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C'era una volta la Classe media: i metodi utilizzati per distruggerla

C'era una volta la Classe media: i metodi utilizzati per distruggerla
Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 23/07/2013

 

Il livello di corruzione e corruttibilità negli ambienti istituzionali ed imprenditoriali nel nostro paese è cosa ormai nota a tutti i cittadini. Talmente noto da esser divenuto cosa addirittura “accettabile” da quell’opinione pubblica ormai distratta da decenni dalle proprie piccole corruttele quotidiane di ogni ordine e grado, dalla lettura veloce e poco attenta dei fatti del giorno e dalla sequela di Informazioni poco informative delle cosiddette “testate nazionali” asservite a partiti e lobbies ma considerate ancora ampiamente – purtroppo – fonti di informazione “superiori” e che denotano uno spaccato nazionale riferito alla popolazione, ormai avvezza a tutto o quasi e che per tale ragione trova costanti compromessi nel chiudere un occhio o entrambi sull’ambiguo ruolo di personaggi nazionali che dovrebbero essere “servitori della patria o dei mercati azionari” e quello di cinici speculatori che si abbeverano alla giugulare di ogni singolo cittadino che non rientri in quella esigua fascia di veri ricchi rappresentata da un esigua percentuale su scala nazionale pari a circa il 20%.

Fatto il dovuto preambolo per determinare sociologicamente la realtà in cui viviamo, ecco che proprio in un momento storico pari a nessun’altro precedentemente, in cui tutto è il contrario di tutto in ogni ambito della vita umana e dove un probabile progetto mondiale di castrazione delle classi medie in favore e a sostegno delle più esigue fasce di veri ricchi, ben descritta nell’attualità sociale - ad esempio - degli onnipresenti Stati Uniti, ha macerato ogni possibilità, per le popolazioni mondiali, di uscire indenni dalla catastrofe umana in corso che molti cittadini del mondo credono essere il frutto di mala gestione governativa ma che a tutti gli effetti appare palesemente come un vero e proprio progetto di distruzione metodica di un voluminoso comparto di umanità, le cui conseguenze tangibili abbiamo tutti davanti agli occhi ogni giorno.

E’ chiaro che, anche nel nostro Paese e già da diversi anni, vi sia in atto un processo che sta di fatto cancellando dal nostro territorio quella classe media che per decenni ha dominato l’economia della nazione, avendo da un lato determinate sicurezze date da un mercato del lavoro che ha dato garanzie di continuità fino a un certo periodo e dall’altro quella tendenza tutta nostrana ad una oculata gestione del bilancio familiare, che ha reso l’Italia uno dei paesi più ricchi in tal senso e per molti anni ha generato una sorta di tesoretto occulto persino alle istituzioni. Istituzioni che, in special modo nell’ultimo paio di anni, si sono affrettate a generare abili “soluzioni” che potessero entrare a guardare nelle tasche di ogni singolo cittadino e di poterne così efficacemente conoscere la capacità economica.

Ecco partire quindi “innovative” sperimentazioni atte a buttare un occhio nei tesoretti nazionali occulti, attraverso le limitazioni alla circolazione di contanti o agli obblighi per i pensionati di far transare le pensioni esclusivamente tramite conto corrente. Un modo eccellente per non perdere di vista nemmeno un centesimo. Per non parlare del discusso metodo – ampiamente coercitivo – di sfoderare anticostituzionali soluzione come il “redditometro” che oltre ad avere il difetto di leggere superficialmente la situazione economica dei singoli non ne considera singolarmente le peculiarità, confermando quindi il solo ed unico scopo di controllare e gestire la popolazione, ficcando il naso dappertutto senza alcun tipo di logica e coerenza. E come dimenticare l'assoluta castrazione dell'accesso al credito, negazione istituzionale atta a garantire la distruzione di una intera classe sociale...

E se le istituzioni conoscono ogni briciola della gestione economica privata dei cittadini, questi cittadini possono a pieno titolo considerarsi gestiti e di conseguenza schiavizzati al punto da non poter privatamente scegliere né tantomeno decidere per se stessi cosa sia meglio fare di quel denaro percepito per guadagno o risparmio.

La distruzione della classe media è giunta a buon punto con la realizzazione a scalare di “ritocchini” alla fiscalità sempre più pressanti e ovviamente “democraticamente dedicate” alle fasce medie della nazione. A compimento dell’opera, una fra le peggiori riforme del mercato del lavoro siglata da uno dei più discussi e atipici Ministri di questa sconquassata Repubblica che ama mettere nelle prime pagine delle grandi testate di Informazione le lacrime di un Ministro – di cui non conosceremo mai davvero la natura – piuttosto che i quotidiani casi di suicidio per disperazione o di presidi ormai costanti ma negati alla lettura “grazie” alla solita propaganda partitica e lobbistica.

Stante tutto ciò , un’anomala ondata di condanne giudiziarie nei confronti di personaggi ritenuti – non si sa bene perché – “eccellenti” e del calibro di Silvio Berlusconi o addirittura della famiglia Ligresti per giungere alla più recente condanna dell’ex Presidente della Regione Abruzzo – Ottaviano del Turco – di cui si conosce bene da decenni l’attività non esattamente trasparente in campo finanziario, fa dubitare che piuttosto che condannati da una giustizia tardiva, costoro siano in effetti cortesemente allontanati dall’immagine pubblica di una nazione che – probabilmente – sta effettivamente per insorgere, così come il guru lobbista con gli occhiali e i ricci fluenti ha decretato pochi giorni fa e la cui tesi ieri è stata persino sostenuta da Graziano Delrio, attuale Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie.

Non me ne vogliano gli appassionati e convinti lettori e ascoltatori della stampa nazionale e dei TG che considerano “verbo divino” se tento anche stavolta, come faccio da anni, di aprir loro occhi e orecchie.

Sta di fatto che, le stesse identiche cose dette oggi da un “guru”, le dico e scrivo da anni nei miei articoli e le prove di ciò sono ovunque. Nel frattempo, orde di cittadini si svegliano ogni giorno, e tentano di capire se sia meglio uccidersi oppure uccidere.

Tutto ciò poteva essere evitato, ma le soluzioni applicabili che spesso sono di una semplicità mostruosa, sembrano sempre non fare breccia nel sonnacchioso vivere di milioni di persone abituate ormai a leggere come difficilissime cose che all’atto pratico non lo sono.  

Risvegliarsi ora può ancora essere soluzione possibile, a patto che si comprenda finalmente che non è la guerriglia affamata di sangue a determinare la soluzione ma nettamente, la presa di coscienza che alla parola “Cittadino italiano” s’inizii ad accostare la parola “Responsabile”. Non è difficile da capire…

Creative Commons License
C'era una volta la Classe media: by 
Emilia Urso Anfuso is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.
Based on a work at 
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