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Rischio insabbiamento sul Boeing della Malasya Airlines

Rischio insabbiamento sul Boeing della Malasya Airlines
Autore: Teresa Corrado - Vice Direttore
Data: 20/07/2014 08:45:37

È questa la notizia che trapela dalle agenzie di stampa: rischio insabbiamento sul Boeing della Malasya Airlines.

La tragedia sono i 298 morti mentre erano in viaggio su un aereo. L’incoerenza è che in zone di guerra ci siano ancora linee aeree che possono attraversare il cielo mentre da terra continuano a sparare missili e razzi. Doveva accadere un fatto simile perché le linee aeree impedissero ai propri aerei di sorvolare la zona dei combattimenti in Ucraina. Come dire che adesso, sui cieli della Striscia di Gaza si possa passare indisturbati e senza timori. Oppure attraversare la Siria sicuri come se fossimo nei cieli italiani.

Una tragedia enorme di cui bisogna trovare un colpevole e condannarlo. Condannare non per la guerra, ma perché ha abbattuto, casualmente, un aereo carico di ignari passeggeri. E cominciano le accuse dalle due parti. Prima smentire, poi accusarsi a vicenda, poi distruggere le prove.

È questo che sta accadendo in Ucraina, dove, sicuramente, una forte responsabilità resta nelle mani della potente Russia, anche se la responsabilità maggiore sta nelle mani della democrazia, della comunità internazionale che non è riuscita ad impedire un conflitto così cruento nel cuore dell’Europa.

La Bbc annuncia che gli ispettori Ocse, sono stati bloccati dai filorussi, a loro viene impedito di raggiungere il luogo dove è precipitato l’aereo della Malaysa Airlines. Il Governo ucraino accusa i filorussi di distruggere le prove, con il sostegno della Russia, da cui ricevono armi e uomini. Secondo le indiscrezioni che giungono dal luogo del disastro, i resti dell’aereo si stanno spostando verso la Russia. All’obitorio di Donetsk sono giunti solo 38 dei 298 corpi delle vittime e specialisti russi effettueranno le autopsie.

Intanto a nessun altro è dato il permesso di entrare nella zona, nemmeno agli esperti internazionali. A loro, sicuramente, verranno consegnati i risultati solo in un secondo momento. Risultati da osservare sulla carta, come accadeva una volta, prima della Perestroika e come accade anche oggi in un paese che non riesce ad emergere dalla situazione attuale. È cambiata la Costituzione, sono cambiati i gerarchi, ma la Russia è rimasta la stessa, nulla di strano, accade ovunque. Cade un governo e dopo alcuni anni, la situazione del paese riprende ad essere la stessa.

Intanto li, sulla terra ucraina, restano i corpi di 298 persone che vanno restituiti alle famiglie. È giusto che queste abbiano almeno i resti dei propri cari.

Eppure in mattinata, prima del divieto, si era raggiunto un accordo tra Ucraina e filorussi, perché si creasse una zona di sicurezza di 20 km, per permettere il riconoscimento dei corpi e la restituzione alle famiglie. Accordo disatteso. Ma la necessità di un’inchiesta al di sopra delle parti, è da attendersi per scoprire la verità su quello che è accaduto. Il primo ministro malese Najib Razak con una telefonata, ha chiesto al presidente russo Putin di volere un’inchiesta imparziale e senza ostacoli, come richiesto anche da Barack Obama, dall’UE e dall’Onu.

La tragedia del Boeing 777 della Malasya Airlines invece di far riflettere sulle conseguenze di una guerra, ha inasprito gli animi e le contese. Nessuno vuole assumersi la responsabilità di un disastro simile, nessuno vuole portare sulla propria pelle, dinanzi al mondo, la vergogna di aver abbattuto un aereo carico di civili, tra cui figuravano molti bambini. 




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