Sei nella sezione Cultura   -> Categoria:  Recensioni  
Recensione: Van Gogh - al Teatro Vascello di Roma

Recensione: Van Gogh - al Teatro Vascello di Roma
Autore: Recensione della nostra inviata Susanna Schivardi
Data: 01/12/2019

Al Teatro Vascello una scelta come al solito vincente e accattivante. Con e di Alessandro Preziosi, uno spettacolo che è anche un cavallo di battaglia che non perde mai colpi, quello prodotto da Khora Teatro per la regia di Alessandro Maggi, e la scrittura brillante e densa di Stefano Massini, con Alessandro Preziosi, noto per cinema e tv ma profondamente innamorato del teatro, specialmente legato alla narrazione di personaggi intensi e duri come in questo caso, il suo Vincent Van Gogh osservato e raccontato nel culmine della tragedia esistenziale della sua vita drammaticamente dolorosa.

In una scenografia assordante e bianca come intende anche il titolo, sullo sfondo alcune delle più note tele del pittore olandese ma senza colore, che è poi il leit motiv della narrazione, un Van Gogh privato del colore, come dire un pesce privato dell’acqua. Sulla scena si insidia il fratello, Theo, e poi a seguire i medici del reparto dove hanno internato l’artista e il direttore, l’unico che crede in una rinascita, una redenzione dalla malattia.

Gli attori, Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Leonardo Sbregia e Antonio Bandiera, si cimentano in una prova molto faticosa, come la vita stessa del personaggio che invece di parlare urla, invece di respirare è in affanno, invece di vivere arranca in un’esistenza che lo vede vittima senza scampo, in un mondo dove nessuno ha l’interesse a farlo vivere. Deprivato della sua stessa identità, come dirà alla fine al direttore il dottor Peyron, di fronte a certi paesaggi, alla natura, a certi volti, Van Gogh viene come annullato nella sua identità e usato dalla realtà circostante affinché lui la racconti. Le cose intorno hanno bisogno di vivere privandolo del suo stesso respiro e lui non può fare a meno di piegarsi a questa legge inesorabile. Un barlume di speranza di poter uscire quando la sua immaginazione crea il fratello giunto a trovarlo, ma è solo la proiezione della sua mente malata che gli fa vedere cose che non esistono. Lo paragona a quando da piccolo lo mandarono in collegio perché imparasse a leggere.

Quando alla fine imparò ebbe l’impressione che un filo si fosse spezzato, da quel momento non avrebbe mai più potuto evitare di guardare una parola senza leggerla. Nello stesso modo funziona la sua testa, una volta ammalata non può più non dubitare che quello che di fronte a sé non sia una proiezione inesistente, una creazione della sua testa ormai febbricitante. Interessante la figura del responsabile di reparto, il dottor Lazare, una macchietta infida, crudele, meschina, priva di umanità, arida e spietata come il suo passato evidentemente difficile. Contro di lui Preziosi/Van Gogh si scaglia in una demonizzazione della persona, come un simbolo assoluto del male da annientare, un personaggio quasi tragicamente eschileo, che riporta alla mente il dramma del vivere, del momento in cui ci si rende conto che per vivere è assolutamente necessario rimanere in parte folli, per sopportare l’odore assordante del bianco, un’immagine sinestetica che ci ricorda vecchie scuole di pensiero ottocentesche. Ma senza pensare troppo al risultato, Preziosi suda davvero, sputa per terra e si trascina per un’ora e mezza in uno spettacolo avvincente e massacrante ma davvero degno di essere presentato e presentato ancora per molte altre repliche.

Fino all’ 1 dicembre in scena al Teatro Vascello.

*Foto di Francesca Fago

 

 

 




Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
La redazione ed il direttore hanno piacere di rispondere ai commenti dei nostri lettori. Facci sapere cosa ne pensi dell'articolo. La tua opinione è per noi importante.

Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 12/12/2019 03:12:04

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Recensioni

Autore: Recensione della Redazione
Data: 08/10/2019
Hotel Antonella apre il Ristorante La Sughereta: un'oasi a due passi da Roma

Conoscevamo di fama lo chef Claudio Lunghi, stella Michelin, e non è stato quindi difficile, affidandoci alla gentilezza del direttore della struttura - Andrea Mugnai - e al personale, particolarmente professionale e affabile, degustare piatti di alto livello.

Leggi l'articolo

Autore: Recensione della nostra inviata Susanna Schivardi
Data: 03/08/2019
Sardegna: Murales, dove non c'è solo il mare...

 A ridosso del mare ma in quel tipico paesaggio sardo che sa già di entroterra, brughiera e sapori di montagna, incontriamo casualmente un’azienda vinicola nata nel 2011...

Leggi l'articolo

Autore: Recensione della nostra inviata Susanna Schivardi
Data: 28/05/2019
Recensione: Tre Fratelli - Roma, Teatro Palladium

Opera presentata in Italia per la prima volta, Tre Fratelli (The siblings play) di  Ren Dara Santiago, per la traduzione di  Michela Compagnoni e la collaborazione del Dams, la partecipazione di Simone Bobini, Teo Achille Caprio, Michele Ferlito, Giulia Gizzi  e con  Barbara Folchitto...

Leggi l'articolo

Autore: Recensione della nostra inviata Susanna Schivardi
Data: 18/04/2019
Recensione: i Sonics al Teatro Olimpico

I Sonics si esibiscono per un’ora e mezza circa volteggiando, saltando, piegando allo stremo le membra e forzando il corpo e i muscoli su tende di stoffa o teloni di plastica, appesi a trabiccoli di legno pericolosamente sospesi in aria e un tappetone sotto a parere eventuali cadute.

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax) -