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Crisi economica: il Ministero della Difesa acquista 6 nuove Maserati

Crisi economica: il Ministero della Difesa acquista 6 nuove Maserati
Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 28/10/2011

 

 

In periodi come quello attuale è dura da mandar giù tutta una serie di aberrazioni. Una tra le tante è l'assoluta mancanza di volontà da parte della classe dirigente del Paese a contribuire di tasca propria alla crisi economica ed al mostruoso debito pubblico.

 

Fra tagli, Manovre, manovre correttive e via cincischiando, non si fa altro che assottigliare ancor più quel livello medio di ricchezza che la popolazione italiana ha sempre conservato negli anni, dando così modo all'Italia di essere a pieno titolo fra le nazioni più importanti e sviluppate del Pianeta.

 

Ma ora, mentre nel mondo intero l'ombra della crisi ed in alcuni asi del fallimento spaventano tutti e nulla fa presagire qualcosa di buono nel breve periodo, è il momento dei sacrifici e delle misure fatte di "lacrime e sangue" utilizzando una frase detta dal nostro attuale Premier pochi giorni fa.

 

Così, i famosi tagli orizzontali del Ministro Tremonti non lasciano spazio a dubbi: tutti siamo chiamati a contribuire. Tutti noi cittadini di serie B, almeno. Visto che loro, la cosidetta "Casta" se ne frega altamente sia della crisi che del rigore imposto a tutto tondo sia in Europa che nel resto del Pianeta. Loro i soldi se li tengono ben stretti e non hanno alcuna intenzione di metter mano nè a patrimoniali nè a stipendi nè tantomeno ai dorati quanto immeritati vitalizi.

 

E se da un lato in Italia, da Nord a Sud la nazione civile manifesta il proprio sdegno e la non accettazione di tagli che sfregiano in primis la dignità di Vivere, dall'altro non ci si preoccupa più di tanto di sperperare ancora denaro pubblico.

 

Una delle ultime "creazioni" della nostra classe dirigente, appare essere l'acquisto di ben 6 Maserati da parte del Ministero della Difesa. Proprio quando negli ultimi giorni, i milioni tagliati via al comparto Sicurezza hanno visto in piazza Poliziotti e Vigili del fuoco manifestare contro un provvedimento che vede materializzarsi un'assurdità: "grazie" agli utlimi tagli inferti infatti, molte auto di servizio non potranno addirittura fare rifornimento, lasciando così molti poliziotti a piedi e molti cittadini orfani del sostegno di Sicurezza che ogni Società civile deve necessariamente aver garantita.

 

Invece, ecco che – quasi segretamente, se non fosse stato per fuoriuscite di informazioni – fra lo sgomento e lo stupore di molti militari, giungono ben 6 Maserati nuove di trinca presso il reggimento logistico dello stato maggiore dell'Esercito a Roma, inserite come "dotazioni organiche" ed acquistate con l'esercizio finanziario corrente.

 

Sembra che le nuove auto saranno probabilmente destinate ai vertici della Difesa ma non si sa se militari o politici. Non poche sono state le perplessità tra il personale dell'Esercito. Da ricordare infatti che oltre ai tagli nel comparto si subiscono per via delle Manovre anche blocchi degli stipendi e carriere in qualche modo bloccate.
 

Costo di ognuna delle Maserati? 100.000 euro. Che moltiplicato per 6 fa la bella cifra di 600.000 euro.

 

''Confermata ancora una volta l'incoerenza di questo Governo, che da un lato chiede rigore e sacrifici e dall'altro sperpera risorse in maniera vergognosa''. E' quanto dichiarato dal capogruppo IdV in Commissione Difesa della Camera, Augusto Di Stanislao.

 

«Erano le auto più convenienti», replica il segretario generale della Difesa, generale Claudio De Bertolis. «Tutti gli acquisti delle Maserati sono stati effettuati con contratti 2009-2010. Si tratta di macchine blindate destinate ai vertici della Difesa a cui compete la speciale protezione secondo quanto definito da un organismo del ministero dell'Interno».

 

La replica di La Russa: «Queste Maserati non sono nell'utilizzo né del ministro, né dei sottosegretari, né del capo di gabinetto, né del mio staff». «È comunque strana questa polemica», insiste il ministro ex An. «Chi si lamenta ora avrebbe dovuto farlo prima quando c'erano le Audi. Le Maserati acquistate costano meno e sono italiane».

 

Poco convincenti le rimostranze addotte sulla leicità di questi acquisti, perchè resta comunque l'amaro in bocca a tutti: forse si sarebbe potuto aspettare tempi migliori per cambiare una parte del lussuosissimo parco auto istituzionale. Forse si poteva dare un messaggio forte di rigore proprio mettendo in luce il fatto che il Ministero della Difesa, proprio in virtù della tragica situazione economica nazionale ed internazionale, anche se nella necessità di cambiare le autovetture di servizio, procastinava a data da decidere l'esborso in questione.

 

O forse, la crisi tocca solo quel livello di umanità reso ormai disumano e difforme rispetto ad una classe dirigente che si sta permettendo tutto ed a cui stiamo permettendo tutto.

 

Sta di fatto, che a noi tocca lacrimare sangue, a loro tocca decidere come usare i nostri soldi per scopi molto lontani dal ripristino di una economia in pareggio. Cose del genere non solo non dovrebbero capitare ma non dovrebbero nemmeno essere pensate lontanamente.

 

Probabilmente, nella nostra nazione vi sono due settori ben distinti: quello dei paraculi e quello dei poveri falliti messi allo stremo dai primi. Ognuno decida a quale dei due settori appartiene.




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