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Note di viaggio: l'Iran. Un Paese da capire.

Note di viaggio: l'Iran. Un Paese da capire.
Autore: Stefano Arciero
Data: 19/06/2009 12:27:20

(Fotografia di Stefano Arciero - scorcio di Isfahan)
 
Ora  che le persone si accorgono che in Iran il popolo non ce la fa più, per  i Media tutto  diventa politica internazionale e scoop giornalistico da sbattere in prima serata o in prima pagina.

E' vero: poche cose si possono tralasciare al caso in questo Paese ma in realtà è giusto dare un importanza così grande alle notizie che provengono dall'Iran, perché la gente merita di far conoscere al mondo come sono fatti. E quali siano i fatti.

Mi sono ritrovato a  visitare l'Iran nei mesi passati e devo dire che questo viaggio mi è rimasto nell'anima e tuttora che ascolto la musica  che ho registrato sul mio Ipod, provo un senso di piacere misto a una velata melanconia  per quei luoghi.

C'era in me prima di partire  per questo viaggio la consapevolezza di visitare un Paese che per storia e cultura è da invidiare, ma la sorpresa che più mi ha stupito è stata la gente.

I ragazzi, le persone incontrate sono così "taroof" - termine che indica l'ossessionata ospitalità del popolo Persiano - che  con la loro eccessiva e fiera  umilta'volevano dimostrarmi  quanto sia sbagliata l'opinione che si ha nel resto del mondo in merito al fanatismo islamico.

Le persone in visita turistica incontrate sono state rare, oltre che ad una coppia di italiani del nord una dozzina di tedeschi alla ricerca di un affare per un enorme  tappeto senza che sapessero contrattare e quindi  pagato di più di quanto costasse, per cui la gente mi  domandava sempre cosa pensassimo in Europa dell'Iran , del nucleare e di come mi sono trovato e se mi piaceva il loro paese.

Onestamente ho provato più senso di paura in molte parti di Europa e di Roma che nel viaggio in Iran.

La gente ha avuto sempre un sorriso con noi e sempre una forma di cortesia estrema, basti pensare che mentre prendevamo il pullman per Isfahan l'autista insieme al suo assistente ci sono venuti a prendere per offrirci la colazione in un posto molto ma molto spartano ma fieri di aver "ospitato" due occidentali  al loro tavolo.

Scrissi in quei giorni che avrei riaperto la scatola intarsiata di miniature  fatte a mano regalatami da Mr Alì con i 20 rial all'interno ogni volta che avrei voluto ripensare a questo viaggio.

Da molto tempo non provavo la sensazione di brividi che ti attraversano insieme all'emozione per questo regalo. Se si chiede libertà si ha una concezione della vita molto simile sia in Iran che in iTalia.

Per chi come me non è un problema il colore della pelle, il suono gutturale della lingua e la "imposta" religione  islamica è facile  avere un feeling con la gente del posto.

Il popolo iraniano non ha un concetto diverso da noi  relativamente al modo di vivere:  ha soltanto un modo "imprigionato" per poterlo esprimere…un ricco uomo, una bella donna, un sorriso di un bambino in bicicletta e di un altro che gioca  a palla  sono le stesse fasi della vita in tutto il mondo.
La mia opinione in questi bei  giorni iraniani , dove le grida al mercato del pesce risuonano nella mia mente come un richiamo ad una cultura italiana che non c'e' piu  oppure dove gli odori e i profumi  delle spezie dei bazaar mi travolgono come i fiori di Hafez, la mitologia di Rumi e gli incantevoli posti di Persepolis ,Yazd  o Shiraz da rimanere delle piacevoli emozioni che nessuna notizia travisata mi potrà togliere.
Dedico queste righe ai miei amici Linda, Yashar, Mafi , Mr Alì e quel ragazzo che non ha le possibilità di finire gli studi  e alla libertà tutta. 
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