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“The Day after No B Day”

“The Day after No B Day”
Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 07/12/2009

(Video: Promo del 'No B Day')

 

 

Iniziamo col dire una cosa: siamo in Italia o negli Stati Uniti? Perché tutto ciò che viene generato nel nostro Paese viene declinato in Lingua inglese? No B Day. Gay Pride. Family day… e via inglesizzando (i lettori scuseranno l'atipico neologismo)

 

Probabilmente l'Italia risente di una grande compartecipazione internazionale. Certo di alcune cose faremmo volentieri a meno. "Guerre di pace" in testa.

 

Ma al di la di questa breve riflessione, spostiamo l'attenzione a ciò che il "No B Day" ha generato: Nulla. Con la "N" maiuscola. Nulla almeno per ciò che gli organizzatori e partecipanti alla manifestazione si attendevano avvenisse.

 

Uno scossone. Una qualche contro rivendicazione. Magari lo stesso Berlusconi in piazza a gridare "Comunisti! Anarchici! Ribelli!" E tutti giù a fare "Buuuu…dimettiti, mafioso!".

 

Invece, a parte il cosiddetto "serpentone" umano che si è insinuato per le strade di Roma, a parte il colore viola proposto da IdV come simbolo della manifestazione, a parte il PD che non ha partecipato – democraticamente – ed un Versani che ha dovuto chiarire in TV le motivazioni della non presenza, apellandosi appunto ad una Libertà e Democrazia che non gli impone di aderire a tutto ciò che accade contro la maggioranza, ecco, a parte tutte queste cose, non ci sono accadimenti postumi da tenere in considerazione.

 

Il Cavaliere è saldamente al suo posto. La settimana politica inizia con un dibattito alla Camera per la Finanziaria che a breve dovrebbe passare dalla Commissione Bilancio all'Aula e con la ripresa in Commissione giustizia del Senato sul DL relativo alla riforma del processo breve.

 

Nessuno accenna ad eventuali ripercussioni sul Governo date dal grande incontro in piazza.
 

Tornati tutti a casa, molti giunti da altre Regioni, al più si potrà raccontare di aver partecipato ad un incontro fra "amici" nella Capitale. Chiuso. Niente di che parlare oltre.

 

Il Popolo si è lamentato. Democraticamente. Il mondo politico passa rapidamente oltre. Democraticamente. Nessuno scambio costruttivo ne possibilità di dialogo. Come da Regime.
 

Un Regime che non si deve cercare nell'attuale maggioranza, bensì nel Sistema politico globale.

 

Questi "rigurgiti" di Democrazia sono ormai lo specchio affumicato di un Sistema che ha trasceso la possibilità di poter acquisire attenzione da parte dei Contribuenti. Nome più proprio di Cittadini, perché questo fondamentalmente si è: Contribuenti. E se partissimo tutti da questo concetto, forse si ritroverebbe quell'energia propulsiva per spingere in avanti una seria volontà e capacità di proporre le proprie istanze in altro modo.

 

Non è manifestando che si accolgono richieste. Un tempo forse. Ma non più ora.

 

Oggi le maglie del Sistema politico economico, si sono ristrette al punto da non lasciare più spazio ad alcuna Libera possibilità di partecipare alle sorti del Paese. Paese che tutti più o meno vedono come territorio ma che in realtà esiste in virtù del fatto che esistono milioni di contribuenti ad animarlo. Ecco un altro punto su cui riflettere.

 

Ripensare il contenuto di ciò che si rappresenta come cittadini dovrebbe essere alla base di un processo di riqualificazione di massa e di determinazione di Diritti e Doveri. Dovere è anche saper usare la Democrazia. Che non è appunto solo un Diritto astratto.

 

Il Day After il No B Day, eccoci a cercare spasmodiicamente un qualche risultato tangibile. Che nessuno trova. Perché non c'è. Ulteriore segno dei nostri tempi, dove tutto "sembra" possibile, ma in realtà non lo è. Grande strategia: convincere un'intera nazione di esser libera mentre è intrappolata nelle maglie più fitte immaginabili. Ciò che viene assimilato come libertà infatti, è un criterio talmente prismatico da permettere mille applicazioni. Logiche ed illogiche.

 

Sta di fatto che, più si palesa Libertà meno se ne riscontra.

 

Il giorno in cui la cittadinanza se ne renderà conto, smetterà di scendere in piazza ed userà le armi da sempre a sua disposizione: quelle della Democrazia.


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Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
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