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'Per un web sicuro', opportunita' e rischi della Rete

'Per un web sicuro', opportunita' e rischi della Rete
Autore: Nostro inviato Gabriele.Santoro
Data: 10/02/2014

Alla vigilia del “Safer internet day” dell’11 febbraio, il Moige – Movimento italiano genitori – in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni, TrendMicro, Cisco e Google Italy, ha presentato presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza il progetto “Per un web sicuro”, volto alla sensibilizzazione di oltre 40 mila fra ragazzi delle scuole medie, genitori ed insegnanti sull’uso responsabile e corretto della rete.

Di internet si è detto tutto ed il contrario, spesso con posizioni troppo estreme sia fra i detrattori che fra chi ne esalta esclusivamente gli aspetti positivi. Una trappola insidiosa o una fonte straordinaria di opportunità? Sono di certo facce della stessa medaglia. Secondo le statistiche presentate, solo un alunno su dieci si connette per studiare e nella maggior parte dei casi lo fa senza nemmeno verificare le fonti. Più alti i numeri in altre situazioni. Uno su quattro trascorre il tempo in chat, tra questi il 14% ha accettato un appuntamento al buio con sconosciuti.

Peggio va nell’ambito del cyberbullismo, uno su cinque ammette di aver utilizzato foto e video per prendere in giro qualcuno, mentre è in forte ascesa la pratica del “sexting”, fusione fra sex e texting, cioè l’invio di sms con video o immagini erotiche: “quella che apparentemente sembra una goliardata può avere ripercussioni, perché tutto rimane nel web”, spiega Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige. Ed è facile cadere in ricatti o situazioni imbarazzanti che possono perdurare a lungo.

Ma la questione a monte è che solamente tre genitori su dieci sono attenti all’uso di internet fatto dai figli, “per questo il nostro scopo è informare e formare”. Fondamentale diventa il contributo della Polizia Postale, che con la sua campagna nelle scuole opera per promuovere la riduzione dei rischi della rete per costituire un valore aggiunto alla propria crescita culturale. I risultati si vedono, “dopo ogni incontro ragazzi ed adulti ci fanno continuamente delle domande”, svela Antonio Apruzzese, direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

“I comportamenti in realtà sono sempre gli stessi”, continua Apruzzese, ciò che spinge alla “violazione delle regole non è cambiato, solo che una volta la cosa rimaneva circoscritta all’interno della classe, ora può fare immediatamente il giro del mondo”. Quindi “bisogna tirare fuori il meglio, perché internet è uno strumento fantastico”, aggiunge Marco Fabriani, Civic Council di Cisco Italia.

Anzi, più che è uno strumento è “un ambiente”, corregge il tiro Giorgia Abeltino, direttore Public Policy di Google in Italia, “come la scuola, di cui quando ci si mandano i figli si parla dei rischi e degli aspetti positivi. Su questo principio bisogna responsabilizzare maestri, professori e genitori”. Così come si deve uscire dal preconcetto che la realtà virtuale sia diversa dal mondo esterno, “anche il solo inserire una foto farà parte della vita futura. La risposta ai problemi non sta perciò nella repressione, ma nell’educazione, solo capendo bene il bilanciamento rischi/opportunità ci sarà un utilizzo intelligente”.

Testimonial della campagna, Milly Carlucci lancia il suo messaggio ai più giovani presenti, “siete voi la generazione che può insegnarci a come comportarci con il web, da ‘nativi’ avete un rapporto più naturale con il mezzo, non è la stessa cosa che imparare da adulti”. Certo, la regolamentazione è necessaria, specie quando si pensa di essere nascosti dall’anonimato. “Si crede sia una valvola di sfogo, ma dobbiamo rispettare la dignità e l’identità delle persone”. Toccando un altro tema caldo, forse quello che più preoccupa, la fiducia nell’interlocutore. “Non bisogna cadere nelle trappole fidandosi di sconosciuti e non di chi ci vuole bene”.

Non è un mistero che non possiamo essere sicuri su chi ci sia dall’altro capo del terminale, così come è inquietante sapere della frequenza con cui adulti si fingono minori, proprio per contare sull’affidamento che si tende a fare su coetanei o presunti tali. Il 26% inizia nuove amicizie su internet, il 15% dichiara di avere un ugual numero di amicizie fra mondo reale e web, addirittura l’8% conosce più gente grazie alla seconda opzione. E le relazioni nate così coinvolgono il 9% del campione di intervistati, il 16% salendo alla fascia d’età 14-20 anni.

Infine, per quanto riguarda gli interventi portati a termine dalla Polizia Postale, si segnala il monitoraggio di oltre 28 mila siti pedopornografici, di cui più di 1600 finiti nella lista nera. Nel 2013 ci sono state 344 persone denunciate, per un totale di 430 perquisizioni che hanno condotto a 55 arresti.




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