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La dittatura democratica

La dittatura democratica
Autore: Il DIrettore: Emilia Urso Anfuso
Data: 19/09/2014

Nel corso degli ultimi secoli, la società civile ha molto combattuto per ottenere condizioni di vita migliori e meno oppressive e vessatorie. Sono esistiti periodi storici in cui se si era fortunati si nasceva in famiglie nobili e si si era del tutto sfigati, si nasceva da coppie di poveracci. Con tutto ciò che ne conseguiva.

Non che i nobili natali mettessero al sicuro del tutto, dal momento che proprio i personaggi di maggior potere erano costantemente afflitti dal rischio di essere ammazzati per mille motivi politici e di casta, ma almeno costoro potevano contare su uno status sociale che non li mettevano a rischio di morire di inedia e di stenti.

Per ottenere qualche miglioramento, ci son volute vere rivoluzioni civili. Molto si era ottenuto, in special modo per ciò che riguarda il criterio di rispetto della persona. Criterio che oggi ci appare scontato ma che un tempo non lo era affatto.

Molti lavoratori erano in realtà schiavi dei padroni. E maltrattati come tali.

La creazione dei primi sindacati in occidente, fece intravvedere una possibilità di rinascita in tutti i sensi, almeno per ciò che riguardava il settore del lavoro e dei diritti dei lavoratori. Anche così si realizza un regime democratico.

Nel ‘900 si pensò a un certo punto, di esser giunti ad un livello di equità sociale mai raggiunto prima. Ma non era una realtà fondata su effetti reali. Sicuramente, l’operaio aveva raggiunto la possibilità di avere una qualche voce in capitolo nella società in cui viveva e all’interno del settore in cui lavorava. Ma non è mai stato uno status stabilizzato.

La conferma di ciò che scrivo, arriva dal fatto che negli ultimi decenni, proprio i sindacati man mano hanno tratto i remi in barca e si sono trasformati in una estensione dei partiti politici di riferimento, al servizio delle industrie piuttosto che dei propri iscritti.

Nel nostro Paese, flagellato da sempre nella lotta estrema ad accaparrarsi qualche diritto civile, tutto è stato fatto crollare proprio negli anni in cui si faceva pensare alla popolazione che si stava costruendo una nazione più equa e con maggiori diritti per i cittadini che, in quanto tali e anche costituzionalmente parlando, dovevano essere anche lavoratori.

A colpi di corruzione e assunzione di sempre maggiori poteri, la classe politica ha inquinato del tutto il concetto di equità e di conseguenza di libertà e democrazia. Ad essa si è affiancato il settore delle grandi imprese e dei grandi gruppi bancari. A braccetto e ben coesi per portare a termine l’unico progetto tenacemente desiderato: la realizzazione di una dittatura democratica. Che è dittatura in ogni senso, ma spennellata qua e la da qualche tocco di pseudo democrazia assolutamente realizzata a parole.

L’ossimoro ha fatto si che la maggior parte della popolazione non sia stata in grado di comprendere in tempo utile cosa stesse accadendo, anche se i segnali di una coesione politico-industriale e finanziaria ai danni della popolazione c’erano già tutti da tempo.

Oggi viviamo costretti in un regime dittatoriale democratico, difficilmente smantellabile perché chiunque stia ai vertici è equamente complice del processo di annientamento dei diritti civili.

L’attuale governo ne è la controprova e non aspettatevi che quelli che verranno dopo saranno diversi.

La politica è amalgamata al punto tale da rendere ormai di difficile interpretazione le eventuali differenze ideologiche che a tutti gli effetti non esistono più se non forse nell’animo di qualche cittadino rimasto in odore d’ideologia politica.

Le briciole di pane secco date a piccole dosi alla cittadinanza, sono simili al pugno di riso dato ai cinesi vessati di un regime dittatoriale che oggi non esiste più nemmeno in oriente.

Potevamo salvarci, se solo avessimo tutti insieme aperto gli occhi al momento giusto e fatto in modo da non permettere di esser presi per i fondelli in maniera così drammatica. Invece – terribile ma vero – c’è ancora chi crede fermamente in questo o quel personaggio politico, imprenditore o gruppo bancario. Le cose son due: o gli italiani sono tutti cretini o spargono nell’aria droghe pesanti al punto tale da desensibilizzare la popolazione e renderla idiota.

A voi la scelta.




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Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 10/07/2020 18:58:10

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Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
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GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
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