Sei nella sezione Mondo   -> Categoria:  Cronaca dal Mondo  
Polveriera mediorientale in movimento

Polveriera mediorientale in movimento
Autore: Teresa Corrado - Redazione Esteri
Data: 28/07/2014 21:42:54

La polveriera mediorientale è pronta ad esplodere di nuovo. Chi credeva che la primavera araba avesse messo fine alle ingiustizie, alla corruzione, alle lotte interne, si sbagliava. La fine dei percorsi militari ha solo assopito una ben più temuta contrapposizione delle fazioni in lotta per il potere. Basta vedere la lunga lotta che si sta combattendo in Siria e che non trova né tregua, né fine.

A farne le spese in queste ultime settimane, è la Libia, i cui combattenti si contendono le zone strategiche della capitale. Non c’è più Gheddafi e la sua famiglia da combattere, ma sicuramente ci sono le tante fazioni che il vecchio rais era riuscito a controllare sotto il suo stretto governo dittatoriale. Tutti, adesso, ambiscono al potere, a fare girare verso di loro l’ago della bilancia, consapevoli delle ricchezze che il governo libico può contendere con le potenze straniere le quali sono lì proprio per quelle.

In due settimane di combattimenti già si contano 100 morti e 400 feriti anche se il numero potrebbe essere maggiore, visto che non si contano i feriti o morti che provengono dai villaggi vicini. Non sono solo questi numeri o le condizioni per cui la Libia ha ottenuto il bollino rosso dagli stati internazionali. La pericolosità della zona e l’inasprimento delle contese, per mesi rimaste solo sopra i tavoli delle trattative libiche, adesso è aumentato dalle richieste dei governi stranieri di far rientrare i propri cittadini in patria. Cosa che accade solo dopo che la situazione è diventata davvero insostenibile e pericolosa, tanto da non garantire la sicurezza dei connazionali in visita o residenti per lavoro.

La Germania ha formalizzato il rientro dei propri connazionali solo ieri. A darne conferma da Berlino un funzionario degli Esteri, in conferenza stampa, il quale ha sottolineato che l’ambasciata tedesca a Tripoli è stata evacuata. Per il momento l’ambasciata non è ancora chiusa, ma in servizio restano solo gli impiegati locali. Il rischio di rapimenti e attentati è troppo alto, tanto che tutti i cittadini tedeschi sono stati invitati a rientrare e a evitare la Libia.

Stessa sorte è toccata al personale italiano che ha voluto lasciare la Libia. Il ministro degli esteri Federica Mogherini, ha predisposto da giorni un piano di tutela dei connazionali in Libia, preoccupandosi anche di scortare chi voleva abbandonare la zona, diventata pericolosa per gli stranieri. La conferma di una vera evacuazione, però, non c’è. L’operazione ha solo aiutato i cittadini italiani che volevano lasciare la Libia. Alle nostre forze di stanza in Libia, si sono rivolti anche altri stati, chiedendo di trasferire i propri connazionali sotto la protezione delle forze armate italiane.

Dopo l’evacuazione dell’ambasciata americana, anche Gran Bretagna, Germania, Olanda e Francia, hanno deciso di richiamare i propri connazionali, facendo lasciare loro al più presto il suolo libico.

Restano sotto stretta sorveglianza e scorta i responsabili dell’Eni, la quale ha reso noto che le attività proseguono normalmente, anche se viene monitorata di continuo, l’evolversi della situazione.

Lo stato libico ha parlato di rischio di “catastrofe umanitaria e ambientale dalle conseguenze difficili da prevedere”, dopo che un razzo ha colpito un secondo serbatoio in un deposito di benzina a Tripoli, dove gli scontri sono duri e proseguono senza tregua.

A darsi battaglia, ex ribelli di Misurata e quelli di Zintan che hanno il controllo del paese dal 2011, quando deposero Gheddafi e le milizie a lui fedeli. A Tripoli si lotta per mantenere il controllo dell’aeroporto e di zone strategiche, ma si combatte anche a Bengasi, in Cirenaica, dove si scontrano forze speciali libiche e gruppi armati islamici.

 


L'articolo ha ricevuto 816 visualizzazioni


Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
La redazione ed il direttore hanno piacere di rispondere ai commenti dei nostri lettori. Facci sapere cosa ne pensi dell'articolo. La tua opinione è per noi importante.

Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 22/08/2019 03:30:34

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Cronaca dal Mondo

Autore: Redazione Esteri
Data: 22/08/2019 06:30:10
Rohingya: appello di 61 ONG sul peggioramento della crisi in Myanmar.

Dopo le notizie appena circolate sul possibile rimpatrio accelerato di 3.450 rifugiati Rohingya le ONG chiedono ai governi del Bangladesh e del Myanmar di garantire che qualsiasi processo di rimpatrio avvenga in sicurezza e che sia volontario e dignitoso 

Leggi l'articolo

Autore: Redazione Esteri
Data: 17/08/2019 07:10:39
Lotta alla droga: l'ascesa del cartello Jalisco Nueva Generación in Messico

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti considera il CJNG come uno dei sei più importanti cartelli del Messico e anche uno dei cinque gruppi criminali transnazionali più pericolosi al mondo.

Leggi l'articolo

Autore: Amy Swearer - Redazione Esteri
Data: 13/08/2019 06:28:19
USA: l'uso delle armi in alcuni casi salva la vita

Sulla scia delle tragiche sparatorie di massa, come quelle avvenute negli ultimi giorni a El Paso, Texas e Dayton, Ohio, è comprensibile che la nazione cerchi risposte.

Leggi l'articolo

Autore: Chris Moore - Redazione Scientifica
Data: 12/08/2019 06:40:43
Cannabis legale: negli USA chi la consuma beve meno alcolici e assume pochi farmaci

I ricercatori hanno intervistato 8.805 consumatori di cannabis di età compresa tra 21 e 64 anni che vivono in uno dei 21 Stati Usa dove la cannabis è legale. 

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax) -