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"No B Day": un errore strategico
Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 05/12/2009

  (Video: promo del 'No B Day')

No Berlusconi Day. Un alito di Libertà? Un vagito di ribellione? Un rigurgito comunista? Una dichiarazione di guerra? No. Il No B Day è una contraddizione. Un errore. Una incomprensione. Chi oggi manifesta per chiedere le dimissioni dell'attuale presidente del Consiglio, è convinto che il male del nostro Paese alberghi in un solo personaggio: Berlusconi.

 

Berlusconi il mafioso. Berlusconi il potente. Berlusconi il barzellettiere. Berlusconi il traditore. Berlusconi il faccendiere. Berlusconi il dittatore. Berlusconi il ladro. Berlusconi l'accentratore.

 

Eppure… Se si riflette su una lunga serie di elementi contingenti, si scopre che, l'esasperazione dell'immagine di questo personaggio, è data da una assoluta volontà di tutti a confermarne l'illimitato potere.

 

Nessuna opposizione ha garantito al popolo una eventuale dialettica politica atta a sovvertire – eventualmente – uno stato di cose che pian piano gli stessi elettori hanno letto come inappropriate ed inaccettabili da parte di colui e coloro cui hanno dato il voto.

 

Se è pur vero che il giudizio popolare ha deciso a suo tempo per un candidato, non è detto che questo poi non possa essere riesaminato nel suo percorso di gestione del Paese.

 

Ma c'è altro. Molto altro. E non è solo il palesarsi di eventuali inciuci, scandali, concussioni et similia. Lo stato di totale sottomissione di tutto il parterre politico opposto e di tutta la stampa nazionale, E' il problema.

 

Si voleva cancellare la Sinistra. Ed è accaduto. Si voleva confermare un centro destra totalitarista. Ed è avvenuto. Si voleva chiarire che nella nostra epoca conta maggiormente il potere del denaro che quello scaturito da una scalata politica equa Ed è accaduto.

 

A tutto vantaggio solo di Berlusconi ed il suo entourage? No. A vantaggio di tutti. Motivo della silenziosa opposizione palese a tutti.

 

Ad ogni modo ed in ogni caso, l'era Berlusconi resta e resterà incisa nella storia del nostro Paese come un grande successo di strategia politica, economica e di potere.

 

I risultati sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. Pochi prima si erano potuti consentire la libertà di contro-dichiarare ogni cosa. Di sovvertire le realtà. Di costringere ad una mistificazione di massa. Di imprimere con una forza fantasma ma poderosa, un illimitato processo di rieducazione delle grandi Masse. Quelle che attendono ordini dall'alto. Quelle che non comprendono appieno gli accadimenti. Quelli che necessitano di padroni forti e sorridenti, che plachino le lacune di una vita

 

Berluscoismo, lo chiamano. Ma non bisogna dimenticare che dietro ad ogni uomo pubblico della storia, esistono accordi, esistono strette di mano, esistono decisioni, esistono programmi e strategie.

Esistono alleanze che pochi conoscono. Esistono messaggi trasversali.

 

Berlusconi è la punta dell'iceberg. Ma se non si riflette su tutta la struttura, si rischia di venire accecati dallo sbrilluccichìo di un cristallo di ghiaccio che si scioglie al primo sole.

 

Dietro al fenomeno Berlusconi, c'è una rete di persone e fatti talmente grande ed estesa, che venirne a conoscenza può produrre seri effetti collaterali, altro che berlusconismo.

 

Nella realtà di una totale aberrazione relativa al concetto di Libertà, si nascondono i presupposti per le fondamenta solide di un Sistema di regime che non conosce partiti politici ne personaggi, ma che accomuna tutti.

 

Ogni più piccolo elemento del mondo politico e dell'Informazione, stanno lavorando da tempo affinché si plasmi un Sistema che avviluppa tutti e tutto. Talmente fine e sofisticato da non lasciar trapelare l'inganno: tutti compatti verso un percorso di rieducazione di una popolazione avvezza più ad attendere e subire che a pensare ed agire.

 

Non ci sono mezzi termini. Nessuna scappatoia. Alcuna via di uscita.

 

Incredibilmente, un Gianfranco Fini diviene la Sinistra perduta. Un Di Pietro quel Centro che ci manca tanto. Tutto il resto, spettacolo e plastica. Burattinate. Giochetti.

 

E' evidente quindi, che sta sfuggendo del tutto il vero problema. Più ci si avvicina ad un pensiero che contrasta il personaggio Berlusconi, più si limitano le attenzioni a tutto il resto, partiti, personaggi, accadimenti. Come se Berlusconi, fulcro centrale attorno al quale gira ogni cosa, abbia determinato ciò che si voleva creare: nessuna attenzione nei confronti del vero problema del Paese. La grande comitiva politica.

 

Quella che finge di diatrabare in TV e si abbraccia poi a telecamere spente. Quella che finge una tenue opposizione, ma poi concorda con tutto ciò che la grande maggioranza decide.

 

Il problema, non è Berlusconi. Berlusconi serve a far si che nessuno si accorga di tutto il resto.

E l'esperimento è riuscito. Come No B Day dimostra.

 

Nel frattempo, fra le maglie oscure del potere, si continua a controllare e gestire. All'insaputa di tutti. Speriamo ancora per poco…


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