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L’impedito

L’impedito
Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 11/07/2013 14:24:51

 

Nel lessico italiano generale, quando si appella qualcuno con il termine "impedito", si intende dire che quella persona è impacciata, goffa, non capace di fare cose basilari.

L'impedito (o l'impedita) è un personaggio spesso mite, memore di anni di prese in giro iniziate fra i banchi di scuola delle elementari e via via, sviluppatesi col crescere fino a diventare adulto.

La vita di un impedito doc può essere difficile in una società come la nostra : se non sei cool, strong, easy, trendy… che campi a fare? Non è dato sapere se i personaggi cool, easy, trendy, strong abbiano a loro volta qualche impedimento cronico strutturato nel proprio DNA. Bisognerebbe forse chiedere a un impedito doc, che potrebbe dal suo punto di vista sciorinare un elenco di impedimenti mentali e fisici che non vengono messi in risalto dagli studi sociologici che conosciamo…

Sta di fatto, che nella libertà di esistere e di avere un'ottica individuale riferita ad ogni ambito dell'esistenza, non è facile stabilire nettamente chi sia un vero "impedito" e chi no... D'altronde, persino in psichiatria "la pazzia non esiste" e se a un pazzo in cura farmacologica si chiede cosa ne pensa del tal personaggio, magari esimio professore di psichiatria, questo avrebbe le sue ragioni nel rispondere che il pazzo ai suoi occhi, è l'esimio professore.

Dopo la piccola "lezione" di relativismo sociologico propedeutica all'articolo che sto per svolgere, passiamo al tema principale: l'impedito italiano per antonomasia. Lui: l'uomo che si auto impedisce e che impedisce molti dei processi – non parlo di aule giudiziarie ora! – dinamici assolutamente necessario in qualsiasi repubblica democratica in una società civile.

Ora: siamo noi per caso una "repubblica democratica in una società civile"? No. E in molti di noi lo sappiamo, avendo quotidianamente la controprova di ciò e non potendo in molti casi far altro che prenderne coscienza.

Il Cavaliere impedito cavalca ormai da circa un ventennio (…) un fido destriero che lo porta verso mete di ogni tipo, dribblando – nell'impervia strada in salita e in discesa – ostacoli di ogni tipo: inchieste sul suo conto, aule giudiziarie che lo attendono, rese dei conti, spiegazioni al popolo sui proprio non esattamente ineccepibili comportamenti…

Dietro di sé, il cavaliere impedito ha il proprio fido esercito: un battaglione di persone – uomini e donne - pronte a tutto pur di non perdere l'aureo posto socio economico e di potere acquisito grazie a tanto manoleccare.

Per il proprio imperatore, l'esercito personale è pronto a tutto: a mentire spudoratamente, a decantar le gesta del Cavaliere anche quando tali gesta non sarebbero da decantare, a fare "apostolato" costante al fine da reclutare il più alto numero di adepti, fino a giungere alla mortificazione delle menti – perché quelle del corpo sono vietate alla corte del Cavaliere – che portano di loro sponte a livelli di degrado tali da renderli incapaci di intendere e di volere pure di fronte a un bambino di 5 anni cui i mantra che recitano - dedicati tutti a al magnifikat estremo del proprio imperatore – sortiscono lo stesso effetto della visione di un film di Stanlio e Ollio che ancor oggi procurano attacchi di ilarità a chiunque.

L'impavido Cavaliere impedito, pensa di avere molti nemici. Un enorme esercito le cui giubbe rosse di ordinanza appaiono di continuo dietro ogni angolo, dietro ogni orizzonte. Egli non può arrestarsi perché arrestarsi sarebbe contrario al codice d'onore dei Cavalieri impediti (…)

Va e va, e – a parole – sconfigge qualsiasi ostacolo: rimuove problemi sociali, promette il paradiso terrestre, fa intravvedere orizzonti d'oro e pietre preziose, toglie personalmente pesanti massi caduti per le vie e a mani nude, scava la roccia dove si nascondono i soldi dei poveri cittadini cui una cattiva IMU – la principessa del Mondo delle Tasse (…) – ha tolto l'ultimo centesimo nel portafogli bucato.

L'eroico Cavaliere impedito ha così tanto da fare per il bene del suo popolo – quel libero popolo della libertà appunto – da non aver tempo certamente per rispondere a domande insulse quali "Lei quindi non sapeva di avere rapporti di intima amicizia con una marocchina minorenne denunciata per furto e scappata da una casa famiglia che non è nipote di Mubarak"? oppure a idiozie del tipo: "Conferma quanto abbiamo appena sentito dalle intercettazioni telefoniche che lei ha pagato il senatore tal dei tali e anche tal altro…": insomma! Questo è un delirio contro un eroe della patria! Una rivolta ai vertici delle magistrature! Un complotto internazionale!

Mai, mai nella storia del pianeta si era mai vista tanta cruda indecenza! 110 indagini sul suo conto, 28 processi e 2.560 udienze: è palese il complotto! (…)

Mai nella storia del pianeta in effetti, si era visto un Cavaliere tanto coinvolto nei fattacci della nazione, ma il Cavaliere impedito – sordo a queste insulse pretese di chiarezza – guarda con schifato sussiego tutti coloro che hanno l'ardire di sollevar la tesi. E pure il suo plotone di fidi guerrieri della libertà, schifeggiando a manca e poco a destra – per ovvi motivi di tendenza – impediscono a coloro che vorrebbero solamente ragionare sui fatti, di proferir parola e di mettere in dubbio l'altissimo profilo etico e morale di chi con tanto coraggio ha reso inutili decenni di storia per il conseguimento di quell'ideale di democrazia che di fatto mai nessuno ha mai voluto concretizzare.

Ora che tutti "tramano" per l'abbattimento della "coerenza cavalleresca" di chi voleva solo creare una società di veline…No, scusate…di libere persone felici e pronte all'amore globale, il progetto rischia di crollare miseramente e con lui, l'impavido cavaliere impedito e il suo battaglione di fidi militari.

Cosa fare…Cosa fare per impedire che si compia lo scempio. Il Cavaliere impedito e il suo battaglione di impavidi impediti, pensa che ti ripensa trova il modo: impedire all'Italia di procedere. Bloccare ogni cosa. Sospendere la già sospesa e sospirata creazione di un qualsiasi cosa che serva a far riemergere dalla tragedia una nazione tragicomica che ormai è troppo avvezza a tutto: Cavalieri impediti e il suo seguito compresi.

Si blocchino i lavori! Si blocchi la nazione! Il cavaliere impedito impedisca al suo esercito di prodi impediti che si eserciti un misfatto! E che diamine: è pure estate! E mica si può tramare così contro il Cavaliere impedito! Che si chiami il Presidente, che con viva e vibrante soddisfazione, impedisca di generar la guerra!

Stanchi e pure un po' accaldati, i prodi e fidi impediti bloccano il Parlamento e dichiaran la guerra: tante volte ci pensasse prima qualcun altro

I bloccati resistono per poco, che è estate pure per loro e dopo aver lavorato tanto alacremente per distruggere una nazione, ci sarà pure il tempo di un meritato riposo su un qualche atollo incontaminato dalle imposte!

Per ora è tregua, ma per pochi giorni. A fine mese la resa dei conti. I duellanti si incontreranno a singolar tenzone e ci sarà di che parlare… Poi, tutti al mare o non si sa dove, a ripensare alle eroiche gesta del Cavaliere e del suo fido intrepido e impedito esercito di cavalieri e dame, pronti alla morte, Iddio li chiamò…Parapò…Parapò…

N.B. tutto è frutto della fantasia dell'autrice: ma in quale posto nel pianeta accadrebbero mai cose del genere…? (…)

Creative Commons License
L'impedito by Emilia Urso Anfuso is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.
Based on a work at http://www.gliscomunicati.com/content.asp?contentid=2756.


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Data:10/08/2013
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