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Matteo Renzi: il 'rottamatore' gia' da rottamare?

Matteo Renzi: il 'rottamatore' gia' da rottamare?
Autore: Teresa.Corrado
Data: 26/02/2014 10:30:18

Ieri è stata votata alla Camera la fiducia al Governo di Matteo Renzi. In molti lo vedono come il salvatore dell’Italia, in fondo è anche lui che si presenta come tale. Già su questo punto direi che la scuola berlusconiana ha un grande allievo, più di Alfano, e di questo ne ero certa già quando furono fatte le primarie contro Bersani.

Uomo con una grande dialettica, parla tanto, dice tante cose e non dice nulla. Comunicativo, affascinante, attira le donne e sicuramente anche i giovani, ma resta inconcludente, come il discorso che ha fatto ieri alla Camera.

Alla fine tutti sono usciti da lì, senza conoscere il vero programma di Governo. Tanti obiettivi, nessuna soluzione.

Il rottamatore è già da rottamare?

Per mesi è andato in giro per l’Italia, mentre doveva occuparsi della città di Firenze, per cercare voti e consensi alla sua politica. Una politica che non comprendeva soluzioni, ma solo elenchi di problematiche.

Solo che i problemi del paese sono ben presenti nella mente di tutti, soprattutto dei cittadini. Sconfitto alle Primarie contro Bersani, che almeno cercava di dare risposte concrete alla crisi, Matteo Renzi non si è arreso e approfittando della crisi del Pd, ha cercato di mettere le mani anche sul governo Bersani. Ricordate le sue fughe a Roma mentre si cercava di mettere su il governo Bersani dopo le elezioni?

Alla caduta di Bersani, qualcuno aveva pensato anche a lui, ma Enrico Letta ha avuto la meglio su un giovane che non era ancora riuscito a vincere le primarie e a farsi eleggere in Parlamento. Letta ha preso il posto di Bersani, ma Renzi ha scavalcato lui. A un anno dalle elezioni, non abbiamo ancora un Governo stabile, ma solo tante pugnalate alla schiena. Chissà se qualcuno ricorda ai politici che “chi di spada ferisce di spada perisce”. Io lo darei come monito a Renzi che, tra intrallazzi e accordi, tra lotte interne e spinte per arrivare primo, sicuramente sta pensado anche alla poltrona papale.

Eccolo allora Matteo Renzi, dopo la lunga corsa arrivare alla poltrona più ambita del paese: quella da Presidente del Consiglio. Ci ha messo poco tempo a pretenderla. Nonostante le rassicurazioni a Letta che non lo avrebbe scavalcato, che avrebbe continuato ad appoggiarlo. Appoggiare il suo rimpasto, invece, in un mese, è riuscito a metterlo alla porta e a farsi portavoce di una nuova Italia, dove lui porterà il cambiamento.

Quale cambiamento? Abbiamo appena assistito, impotenti ad un nuovo rimpasto.

E mentre a Kiev si lottava per non fare passi indietro e ritornare ad un governo centrista e autoritario, qui noi lasciamo che i politici facciano il bello e il cattivo tempo, senza opporre resistenza.

Bavaglio, giochi di potere, accentramento dei poteri, noi, da popolo belante, facciamo quello che ci dicono senza opporci.

Lui, Renzi, consapevole delle strategie politiche, ha saputo muovere tutte le sue pedine, pugnalando il proprio re e tenendosi buono il re nemico e il delfino scavalcante. Così buono che nonostante avesse assicurato che nessuno del Governo Letta sarebbe rimasto con lui, ha rinominato lo stesso Alfano ridandogli lo stesso Ministero. Nel suo governo facce nuove, facce di donne, anche se tre hanno i ministeri senza portafoglio. Facce che nessuno conosce se non per motivi di cronaca rosa, come l’ex fidanzata del figlio di Napolitano. E poi qualche riesumazione, che non poteva proprio non fare. Ma come, la rottamazione non era per lui? Tutti via i vecchi politici, avanti i nuovi! Si era parlato addirittura di un ritorno di Romano Prodi nella rosa dei Ministri. Ma non dovevano essere tutti nuovi? Così nuovi come quelli semisconosciuti come Civati, che lo hanno affrontato nelle primarie, ma così anonimi che la gente non poteva conoscerli, in fondo in tv si parlava sempre e solo di Renzi. Mediaticamente ha fatto la sua bella figura, dopo essersi fatto conoscere per aver messo il naso in ogni questione, anche quelle che non gli riguardavano.

Ora eccolo pronto a traghettare la nave Italia alla deriva.

Civati ieri alla Camera ha detto: “Stai sbagliando, ma voto la fiducia!”. Certo, come dire, sappiamo che lì c’è il baratro, ne siamo consapevoli, eppure, a braccetto e con il sorriso sulle labbra, stiamo per buttarci insieme a te. Viva l’Italia!




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