si accorse di nulla. Gli effetti di questa “piccola distrazione” hanno provocato una tragedia senza soluzione.

Con un ritardo che solo il sistema giudiziario nazionale può vantare, dopo ben sette anni e alla vigilia della prescrizione, ecco arrivare una sentenza sconcertante: in appello, il collegio presieduto da Fabio Marino, ha pensato bene di riformare la sentenza emessa in primo grado. Enrico De Grazia, ex direttore del dipartimento materno-infantile delle Cliniche Universitarie Palermitane è stato assolto, così come anche il titolare della ditta SicilCri, Francesco Inguì. In primo grado erano stati condannati il primo a un anno e sei mesi, il secondo a tre anni.

Secondo i giudici l’unico ad aver commesso un reato sarebbe stato Aldo La Rosa, condannato ora a due anni con pena sospesa. La Rosa è stato riconosciuto responsabile di non aver verificato che, effettivamente, dai bocchettoni uscisse ossigeno e non azoto. Era lui responsabile dei collaudi. A lui spettava l’onere della verifica. Che in tutto questo rimanga una famiglia condannata per sempre, un bambino la cui vita è costretta su una sedia a rotelle e senza la facoltà di parlare, è poco importante. La priorità è, semmai, liberare tutti, come al vecchio gioco della Tana.

C’è qualcosa che si sta rompendo nel rapporto di fiducia tra il sistema giudiziario e i cittadini, ed è accaduto nel momento in cui – paradossalmente – la giustizia è divenuta il suo contrario. Non spetta a noi giudicare, ma quando gli elementi portano all’evidenza di un reato commesso persino chi non fa il mestiere di magistrato, diviene difficile per tutti accettare inermi certe sentenze.

Potremmo parlare di molti altri casi, come la morte di Marco Vannini, come certi casi di stupro per cui ci si affretta a liberare gli eventuali stupratori, per un criterio di garantismo assoluto che, spesso, non si comprende.

In certe situazioni sarebbe il caso di essere meno garantisti e più cauti.

In questo modo, siamo tutti in pericolo. Siamo tutti meno garantiti.

Se la giustizia diviene ingiusta, e se le procedure penali tendono sempre più a sostenere chi commette reati, c’è da ripensare in fretta l’intero sistema, in special modo per ciò che concerne i reati contro la persona che dovrebbero esser riformati, prioritariamente, nelle pene minime. Da aumentare.

Auspichiamo che chi di dovere si renda conto che non stiamo andando nella direzione corretta, e che se si procederà nel verso sbagliato, quello delle sentenze che non rendono giustizia alle vittime, anche a causa della velocità attraverso la quale, a volte, si decide di condannare le persone sbagliate, si perderà del tutto la fiducia nel sistema istituzionale nazionale, già messo male di suo per politiche sociali ed economiche che fanno acqua da ogni lato.

Si faccia qualcosa n fretta però, perché ci troviamo già oltre il limite di accettazione.

©Tutti i diritti riservati. La diffusione è concessa esclusivamente indicando chiaramente il nome dell'autore e il link che riporta a questa pagina 

 

 


L'articolo ha ricevuto 1584 visualizzazioni


Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
La redazione ed il direttore hanno piacere di rispondere ai commenti dei nostri lettori. Facci sapere cosa ne pensi dell'articolo. La tua opinione è per noi importante.

Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 19/08/2019 02:35:36

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Editoriali

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 18/08/2019 13:52:56
Crisi di governo: si poteva evitare scegliendo altre strategie

Salvini in questi mesi ha concentrato le sue energie verso la chiusura dei porti, per dimostrare a una fetta di elettorato che si poteva fare, ma ha dovuto incassare gli sbarchi metodici dei migranti dalle navi delle ONG che, puntualmente, li hanno trasferiti sulle nostre coste. Il Ministro degli Interni ha fatto un errore madornale: avrebbe dovuto puntare tutto sulla spiegazione del perché i migranti arrivino tutti sulle nostre coste, invece di abbracciare la missione – impossibile - di sbarrare loro l’accesso.

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 14/08/2019 08:34:51
La vita non è correre sul tapis roulant

Nadia Toffa è volata via a 40 anni. La sua dipartita apre una riflessione che travalica ogni discussione filosofica sulla vita e la morte, perché consente di riflettere sugli umani del terzo millennio, e su una parte di essi, che hanno assimilato una convinzione contorta su ciò che siamo e su come interagiamo tra noi, attraverso gli strumenti tecnologici che fan sentire moderni e civilizzati anche gli individui che, nel percorso dell’evoluzione della specie, son rimasti parecchio indietro.

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 06/08/2019 12:06:52
Lezione di Educazione Civica: l'importanza dell'eloquio

Ora leggete quanto segue: "Hai rotto i coglioni, tu e i tuoi seguaci. Qua si fa come dico io e basta. E chi se ne frega della vostra proposta. Non ho alcuna intenzione di ritornare sui miei passi. Fattene una ragione. Chiusa qui".

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 04/08/2019 09:34:54
Italiani in un mare di merda

Dalle acque apparentemente cristalline della Sardegna alle coste calabre, passando per il litorale ligure, gli italiani, ogni estate, si immergono in un mare di merda. A poco servono i divieti di balneazione. Si resta basiti di fronte al comportamento dei residenti di città marine, che – senza rendersi conto della situazione reale – continuano, come niente fosse, a entrare in acque che al solo pensiero viene la pelle d’oca.

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax) -