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Covid-19 e dittature prossime venture (?)

Covid-19 e dittature prossime venture (?)
Autore: Sergio Ragaini - Rubrica Pensieri Liberi
Data: 13/04/2020

L’attuale Governo, nel proporre le misure di controllo dell’Epidemia di COVID-19, sta agendo, credo, un po’ al di fuori del rispetto dei diritti umani. Sia nei modi in cui si è attribuito questi poteri, che in quelli in cui sta portando avanti tutto ciò. Nell’analisi che potrete leggere, affronto il problema da un punto di vista più generale, cercando di far comprendere come, lavorare sulla paura, permetta alla ragione di smettere di funzionare, e quindi, apra la porta a misure come quelle che stiamo subendo, che negano anche i più elementari diritti che una democrazia dovrebbe garantire, e che la Costituzione Italiana afferma chiaramente. Diffondendo deliberatamente paura e terrore.

Vi propongo una riflessione di “più di ampio respiro”. Una riflessione che andrà ad abbracciare diverse tematiche, magari incrociandole tra di loro. Una riflessione che, partendo dalla Politica attuale, ci porterà verso altri lidi e orizzonti.

In fondo, tutta la situazione attuale ha prodotto, secondo me, un effetto: ci ha disabituati a pensare, e, soprattutto per chi segue tutti i giorni notiziari e telegiornali, che sembrano più che altro “bollettini di guerra”, dove pare si contino solo morti e feriti, forse ha completamente abdicato a quella cosa meravigliosa, che caratterizza l’essere umano, e che si chiama  pensiero. 

Mai come ora mi sovviene il testo della bellissima “Canzone di notte numero 2” di Francesco Guccini, quando veniva detto: “Purtroppo, non so come, siete in tanti, e molti qui davanti, che ignorano quel tarlo ormai sincero, che chiamano Pensiero”.

Purtroppo questo “tarlo”, ormai, l’hanno dimenticato in tanti, in troppi: altrimenti, questo “tarlo” corroderebbe in un istante non solo queste strutture governative, ma questa assurda modalità di quarantena, che non combatte il virus, ma che a mio parere crea alle persone restrizioni inaccettabili in una democrazia, con sanzioni che definire “abusi” è far loro un complimento. 

L'argomento è proprio questo, la Democrazia. E da qui si parlerà anche di altre cose, compresa l’informazione, la conoscenza: quella conoscenza che questo Sistema attuale, che non esito a definire Regime, anche per le sue modalità di azione, sta portando avanti. Già tempo fa una mia amica mi faceva notare le tendenze dittatoriali del Movimento Cinque Stelle. Io sorridevo, perché in fondo mi sembravano simpatici. Tuttavia, mai come ora, devo ricredermi e dare perfettamente ragione alla mia amica. 

Andiamo per gradi: innanzitutto queste misure che non esito a definire “repressive”: un conto è decidere che si combatte un’epidemia, un conto è attuare le misure che sono ora in vigore, ormai da oltre un mese.

Combattere un'epidemia di un virus, la cui pericolosità, seppur moderata in sé, cresce sicuramente a causa degli elevati contagi che genera, a causa della facilità di contagio (questo virus non è riconosciuto dal sistema immunitario, che di conseguenza lo “lascia passare”, e pare anche non dia immunità, per cui lo si può “riprendere” virtualmente all’infinito), è sacrosanto. Come può esserlo imporre delle restrizioni, come in effetti mi risulta sia stato fatto in diversi Paesi Europei. 

Tuttavia, queste restrizioni, in una democrazia, devono sempre essere fatte con un buongusto e una buona creanza, e con un equilibrio che, pare, qui siano stati del tutto dimenticati. Infatti, una cosa è decidere che una persona debba avere una vita diversa, comunque commisurata alla situazione, mentre un’altra è metterlo letteralmente agli “arresti domiciliari”, impedendogli qualsiasi possibilità di attingere all’aria aperta (soprattutto nelle grandi città molte case non sono nemmeno dotate di balconi), e punendolo con sanzioni fuori misura se solo rivendica la sua libertà e il suo “diritto alla salute”.  

Infatti, tutti affermano che l’attività fisica all’aria aperta è fondamentale per il benessere psicofisico della persona, e che lo stare sempre in luoghi chiusi fa male, perché, oltre ad indebolire il sistema immunitario, crea depressione e comunque problematiche psichiche, che spesso divengono gravi. 

Questo Governo, quindi, con queste misure, ha deciso che, “per legge” una persona si debba ammalare, debba essere immunodepressa, debba sviluppare turbe psichiche, debba vedere compromessa la sua salute psicofisica, insomma?

Questo avviene “per legge”. Pena severissime sanzioni. Bisogna farlo? Direi di no! L'Articolo 32 della Costituzione Italiana garantisce il diritto alla salute. Per tutti, non solo per i malati di Coronavirus COVID-19. E nel diritto alla salute è compreso il diritto all'attività all’aria aperta, a fare passeggiate, a godere del sole (fondamentale, tra l’altro, per la formazione della preziosa vitamina D, che aiuta a trasportare il calcio, e quindi a mantenere in forma le ossa del corpo), e in generale la possibilità di godere dell'armonia della natura che sta sbocciando, in questo periodo, rigogliosa in tutta la sua bellezza. 

Negare questo, qualsiasi sia la motivazione, è anticostituzionale. Porre questo come motivazione del rifiuto a una sanzione amministrativa elevata perché una persona, semplicemente, è a passeggio basterebbe, credo, a fare annullare, successivamente, la sanzione. Infatti, fino a prova contraria, siamo in una democrazia.

Il problema è che ora questi abusi sono stati raggiunti, e secondo me ampiamente superati. Il tenere in casa a forza le persone, lo ripeto, è anticostituzionale. E, per sospendere la Costituzione, lo ricordo, occorrerebbe seguire una prassi ben precisa, che si può riassumere in pochi passi. Anzi, in due: Il primo, proclamare lo Stato di Emergenza, e il secondo passo è quello di sospendere temporaneamente i diritti costituzionali. 

A questo punto, questo equivarrebbe a proclamare la Legge Militare (della anche Legge Marziale), o - che di fatto è la stessa cosa - proclamare uno stato di guerra. Tutto questo deve essere fatto, però, dal Parlamento, che decide che la situazione è tale per cui si può operare in questo modo.

Tuttavia, per operare una simile misura deve esserci una situazione che giustifichi lo stato di guerra. Cosa che non mi sembra ci sia. Come qualcuno ricordava, infatti, esiste sì un’epidemia, che ha certi rischi (anche se, secondo me, inferiori a quelli paventati), ma non stanno cadendo le bombe Quindi, obiettivamente, non ci sono gli estremi per proclamare uno stato di guerra e la relativa “Legge Marziale”.  

E ora veniamo a come tutto questo è avvenuto. Il Governo, per realizzare quanto sta accadendo, e prima ancora la Regione Lombardia, la prima a intervenire, si è dato pieni poteri, senza consultare il Parlamento, senza attuare nessuna delle procedure viste prima, senza proclamare la Legge Militare (o Marziale, appunto). Ha fatto tutto questo “attribuendosi il diritto di farlo”.

Questo, a tutti gli effetti, si configura come un Colpo di Stato. E in una Democrazia chi lo attua, dovrebbe essere definito responsabile di questa azione, ricordando che, in una democrazia, provocare un Colpo di Stato rappresenta una violazione molto grave. 

Il Governo, in questo momento, sempre a mio parere, l’ha pienamente attuato, investendosi di pieni poteri che nessuno gli ha dato o attribuito. Un governo, quindi, che si è auto arrogato il diritto di sospendere i diritti costituzionali delle persone.  La modalità dittatoriale si vede anche in questo periodo, durante le proroghe di questo Decreto: Conte le fornisce parlando alla Nazione più o meno come farebbe un Dittatore, non come un leader democratico dovrebbe fare. Infatti, non chiarisce alcun riferimento all'effettiva funzionalità delle misure intraprese: solo ordini perentori ai cittadini, solo minacce di sanzioni e simili.

Cerchiamo di ragionare: se una persona esce a fare una passeggiata, mantenendo le distanze, e semplicemente respirando a pieni polmoni un'aria che non è mai stata così pulita (la quarantena è servita anche a questo, e l’ambiente ringrazia!), non danneggia nessuno!

E questo è ampiamente dimostrato in stati come la Germania o la Svizzera, anche loro in quarantena, dove, però, le persone possono tranquillamente uscire per una passeggiata, anche nei parchi, che non sono stati chiusi. E nessuno, lì, grida allo scandalo per questo! Eppure, per il Governo attuale non è così: uscire di casa ci rende responsabili dei morti e dei feriti, e dei malati. Insomma, chi esce di casa non solo diffonde il contagio, a è potenzialmente un assassino e sta procurando un’epidemia. 

Non vi sembra che si esageri?

Eppure è facile esagerare, quando si ha a disposizione quasi l’intero sistema d’informazione sotto controllo. È facile esagerare quando le persone, chiuse in casa, hanno spesso come diversivo all'isolamento guardare per ore e ore notiziari televisivi, che diffondono i “bollettini di guerra”, che ai loro occhi non solo giustificano, ma rendono necessarie le misure attuali, facendo sì che chi non le rispetta sia anche da loro visto come responsabile. 

Ecco il meccanismo sottile delle dittature: portare i cittadini a esserne i più severi garanti e custodi.

Infatti, se una persona esce a passeggiare, in questi giorni, è facile che si senta urlare dalle finestre:” “Stai a casa!” Se affidassero il servizio di controllo, invece che alle forze dell’ordine, ai cittadini, non esito a credere che chi esce potrebbe essere linciato o selvaggiamente picchiato! 

Questo è quello che l’informazione ha causato: portare i cittadini vicini al Governo, facendone i maggiori garanti di queste norme. Al punto che saranno i cittadini stessi a denunciare eventuali “trasgressori”!

Come è successo, in effetti, diverse volte. Un caso in un paese montano, dove una persona era in giro a piedi di notte. Non stava bene e aveva deciso di fare una passeggiata. Immaginate  che “diffusore di epidemia” possa essere una persona che, di notte, da solo, fa una passeggiata fuori!

Eppure è stato fermato e sanzionato pesantemente. E immaginate un po’… i carabinieri li ha allertati una persona che l’ha visto dalla finestra!

Tutto questo come è potuto avvenire? 

È molto semplice: utilizzando il meccanismo della paura, o è il caso di dire, del terrore.

Una democrazia, infatti, dovrebbe aiutare le persone a sviluppare “quel tarlo ormai sincero che chiamano pensiero”, citando ancora Guccini. Quel tarlo che, da solo, è in grado di “corrodere” l’ignoranza. Quell’ignoranza che, anche per il Buddhismo Tibetano (ma non solo) è giudicata il peggior difetto mentale. 

La paura, soprattutto quando non è di una situazione tangibile (quella è vitale che ci sia!) ma di una situazione immaginata, che è solo nella mente delle persone, è una grandissima generatrice di ignoranza. Infatti, di per sé, disconnette, nel suo manifestarsi, la corteccia cerebrale, sede del pensiero logico. La persona in preda ad una paura esagerata, soprattutto di situazioni solo paventate, o tangibili ma fortemente amplificate, non è più in grado di pensare, ma agisce in maniera impulsiva, quasi al comando di meccanismi che ha dentro di sé. 

Provate a far ragionare una persona terrorizzata, ad esempio: sarà impossibile farlo. Occorre prima far sì che quel terrore passi, magari con la respirazione o altre tecniche di rilassamento, e poi l’attività logica potrà essere riutilizzata. 

Il governo attuale lavora esclusivamente sulla paura. E con la paura tutti i “diktat” si fanno passare. Una persona impaurita non chiederà spiegazioni, ma ordini. La paura apre la porta agli ordini senza spiegazioni. Molti media, in questo periodo, stanno esasperando la gente e la situazione. Sotto l’attenta guida del governo, che si è dato pieni poteri, sta terrorizzando le persone, mostrando solo morti e malati, invece che far capire che quei morti e malati sono, in fondo, una strettissima minoranza rispetto a coloro che stanno bene, e come detto prima, vogliono continuare a stare bene nonostante i divieti.

Paradossalmente, i sani, o quelli che vogliono mantenersi tali, saranno gli untori, o addirittura, come visto, i potenziali assassini. Questo fa la paura, che porta a non pensare: basterebbe farlo per un istante, per comprendere che, tra i morti per questo virus e chi passeggia per la strada non c’è nessuna relazione. E così, chi rivendica il suo diritto naturale alla salute e all'aria aperta diviene immediatamente un untore pericoloso. 

Qualcuno faceva notare che, mai come ora, i cittadini sono diventati scrupolosi e pieni di senso civico. Mi sembra davvero eccessivo. Eppure qualcuno ci crede, e aumenterà questo “senso civico”, che ignora chi danneggia davvero, ma che denuncia chi si arroga il diritto alla salute, che nessuno gli può negare. Siamo in presenza di un sistema, insomma, che ha completamente ribaltato i valori, facendo diventare pericoloso chi afferma la libertà ed è sano, e portando invece come buon  esempio chi accetta questa sorta di dittatura.

E veniamo, come ultima fase di tutto questo, a come viene data l’informazione. Andiamo più in dettaglio in questo. In una democrazia, come dicevo, lo scopo dell'informazione è far pensare le persone, motivando ogni scelta con ben precisi dati. In questo caso, gli scienziati, di cui Conte continua a parlare, dovrebbero informare e spiegare,. Invece non viene fatto nulla di tutto questo. Si amplifica anzi la paura, viene indotto terrore, e vengono fatti passare “diktat” che terrorizzano ancora di più. I discorsi di Conte, come dicevo, sembrano i discorsi non di un uomo democratico, in una democrazia parlamentare, dove le cose vanno poste ai cittadini per informarli, e per spiegare il perché delle scelte, motivandole “dati alla mano”.

Gli scienziati di cui parla non motivano, non spiegano, non fanno capire, ma impongono, dettano legge. Tutto questo, come dicevo, ha come contraltare un terrore generalizzato. Terrore che, per chi non si fa fermare dalla paura di chissà quale rischio mortale all’esterno, si esplica in sanzioni prive di qualsiasi fondamento logico.  In un primo tempo, questo Governo ha provato a terrorizzare ancora maggiormente le persone, utilizzando un articolo del Codice Penale, il 650, entrato in vigore il 19 ottobre 1930 (l’epoca non vi dice nulla?) e che afferma che “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità, per ragione di giustizia, o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico, o d’igiene è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro” (nel testo originale era “fino a 4000 lire”).

Arresto: la parola magica che terrorizza, facendo paventare la perdita della libertà, e la temuta “fedina penale sporca”. Nessuno, per una semplice passeggiata, avrebbe rischiato una denuncia penale, che poteva compromettere la sua esistenza da qui al domani! E così la gente, buona buona, se ne stava in casa. Ricordo una mia amica, alla quale avevo detto che uscire fa bene alla salute, che mi aveva detto: “Ma ci arrestano!”. Ancora, una volta che ho fatto delle riprese all’esterno, uno dei commenti è stato: “attento a non farti arrestare!”!. Insomma, questa idea dell’arresto, anche se solo paventato, ha funzionato molto bene nella mente delle persone!

Non si diffonde il terrore in maniera deliberata, senza motivo, costringendo la  gente a rimanere in casa utilizzando questi metodi. Le misure decise devono essere motivate con approfondimenti e chiarimenti, attraverso spiegazioni tangibili, non attraverso una forma di terrorismo, come in effetti è stato fatto.

Un quadro triste, desolante e desolato, quello che ci troviamo davanti.

Spero vi siano ancora esseri pensanti, che non hanno abdicato alla riflessione in nome della paura indotta volontariamente.

Buone riflessioni a tutti!

 

 


 




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