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Dittatura in salsa digitale

Dittatura in salsa digitale
Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 04/10/2019

La nuova forma di dittatura?

E’ digitale

Tutto ciò che accade in economia, e in politica, non accade per caso. Troppo spesso il cittadino comune ritiene che ciò che gli arriva come una sprangata sulla testa, e che si ripercuote contro il suo portafogli, sia solo frutto di incapacità a gestire la cosa pubblica, a sfornare riforme innovative a sostegno della popolazione, o che dipendano da incapacità e inesperienza di chi viene designato ai posti di comando del paese, nuovo trend dei giorni nostri.

Nossignore, non funziona affatto così. questa è la percezione, errata, che ha chi non conosce a fondo la politica e i meccanismi dell’economia, e si limita – nella migliore delle ipotesi – a leggere qualche quotidiano, e a farsi un’idea attraverso ciò che assimila tramite le trasmissioni televisive.

La situazione è molto più complessa ovviamente, e non fa parte dei programmi dei governi, a livello internazionale, di palesare ogni virgola di ciò che accade nei palazzi del potere. D’altronde, non accade così da oggi. Ciò che rende ancora possibile l’accettazione di massa di sistemi politici complessi nel loro modo di operare spesso in maniera paradossale, è proprio il racconto pubblico, ma di una realtà raccontata in maniera distorta. Se dichiarassero ai cittadini la realtà delle cose, la guerra civile sarebbe l'unica reazione plausibile.

Ciò che sta accadendo ora è un nuovo passo verso la sciagura totale. Una fetta di nazione sta accogliendo con giubilo la cancellazione del denaro contante. Parlai, nel febbraio 2018, dei possibili scenari in un pase come il nostro, che non è la Svezia e nemmeno la Finlandia, ma è quella nazione in cui a capo di ogni cosa ci sono tre elementi: corruzione ai più alti livelli d’Europa, burocrazia tra le peggiori al mondo, un popolo incapace di seguire tutto ciò che accade, e di capire minimamente gli eventi e associarli per ottenere un riscontro con la realtà.

Dispercezione della realtà condita da ignoranza sui temi importanti per ogni singolo cittadino. Quel mio articolo del 2018, intitolatoUn mondo senza denaro contante: guai in vista per gli italianinon comunica opinioni personali, quanto un’analisi di una situazione reale che non potrà che portare a quanto scrissi.

Per comprendere meglio il motivo per cui associo alla digitalizzazione, e quindi alla cancellazione del denaro contante, un sistema di rigida dittatura, basta fermarsi a riflettere, e magari leggere i dati che sto per fornire.

Inizio citando ciò che ha dichiarato qualche anno fa l’economista spagnolo Guillermo de la Dehesa, advisor del Banco Santander, che sosteneva l’abolizione decantando su El Pais nell’articolo: «il grande vantaggio di un mondo senza contante».

A suo parere, chiedetevene poi le vere ragioni di queste affermazioni, in tal modo si creerebbe un mondo più sicuro, una società più coesa. Di più: addirittura si sconfiggerebbe il Male, perché il contante incentiva il malaffare, il terrorismo, lo spaccio di droga, la prostituzione. Senza contante? Il paese dei campanelli, in pratica. Ricordate una cosa: quando devono togliere diritti e libertà ai cittadini, le sparano grosse sulla sicurezza e sulla libertà. È il solito giochetto della comunicazione contraria.

Torniamo alla questione centrale: il processo di cancellazione del denaro contante, non è iniziato ora e nemmeno lo scorso anno o pochi anni fa. Durante il corso degli anni, qualcuno lo ricorderà, i governi hanno “giocato” ad alzare o abbassare il limite legale dei contanti. Durante il governo Monti, per esempio, il professore decise che questo limite fosse abbattuto a 999,99 euro. Quanti si chiesero il motivo di questa manovra? Ve lo spiego. In tal modo, costrinse una gran fetta di popolazione di dotarsi di conto corrente, perché questa fetta di cittadini era rappresentata dagli anziani che, come si sa, sono la colonna portante della nazione più anziana al mondo.

Costrinse gli anziani italiani a fornirsi di conto per non rischiare di non poter gestire i soldi della pensione, per esempio, ma in realtà questa mossa ottenne un doppio risultato: non solo l’aumento del numero dei conti correnti attivi, quanto il poter mettere l’occhio indiscreto del Fisco nel portafogli di tutti.

Missione compiuta.

Nel frattempo, molte cose sono capitate e cambiate, l’assetto internazionale, le guerre, i migranti... Ma se ci pensate bene, esistono alcune cose che non cambiano mai: in Italia sono la lotta all’evasione fiscale, la promessa – mai mantenuta – di sostenere l’economia delle famiglie, la prospettiva di avviare “Politiche di sviluppo del lavoro”. Quanti governi si sono succeduti da Monti a oggi? Cinque. Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, Conte bis appena designato.

Su cosa hanno basato le loro campagne elettorali? Sulle promesse tipiche di ogni governo, quelle che ho elencato prima. Di queste belle promesse, cosa è stato realizzato? L’esatto contrario. Renzi ha contribuito a dare una stoccata enorme ai diritti dei lavoratori attraverso il varo del Jobs Act e con la cancellazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, e nel contempo stringeva accordi nazionali e internazionali per avviare ancor meglio il processo di digitalizzazione con il piano Industria 4.0

In massima sintesi: da un lato ha messo col culo per terra i lavoratori, dall’altro ha reso possibile un enorme passo avanti verso la dittatura digitale. Il processo di digitalizzazione, ovviamente, è continuato dopo Renzi e con Gentiloni, e poi ancora oggi con Conte che, forse, un giorno diverrà pure Conte ter, vista la situazione paradossale che stiamo vivendo: i governi si auto-producono ormai, come se la popolazione avesse dato mandato ad omnia di fare come gli pare e piace. Tanto c’è la “garanzia” di un privato – Casaleggio & Associati – a metter tutti tranquilli… Il caos peggiore della storia umana. Altro che Babilonia.

In tutto ciò, tra tassazione delle merendine e tra un po’ dell’aria che respiriamo – vecchio leitmotiv dai tempi in cui ero bambina “Arriveremo al punto in cui tasseranno l’aria che respiriamo” dicevano gli adulti - Greta e il suo tour mondiale catastrofista, le balle colossali dichiarate da quasi ogni partito politico, che poi fa il contrario di quanto dichiara, ecco la soluzione finale, in tutti i sensi: la digitalizzazione estrema, misura che va oltre qualsiasi regime dittatoriale mai conosciuto sul pianeta terra fino a oggi. Certo, non era possibile farlo prima. Mancava la tecnologia.

Ora vedrete che bel futuro che ci attende. Ogni moneta sarà solo virtuale. Non potrai fare niente di niente che non sia registrato, archiviato, riutilizzato per vari scopi – l’ombra dello scandalo Facebook Cambridge Analytica dovrebbe insegnare molto a tutti voi – e senza dare scampo al piccolo e medio contribuente, perché sia chiaro: i grandi evasori lo sono perché i loro volumi economici hanno tanti di quegli zeri che nessuno di voi sarebbe capace di contarli, e se vi siete messi in testa che le cosche malavitose patiranno gli effetti di questa dittatura, allora significa che soffrite di un deficit cognitivo: non ci arrivate proprio a capire la realtà delle cose. Per convincere la gente comune ad andare dritti dentro la gabbia, cedendo la loro intera esistenza, hanno persino escogitato un metodo infernale: se paghi in digitale ti premio. Se ti indebiti guadagni.

Un film dell'orrore. Già la diffusione indiscriminata delle carte di debito e credito hanno inguaiato intere popolazioni. Ora sarà ancora peggio. Attenzione, e lo scrivo in tempi non sospetti, all'acquisto online compulsivo e senza alcun tipo di senso materiale del denaro. Notate come i più grandi marketplace online - tipo Amazon - abbiano già attivato tutte le strategie per semplificare al massimo l'azione del pagamento finale. Anche PayPal. Per non parlare dei pagamenti tramite cellulare. Un delirio. Che spingerà la gente a immergersi sempre di più nella melma del capitalismo e del consumismo, fino all'ultimo respiro. L'ultima goccia di sangue. 

Tutto è perso. Tutto è finito. Non rimane alcun brandello di libertà individuale. A nessuno a quanto pare viene in mente il succo di ciò che sta accadendo: il web doveva essere un elemento di libertà. È divenuto il peggior carcere esistente al mondo, e le tecnologie rese possibili dall’informatica hanno messo il lucchetto più grande sulla parola “Democrazia”. Che mai è stata realmente avviata in questo paese, ma ora mai più avrete modo di conoscerne i contorni.

Mi raccomando: quando a breve imporranno a tutti che le impronte digitali, oltre che sulla carta d’identità digitale, dovranno essere apposte al casellario giudiziario, e vi diranno che lo fanno “Per la sicurezza della popolazione” correte tutti a farvi impregnare le mani di inchiostro. Non scriverò il pensiero finale che ho in mente in questo momento, per decenza nei confronti di tutti.

Statemi bene.

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Data:10/08/2013
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