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Italia: per valutare lo stato di degrado vi invito a viaggiare all'estero

Italia: per valutare lo stato di degrado vi invito a viaggiare all'estero
Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 23/12/2019

Una mia parente è tornata da pochi giorni da una vacanza a Dubai e dintorni. Sono contenta che abbia fatto questo viaggio, non solo perché si è trattato di una meritata vacanza, ma soprattutto perché questa settimana trascorsa all’estero e in territori così dissimili dall’Italia ha provocato il lei l’effetto che desideravo: si è resa conto del divario, enorme, tra qui e là.

Non si tratta però di un paragone che pone l’Italia sul piedistallo dell’eccellenza, tutt’altro. Ha compreso ciò che per anni ho tentato, a volte invano, di spiegare anche a certi familiari che poco hanno percorso le strade del mondo, quanto poco valga il nostro paese in merito a molte cose.

Sentirle dire “Mi sono resa conto che qui in Italia è tutto orrendo, non funziona nulla, ero convinta che fossimo il centro del mondo e invece qua è tutto uno schifo. Non funziona niente”. Bene, apprezzo sempre le persone che meditano sulle loro assolute certezze una volta presa coscienza sui dati di fatto.

Certo, gli emirati arabi sono ricchi, ma se qualcuno pensa che le casse dello Stato italiano siano vuote si sbaglia di grosso. Nel belpaese il gettito fiscale 2018 è stato di 463,2 miliardi. + 1,7% rispetto all’anno precedente. Malgrado questo, il belpaese ha carenze sostanziali in tutti i settori, in special modo in quelli della messa in sicurezza del territorio, della sanità, del welfare.

I motivi sono presto detti: alti livelli di corruzione, abuso di potere, regioni e comuni che hanno ognuno un diverso modo di affrontare le amministrazioni locali, soldi buttati dalla finestra senza controllo. Potremmo essere tra le nazioni più progredite al mondo, siamo diventati il fanalino di coda dell’Europa e del resto del mondo, ci superano persino nazioni come la Grecia e la Bulgaria, per certe cose.

Cosa ci sta mancando? Innanzitutto la partecipazione popolare. La gente sembra stanca, ma solo a parole, e scende in piazza senza nemmeno sapere perché. Così facendo spreca energie e combinano un fico secco. D’altronde, è sufficiente verificare i dati ufficiali per comprendere che la ricchezza media degli italiani è in crescita, così come le giacenze sui conti correnti: rispetto allo scorso anno si è registrato un aumento complessivo del risparmio privato, che attualmente si attesta a 2.280 miliardi, mentre le giacenze sui conti correnti ammontano a 1.700 miliardi. Cosa significa? Che tutto sommato, anche se l’Italia ormai crolla a pezzi, all’italiano medio fotte meno di niente.

L’importante è che tutti si facciano gli affari propri, accumulino denari, magari lavorando in nero mentre recepiscono la NASPI o il reddito di cittadinanza senza averne diritto, pur di apparire “poveri”. Appropriandosi delle risorse economiche che dovrebbero essere dedicate a chi ha davvero necessità, distruggono lo stato sociale, ma non importa certo a chi pensa che fottere il prossimo sia un diritto e non un reato.

Se poi le strade cadono a pezzi, i ponti crollano, il sistema sanitario non si prende cura di noi come dovrebbe, le pensioni sono ormai a rischio, e l’istruzione – a causa dei mancati finanziamenti – sta diventando un tema da barzellette, chi se ne frega, ognuno pensa a sé.

Peccato che, così facendo, nella realtà dei fatti nessuno pensa a nulla, al futuro innanzitutto. Perché oggi i risparmi fanno sentire ancora al sicuro, ma non è detto che potranno essere salvati dalla furia delle politiche nazionali e internazionali, visto che qualche economista sta già parlando di una nuova crisi economica globale che dovrebbe presentarsi a breve.

Altrove le cose funzionano perché se funzionano per tutti, funziona l’intero sistema paese. Qua da noi vige un regime di anarchia assoluta, in cui ognuno fa come meglio crede, e molti si sono convinti del fatto che questo sia il fondamento della democrazia. Siamo sotto regime dittatoriale assoluto, ma ve ne renderete conto quando non potrete scriverlo nemmeno sui social.

Altrove ciò che accade in Italia è inimmaginabile, eppure molti italiani ritengono che le altre nazioni, gli altri popoli, siano indietro e che il nostro paese sia ancora la culla della cultura e della civiltà. Sarebbe sufficiente verificare lo stato di degrado della capitale d'Italia, che diversi residenti non vedono: sono i sostenitori più ortodossi del M5S che ripetono ossessivamente, sui social, di come Roma sia "risorta" sotto l'amministrazione Raggi. Come si possano affermare cose simili, in una situazione di abbandono totale, di strade impercorribili, di cumuli di immondizia abbandonati ovunque, di strade buie la sera, non è compensibile.

Partite, viaggiate, e non verso le solite mete da villaggio turistico. Andate a odorare davvero la vita che si fa altrove, e quando tornerete non sarete più gli stessi, e forse comprenderete che nel corso del tempo l'Italia non somiglia ad altro che a un campo sterile.

Buon Natale a tutti, e magari tra una fetta di panettone e l’altra, meditate.

©Tutti i diritti riservati. La diffusione è concessa esclusivamente indicando chiaramente il nome dell'autore e il link che riporta a questa pagina




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GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
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