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I nostri piu ' acerrimi nemici: certi italiani

I nostri piu ' acerrimi nemici: certi italiani
Autore: Il Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 01/12/2013 20:51:31

 

Oggi, nella giornata in cui un comico che ha deciso paraculamente e strategicamente di spostare i propri spettacoli di cabaret dai teatri alle piazze d’Italia manda nuovamente affanculo pubblicamente tutti gli italiani ficcandogli in testa che è “per il loro bene”, nel giorno in cui  il governo nazionale sviluppa in maniera esponenziale il sistema del caos premendo a tavoletta sul pedale dell’acceleratore per far si che la popolazione non capisca più nulla di ciò che gli sta accadendo, nel giorno in cui un treno della Metro North di New York deraglia e si scopre che nella “civilissima” super potenza mondiale le metropolitane sono in condizioni disastrose e le linee ferroviarie del tutto carenti di sistemi di sicurezza e protezione, mandando a morire in una sorta di roulette russa succubi cittadini di una sistema  complesso comprensibile a pochissimi, oggi dicevo non posso fare ameno di riflettere sulla realtà delle cose.  

 Quella realtà – in tutti i settori della vita - sempre più mistificata, compromessa, mistificata, offesa.

Non posso non riflettere su come si urli ormai sterilmente quasi unicamente contro “l’uomo nero”, che ormai nel nostro paese ha la sola connotazione – nell’immaginario collettivo – del “politico” per antonomasia. Ma anche “del giornalista”, per partito preso. Quale partito non è dato sapere.

Quello di questa popolazione d’italiani di ceto medio e basso, diversi dei quali,  coi loro comportamenti da sempre fottono il prossimo convinti di fare i propri miseri interessi.

Non ne posso più. Davvero. Di gente che impreca contro “caste” create ad hoc da “guru” da mercato rionale, di gente che indefessamente lavora per erodere diritti ai propri connazionali, rendendoli più poveri e meno pari. La parità nel nostro paese è un concetto astratto. Come i termine “coesione”, “democrazia”, “giustizia”, “onestà”.

Normalmente l’italiano tipo di cui parlo ha come unico scopo nella vita, sua e da inoculare a figli e nipoti fino all’ennesima generazione, la mistificazione della propria reale condizione economica.

Raggira il Fisco con la capacità di un esperto economista. Pretende – e ottiene – agevolazioni fiscali, economiche e di sostegno al reddito – cui non avrebbe mai e poi mai diritto.

Gira per le strade combinato come l’ultimo dei barboni. A sentirli parlare, questi qui, non hanno “mai un centesimo” e non riescono a campare con la “misera pensione” assegnatagli dallo Stato. Il tutto è sempre condito dalla lamentela suprema: “Dopo una vita di ONESTO lavoro”.

Di onesto in questa gente, io non vedo proprio nulla. Sono i nostri peggiori nemici. Li abbiamo intorno ovunque, nella vita di ogni giorno, e a molti strappano pure qualche benevola frase di sostegno a causa delle “precarie condizioni economiche in cui versa con tutta la famiglia”.

Questa gente è il peggior virus che attacca da tempo immemore l’economia nazionale. La erode. Come quei tarli che pian piano mangiano un po’ tutto ciò che trovano a portata di bocca. Non te ne accorgi mai in tempo. Solo a distruzione avvenuta.

Gentaglia che possiede palazzine e terreni, conti su conti in banca e negli uffici postali. Froda il Fisco affittando appartamenti a nero. Lo froda ancora, appropriandosi di pensioni di invalidità che sottraggono a disabili veri. Passano le giornate nei CAF per cercare ogni giorno di trovare nuove forme per non pagare le tasse. Qualsiasi tassa. E quando qualcuno si azzarda a controbattere “ma lei non è povero/a” si incazzano come belve cui sia stato tolto di bocca un pezzo sanguinolento di preda appena uccisa.

Ora si scoprono anche nuove tipologie di frodatori di quella parte di italiani che invece stanno davvero soffrendo una crisi che è più sistemica globalmente parlando nel nostro paese, che economica e finanziaria: i giovani universitari che si fingono poveri, ben istruiti da padri e madri ricchi o arricchiti, che probabilmente fin da neonati hanno dato loro, dentro al biberon, una dose al giorno del virus dell’approfittamento.

Giovani studenti universitari che dichiarano redditi miserevoli ma si scopre poi che hanno conti in banca che farebbero venire un coccolone a un buon 50% della popolazione nazionale o sono già proprietari di ville di extra lusso, in alcuni casi, nemmeno accatastate: veri “geni” generati da altri “geni” nati corrotti dentro.

Con ciò, non santifico certo tutta la classe politica. Ma se si riflettesse meglio sulle cause del dissesto nazionale - che peraltro ha radici antiche in Italia dal momento che, in special modo dopo la seconda guerra mondiale  - l’italiano medio ha pensato bene di profittare di tutto e su tutti per operare quella geniale arte che si chiama in codice: "pensare al proprio orticello", pur di conquistare uno status economico mai posseduto prima e a qualsiasi costo.

Si  comprenderebbero meglio le ragioni e la realtà dei fatti e di molte cose che accadono in questa nazione, se ci si fermasse ogni tanto a ragionare.

Invece no: si da per scontato che l’italiano medio, quello che nelle mistificate statistiche nazionali appare essere il “poveretto medio nazionale”, sia la vittima. Del solito sistema che viene ormai sciorinato ogni volta che c’è da sputare contro qualcosa e bestemmiare contro qualcuno.

E c’è sempre qualcuno che, su un gradino lievemente superiore, corre a sfruttare questa “rabbia” sterile, sapendo bene che certe rabbie servono solo a nascondere – ancora una volta – la realtà: quella della vera situazione economica di molte famiglie italiane.

Sono certa, lo percepisco mettendo insieme gli accadimenti politici ed economici dell’ultimo anno: non so chi sarà il prossimo Presidente del Consiglio italiano, se resterà Letta oppure avremo una nuova formula di governo ancora mai messa in atto prima d’ora, ma certe famiglie italiane, fintamente povere che la crisi economica non l’hanno mai subita davvero, stanno per provare il “brivido” di vedersi manomessa ogni forma di ricchezza finora tenuta occulta ai danni del resto della nazione. Immagino già il casino che faranno non appena qualcuno intaccherà i loro “sudatissimi” risparmi, “onerosamente” salvaguardati con un’attenta e costante opera di frode ai propri connazionali.

Immagino già il casino che armeranno…

 

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