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Tette al vento in aeroporto: e la Privacy?

Tette al vento in aeroporto: e la Privacy?
Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 08/01/2010

 

 
 
 
 
 
PROLOGO
 
 
La questione sull'installazione dei Body Scanner negli aeroporti Italiani è inquietante e degna di approfondite riflessioni sulla Società ed il Sistema che la controlla e gestisce.
 
La dignità umana, passa per molti parametri sofisticati e complessi: non ultimo il diritto alla dignità del proprio corpo da non mostrare nudo a perfetti sconosciuti in nome di una "sicurezza" che poi dimentica che il terrorismo passa anche e sopratutto per altre vie, altro che aerei in volo.
Se non fermiamo questo processo, che nega il Diritto alla Dignità individuale, non potremo più far nulla contro un Sistema che sta abattendo le ultime riserve umana sui criteri di equità, giustizia e dignità.
 
Un esempio: l'impronta digitale utilizzata ora in molte aziende per accedere negli uffici. NON è un giochetto di cui parlare alla macchinetta del caffè.
 
Questi sono test. Verifiche, per chiarire che l'umanità è pronta a farsi fare qualsiasi cosa.
 
L'Enac peraltro, ha già dichiarato di avere in cassa un milione di eruo per l'acquisto dei Bofy scanner, il cui costo oscilla dai 100.000 ai 200.000 euro: chi ci guadagna? Da chi li compreremo?
 
Il prossimo passo? Il microchip installato sotto pelle. Di cui si parla già da tempo. E l'istituzione dell'archivio del DNA, che fece chiaccherare un bel pò Rutelli quando due o tre anni fa, lo propose.
 
Se accettiamo il body scanner, è l'ammissione totale che accettermo qualsiasi altra cosa indegna della dignità umana.
 
...come il DDT spruzzato nei vagoni merci che trasportavano da un lager all'altro gli ebrei del genocidio.
 
Sei su Facebook? Aderisci al gruppo "No al Body Scanner" e firma la petizione.
 
Articolo:
 
La Legge sulla Privacy è in essere grazie al Decreto Legislativo N° 196del il 30 Giugno 2003 che ha abrogato la precedente in materia di "Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali" Dl 675/96.
 

Essa determina l'assoluto diritto dei singoli cittadini a far si che i propri dati personali – nome, indirizzo, città di nascita, religione… - vengano "trattati", quindi utilizzati da terzi, solo a fronte di dichiarata accettazione preliminare.

 

Quindi: io cittadino ho il diritto, nei confronti di altri cittadini, uffici pubblici ed entità di varia natura, a non dare liberatoria affinché vengano divulgati ad altri i miei dati strettamente personali.

 

E' vero però, che in molti casi, nel momento in cui – ad esempio – mostriamo la nostra carta di identità ad un pubblico ufficiale che ricava da esso i nostri dati personali, scrivendoli a sua volta su un modulo che verrà poi visionato da altri funzionari per il disbrigo di una pratica, saremo comunque chiamati a firmare una dichiarazione di autorizzazione al trattamento degli stessi.

 

Ecco quindi che, se da un lato si da al cittadino piena libertà affinché i propri dati personali vengano diffusi, dall'altro si è dovuto trovare un escàmotages affinché in alcuni casi questi benedetti dati potessero essere divulgati.

 

A cosa serve quindi la Legge sulla Privacy? Fondamentalmente a dar luogo alla "sensazione" di avere il diritto di rifiutare di divenire noti a sconosciuti. Ma poi, concretamente, serve a potersi appellare sull'eventuale utilizzo non autorizzato dei propri dati da parte di terzi.

 

Certo, con la diffusione del Web, individuare nettamente dove va a finire il diritto alla privacy dei nostri dati è pura utopia. Ogni qualvolta ci iscriviamo ad un portale, sito, testata online, newsletter, siamo chiamati a flaggare la onnipresente casellina che autorizza al trattamento dei nostri dati sensibili. Pena la nullità dell'iscrizione.

 

Ergo: la Legge esiste, ma non serve a nulla se non in caso di eventuale diatriba giudiziaria.

 

Ora una riflessione. Se si legifera sul concetto di "Dato privato" e "Diritto alla non diffusione dei dati privati", come siamo arrivati all'installazione negli aeroporti dei Body Scanner?

 

Dunque: io cittadina Italiana, ho pieno diritto di non mettere nelle mani di un pubblico ufficiale il mio nome e cognome. Ma ora, con la nuova norma anti terrorismo che prevede la scannerizzazione del mio corpo, reso nudo agli occhi degli agenti di polizia aeroportuale, ho il Dovere di mettere tette e parti intime al vento per la "Sicurezza" della nazione. Certo, gli agenti di pubblica sicurezza mica stanno li a guardare le mie tette, ci mancherebbe altro (…) si volteranno sicuramente dall'altra parte, per garantire la mia vera Privacy: il mio corpo completamente nudo, reso totalmente indifeso, oltraggiato da un progetto di sicurezza che dovrebbe passare forse per altre vie.

 

"Prego signora, Lei mi autorizza al trattamento dei suoi dati personali"? "No, non autorizzo" "Bene è nel suo pieno Diritto, ora venga da questa parte che diamo una sbirciata alle tette, sa è per la sicurezza nazionale…"

 

Ecco, stiamo per avvicinarci a dialoghi di questo tenore.

 

E' già impietoso assistere agli "svestimenti" pubblici al check-in. Calzini bucati al vento, per dar modo di controllare che  fra le scarpe ed il piede non si fosse infilata qualche testata nucleare. "Signore si blocchi: lei ha un numero 46 molto sospetto. Si tolga le scarpe e ci faccia verificare che non stia trasportando un Qassam nei calzini"!

 

Un disabile un giorno, passando in sedia a rotelle sotto al metal detector si è sentito dire "Lei ha qualcosa di metallico addosso, lo tolga" Dall'agente di polizia aeroportuale che già lo verificava col mini metal detector. Assistito personalmente…

 

Insomma, cosa non si fa per la "sicurezza". In queste ore, si discute su questa novità, anche per ciò che riguarda l'assimilazione di un tot numero di radiazioni ionizzanti necessarie a svestire di colpo il viaggiatore di turno.

 

Maroni minimizza. Fazio anche. Ma il fatto è, che per ora le radiazioni emesse serviranno a "vedere nudo". Penetreranno la stoffa dei vestiti e ci restituirà ai monitor così come mamma ci ha fatto. Con buonapace di tutti coloro che negli anni '70 avrebbero tanto voluto comprare i famosi "Occhiali di 007" reclamizzati sulle pagine di certi giornali che "garantivano" la visione nuda di qualsiasi persona guardata attraverso vetri particolari. Una bufala. Ma tant'è…

 

Il livello di radiazioni utilizzati quindi, seppur di importante rilievo e di conseguenza con possibili effetti collaterali sulla salute se utilizzati troppo spesso – come nel caso dei "frequent flyer" – permetteranno solo la visione superficiale del corpo denudato.

 

E per tutti coloro che utilizzano il proprio corpo come un vero "contenitore" di tutto un po'?

 

Calma, la TAC aeroportuale sta sicuramente per arrivare. Bhè, che dire: forse si farà prima ad andare in aeroporto che in ospedale, per una revisioncina medica urgente…

 

A voi le riflessioni del caso.

 

 

 

 

 

 

 

 




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Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 17/10/2021 15:03:55

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Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
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GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
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