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Abruzzo: il “Piano case Abruzzo” ed i mostri di cemento.

Abruzzo: il “Piano case Abruzzo” ed i mostri di cemento.
Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 04/08/2009 12:47:20

  (Video: la cucina di una tendopoli in Abruzzo)
 
 

In Abruzzo dal sei Aprile scorso, attimo in cui la terra ha terribilmente tremato fino a sfregiare incredibilmente la città dell'Aquila ed i paesi limitrofi, la tera continua a tremare. E fanno tremare anche tutti gli eventi legati in qualche modo a questa Regione che è divenuta centro nevralgico dell'Opinione Pubblica che tenta, con grande difficoltà, di comprendere gli accadimenti che di volta in volta vedono protagonista la Regione abruzzese.

 

In circa quattro mesi dal sisma, gli accadimenti si sono susseguiti febbricitando a partire dai grandi palchi mediatici nelle prime giornate subito dopo l'evento naturale, in cui tutti più o meno – politici e giornalisti – hanno in qualche modo sfruttato il terreno per garantirsi maggior luce. E dalle promesse sciorinate a quattro mani, passando per i Decreti per la ricostruzione che agitano il sonno di Sindaci ed organizzazioni ambientali, all'atto pratico si tocca con mano sempre più, l'inefficenza di un Sistema che muove gli ingranaggi quasi sempre a disastro avvenuto.

 

Viviamo infatti, in una Società ed all'interno di un Sistema che piuttosto che prevenire, sceglie sempre l'eventuale cura postuma ad un fatto di rilievo. E' l'epoca dello Stato soccorritore ed interventista. D'altro canto, la strategia funziona: la cittadinanza può toccare con mano i vari interventi a sostegno di questo o quell'evento tragico piuttosto che accorgersi che sul nostro territorio si portano avanti progetti e lavori infrastrutturali a regola d'arte.

 

La conseguenza è doppia: da un lato si risparmia e si specula, dall'altro – in caso di tragedia – si può palesare alla nazione l'alta capacità di recuperare, curare e sostenere chi viene a subire qualsiasi tipologia di evento drammatico.

 

Paga più la cura della messa a norma. Si riscuotono maggiori consensi dagli interventi straordinari che da una metodica salvaguardia di tutti gli ambiti socio economici del Paese. Bizzarro? Eppure palese.

 

In queste ore, fermento ancora per la regione abruzzese, e questa volta le voci che si levano sono tante e tutte coordinate in un gruppo di organizzazioni a sostegno del territorio e dell'ambiente. La questione è delicata: il Decreto Legge N° 59 "Piano Casa Abruzzo" appena approvato, relativo alla ricostruzione degli edifici e relativa certificazione di agibilità degli edifici miseramente crollati durante il sisma.

 

Cosa fa indignare stavolta Organizzazioni come Legambiente, LIPU, WWF, FAI e Italia Nostra? La possibilità – data dal Decreto in questione – di edificare ovunque, senza prestare la minim,a attenzioni a territori protetti come ad esempio parchi, aree archeologiche, centri storici ed edifici storici vincolati.

 

In pratica: edilizia selvaggia, senza tener conto della Storia e del territorio della Regione Abruzzo. Colate di cemento ovunque esista un suolo libero. Nessun tipo di diversificazione. Ampia possibilità a tutti – imprese ed edifici residenziali – addirittura di edificare oltre la metratura e cubatura reale di cui si disponeva prima del sisma.

Un'attacco al territorio. Un altro all'ambiente. Ciliegina sulla torta: ulteriori sfregi a città e paesi, che potranno veder cambiare faccia ai borghi ed ai centri storici, emblema di una fetta della nostra storia, che cade a colpi di cemento sulla realizzazione di un progetto pensato in fretta, senza considerare aspetti storici, paesaggistici e di priorità degli interventi.

 

C'è anche da riflettere su alcuni punti di ciò che sarà effettuato nei prossimi giorni. L'ordinanza N° 3797 del 30 Luglio scorso, avvia una serie di regole che vede protagonisti gli sfollati. Ad esempio, le persone attualmente ospitate presso le strutture alberghiere e che hanno l'appartamento che rientra nella classe "A", dovranno tornare nei propri alloggi entro l'8 Agosto. La classe "A" identifica gli edifici che non necessitano di interventi strutturali in quanto solo lievemente danneggiati dal terremoto. Ma questa regola è totalmente iniqua in quanto se l'edificio in questione rientra nella classificazione "A" ma è adiacente ad un edificio in classe "B" o "C" o "D" – quelli pericolanti e che necessitano di grandi opere strutturali, gli stessi edifici di classe "A" non potranno ospitare gli inquilini, almeno finché gli edifici adiacenti non siano stati ristrutturati e messi a norma di agibilità ed antisismica.

 

La regola è valida solo per le persone che usufruiscono di ospitalità gratuita presso le strutture alberghiere e non per coloro che vivono nelle tendopoli. Una contraddizione? Oppure un taglio alle spese, senza troppo ragionare sulle riflessioni appena riportate? Certo è, che i nodi continuano a venire al pettine di giorno in giorno, e che sembra non esistere un reale progetto di ricostruzione basato su finanziamenti certi, regole appropriate al territorio e che considerino le necessità ed il benessere dei circa 60.000 sfollati.

 

Eppure, quando si è trattato di lavorare nell'area preposta al G8, nulla è stato lasciato al caso. Non una virgola, un granello di terra, una luce piuttosto che una tovaglia per i tavoli dei pranzi e delle cene dedicati ai grandi della terra. Uno scenario incredibile di perfezione ed efficienza, oltre che di gusto e plateale utilizzo di tutti i parametri necessari a gestire, controllare ed eseguire un tratto che doveva accudire e coccolare Presidenti internazionali, famiglie al seguito e staff. Una cellula di cristallo immersa nella terra e nella sabbia di una scandalosa Italia che una volta di più, genera quel divario enorme e terribile che è dedicato solo, sempre e comunque al piccolo contribuente.

 

Il Potere cala la mannaia su chi alimenta la propria forza. Una contraddizione in termini che esaspera ancor più, considerando la tendenza tutta nostrana ad accogliere sempre e comunque tutto ciò che arriva "dall'alto". Un "alto" che corrisponde sempre meno ad un livello di onorabilità e coerenza che fattivamente sia di sostegno alla Nazione. Pensiamoci ogni volta che la mente ci induca a riflettere sulla condizione umana e sociale che ci coinvolge tutti. Per iniziare ad operare un percorso che fattivamente faccia collocare al giusto posto persone, fatti ed accadimenti.


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