Sei nella sezione Economia   -> Categoria:  Occupazione  
Italia: indagine sulle politiche salariali e il mercato del lavoro

Italia: indagine sulle politiche salariali e il mercato del lavoro
Autore: Redazione Attualita'
Data: 06/06/2019 07:07:03

Con la nuova edizione della Salary Guide, Hays ha voluto approfondire il tema del welfare aziendale, sempre più sentito dai professionisti – che sognano realtà aziendali attente ai loro bisogni – e dalle imprese – motivate dalla volontà di fidelizzare i talenti migliori. Per motivare le risorse e farle sentire più apprezzate sul lavoro, infatti, continuano a diffondersi i progetti dedicati al welfare in ufficio: il 50% delle aziende intervistate li prevede già, mentre tra coloro che non hanno ancora messo in pista queste politiche, il 49% sta pianificando di introdurle in futuro.

 

I servizi di welfare a cui i professionisti accedono maggiormente si concentrano nelle aree “medicina e salute” (con il 70% delle preferenze), “previdenza integrativa” (44%), “cultura e tempo libero” (41%), oltre ai “servizi per la famiglia” (31%).

 

Se il welfare aziendale sta ormai prendendo piede nel nostro Paese, soprattutto nelle realtà più strutturate, il wellbeing appare ancora in fase di lancio. Anche se è dimostrato che la consapevolezza che il datore di lavoro prenda a cuore il benessere psicofisico dei propri dipendenti contribuisce a motivarli, la strada da percorrere sembra essere ancora lunga. Purtroppo, solo il 17% delle imprese offre ai dipendenti servizi e corsi focalizzati sul giusto equilibrio tra mente e corpo. Tra le poche aziende pioniere, il 67% offre corsi sulla gestione dello stress lavorativo, il 47% workshop sulla corretta alimentazione, il 40% campagne di sensibilizzazione su una vita sana e attiva, oltre al 33% che propone corsi di yoga, meditazione e fitness.

 

La situazione non migliora, considerando il punto di vista dei lavoratori: solo la metà (47%) del campione dichiara di riuscire a usufruire dei programmi di wellbeing - quando presenti - per mancanza di tempo (47%) o per difficoltà di organizzazione (le iniziative sono programmate in orari scomodi, 7%).


LE POLITICHE DI FLESSIBILITÀ LAVORATIVA

 

Altro dato interessante che emerge dal sondaggio riguarda il tema della flessibilità lavorativa, prevista dal 61% delle aziende intervistate, a dimostrazione della diffusione sempre più capillare di queste politiche. Le realtà aziendali coinvolte nell’indagine offrono nell’85% dei casi la possibilità di usufruire di orari di lavoro flessibili e nel 55% di praticare lo smart working, o lavoro agile. Quest’ultima modalità di lavoro sta prendendo sempre più piede grazie ai molteplici vantaggi che presenta che, per il datore di lavoro, si concretizzano indubbiamente in una riduzione dei costi di gestione degli uffici e in un aumento della produttività dei dipendenti.

 

E qual è l’opinione dei professionisti in merito? Quando previsto, il 69% dei lavoratori usufruisce del lavoro agile con frequenza variabile: il 38% una volta alla settimana, il 32% più giorni al mese e il 15% almeno una volta al mese. Le motivazioni che spingono i professionisti ad approfittare dello smart working sono diverse: prima fra tutte, la possibilità di ridurre tempi e costi relativi al tragitto casa-lavoro (con più della metà delle preferenze, 51%), seguita dalla possibilità di avere maggiore autonomia organizzativa (47%) e di raggiungere un equilibrio migliore fra lavoro e famiglia (32%).

 

I tempi non sembrano essere ancora maturi, invece, per il discretionary time off, ovvero la possibilità di assentarsi o prendere ferie senza richiedere l’autorizzazione formale: solo il 2% delle aziende offre, infatti, questa alternativa a quadri e manager.

 

COMPETENZE DIGITAL E SOFT SKILL

 

I professionisti italiani prestano grande attenzione alle digital skill: l’84% le ritiene fondamentali. Il digitale, infatti, è ormai una componente chiave in tutte le professioni e le aziende cercano profili sempre più formati da questo punto di vista. Ma quali sono le skill digitali più richieste nel mondo del lavoro secondo il campione? Per il 49% una delle abilità fondamentali è la capacità di comprendere e utilizzare al meglio i social media, perché è ormai certo che hanno assunto un’importanza strategica anche nei piani di sviluppo aziendali. Altre skill gettonate sono quelle relative all’analisi e gestione dei Big Data (48% delle preferenze) e le competenze in ambito digital marketing (45%).

 

Inoltre, i professionisti italiani puntano ad arricchire il proprio curriculum, concentrandosi sullo sviluppo delle cosiddette soft skill, ovvero tutta quella serie di competenze trasversali che permettono di affrontare con successo il mondo del lavoro e che, pertanto, sono sempre più ricercate dai recruiter. Rispetto allo scorso anno, la percentuale di professionisti che ha investito in questo ambito della formazione è passata dal 53% al 59%.

 

PREVISIONI PER IL 2019

 

Nonostante le novità introdotte dal Decreto Dignità, le imprese italiane sono ancora titubanti e, solo un cauto 18%, dichiara che aumenterà il livello d’investimenti nelle Risorse Umane nel corso del 2019, mentre il 71% lo manterrà stabile. La ricerca di personale da parte delle imprese si focalizzerà soprattutto su profili tecnici o di middle management (71%), figure con una breve esperienza professionale (48%), oltre a tirocinanti e apprendisti (35%). Più contenuta la richiesta di profili di top management (13%).

 

Ma che anno sarà il 2019 per i professionisti italiani? Tiepida la reazione alle novità introdotte del nuovo Decreto: secondo il 49% non ci saranno significativi miglioramenti per chi è alla ricerca di un nuovo lavoro, mentre il 44% dichiara di non saper ancora valutare l’impatto delle nuove misure varate dal Governo sull’occupazione.

 

8 professionisti su 10 (82%) sostengono comunque di voler cambiare lavoro nell’arco del 2019. Le principali ragioni? La ricerca di una maggiore soddisfazione professionale (59%), uno stipendio o una prospettiva di crescita migliori (54%), seguiti dall’esigenza di far coincidere meglio vita lavorativa e personale (anche se con una percentuale più bassa rispetto alle altre motivazioni, 22%). Fra coloro che hanno dichiarato di voler cercare alternative all’attuale situazione lavorativa, il 50% lo sta facendo da meno di 6 mesi e il 15% da meno di un anno.


L'articolo ha ricevuto 704 visualizzazioni


Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
La redazione ed il direttore hanno piacere di rispondere ai commenti dei nostri lettori. Facci sapere cosa ne pensi dell'articolo. La tua opinione è per noi importante.

Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 22/09/2019 17:04:44

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Occupazione

Autore: Redazione Economia
Data: 18/09/2019 07:06:14
Lavoro: le imprese italiane stentano a coprire una posizione su 4

Ciò che non funziona nel nostro Paese sono proprio orientamento e formazione: «Eppure, in un mondo in cui tutto cambia a una velocità impressionante...

Leggi l'articolo

Autore: Redazione Economia
Data: 17/09/2019 06:40:48
Reddito di Cittadinanza: le spese consentite

Un punto, però, resta abbastanza confuso nella mente di molti, quello cioè relativo alle spese ammesse attraverso l’utilizzo della tesserina gialla. In un primo momento era stato dichiarato che le cosiddette “spese voluttuarie” non sarebbero state possibili.

Leggi l'articolo

Autore: Redazione Economia
Data: 25/08/2019 06:47:18
Il lavoro c'è. Ma come trovarlo? - 26 Agosto - Lignano Sabbiadoro

È dedicato al tema del lavoro il quarto e ultimo incontro della rassegna Economia sotto l’Ombrellone in programma a Lignano Sabbiadoro (UD). 

Leggi l'articolo

Autore: Emilia Urso Anfuso - Redazione Economia
Data: 20/08/2019 06:27:48
Crisi di governo e reddito di cittadinanza: quali scenari sono possibili

Tra gli interrogativi che rovinano l’umore di molti italiani ce n’è uno che è legato a una delle misure protagoniste del governo Lega-M5S: il reddito di cittadinanza.

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax) -