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Italia: le soluzioni che nessuno mettera' mai in atto

Italia: le soluzioni che nessuno mettera' mai in atto
Autore: Il DIrettore: Emilia Urso Anfuso
Data: 25/09/2014

Premiare le imprese che assumono e con contratti di lavoro garantiti. Alleggerire la pressione fiscale. Tagliare le spese istituzionali a cominciare dalle auto blu. Abbassare le accise sui carburanti. Semplificare il sistema fiscale. Abbattere la burocrazia. Mettere in piedi un vero modello di digitalizzazione della pubblica amministrazione. Sostenere i disabili, sia per ciò che riguarda metodi di inclusione sia per ciò che riguarda la parte economica…

Sono solo alcune delle metodiche a supporto di un vero rilancio economico della nazione.

Altra cosa non meno importante di quelle appena elencate: chi si appropria di denaro pubblico dovrebbe essere pesantemente sanzionato e subire le giuste conseguenze penali e civili.

Invece, nel nostro paese va tutto al contrario. Per aprire un’attività commerciale la burocrazia immediatamente si installa nella tua quotidianità e sembra giocare più un ruolo deterrente che un sostegno alla libera impresa. I disabili vengono costantemente mortificati con vergognosi assegni mensili e sembra che tutto funzioni contro l’inclusione sociale. L’inizio della digitalizzazione della pubblica amministrazione la dice lunga su come si può peggiorare tutto il sistema che mette in contatto la popolazione con le istituzioni. La pressione fiscale più alta d’Europa è destinata a peggiorare ai danni dei cittadini. Non si ha notizia di una reale volontà di mettere in pratica in maniera onesta ed equa quella famosa Spending Rewiev di cui si parla da anni. Nessuno ha intenzione di premiare le imprese che assumono e anzi, la querelle sull’abbattimento ulteriore del livello di garanzie ai lavoratori – il discusso articolo 18 ad esempio – è un altro esempio di come manchi la volontà di migliorare la qualità della vita di chi vive in Italia.

Molti ancora sono soliti utilizzare frasi del tipo: “Chi ci governa non capisce che sarebbe necessario…” No signori miei, non è che non capiscano, semplicemente non vogliono.

Per quanto la nostra classe dirigente non sia di altissimo livello culturale e professionale, persino un bimbetto di 10 anni saprebbe come si migliora l’economia di una nazione e il livello di qualità della vita dei cittadini.

Nessuno di coloro che stanziano negli ambienti istituzionali ha davvero come obiettivo la salvezza della popolazione. Pensarlo è da idioti visto che i fatti confermano quanto dico.

E’ talmente palese che non vi sia alcun tipo di interesse in questo senso che a volte stento a credere a ciò che molti italiani ancora pensano e sperano nel politico e nel governo di turno.

Vi invito a riflettere su una cosa: alcuni anni fa, la classe dirigente di questa nazione ha deciso di rendere pubblico un andamento che non era assolutamente una novità: la corruzione e l’appropriazione indebita di denaro pubblico. Non dico che fosse meglio quando queste cose venivano tenute ben segrete e alla popolazione veniva svenduta una verità propagandistica.

Dico semmai che era compito della popolazione rendersi conto che non stiamo nel pianeta delle fate e che palesemente ci tocca subire da tempo immemore una classe politica votata unicamente all’accaparramento forzoso di poteri e denaro.

Non è che mancassero i segnali. Non è che trent’anni o vent’anni fa questo paese fosse governato da Peter Pan e dalla Fata Turchina.

E andando ancora più indietro nel tempo, tornando al ventennio fascista ad esmepio, quali le differenze con ciò che accade oggi? Stesso livello di corruzione, di appropriazioni indebite di denaro pubblico, stesso ostentato potere derivante da una serie di privilegi fuori da qualsiasi misura accettabile

Con ciò voglio dire una cosa: quanta colpa ha la popolazione dal momento in cui non fa nulla per rendersi conto delle realtà che la circondano? Quanto pesa una tendenza tutta italiana a non assumersi alcuna responsabilità nel crollo di un sistema politico economico e sociale?

Ricordate una cosa: la Legge non ammette ignoranza. Allo stesso modo un sistema paese non dovrebbe ammettere ignoranza da parte dei cittadini. Che divengono co-responsabili e quindi artefici di un piano di distruzione metodico di un’intera classe della popolazione, in questo caso quella media.

Ma l’italiano medio ha una serie di problemi con cui prima o poi dover far pace. Il primo è quella tendenza a pianger miseria a tutti i costi, convincendosi che lo Stato non sappia nulla dei conti e dei risparmi personali. Un altro problema è dato da un alto livello di tendenza alla corruzione che affligge il cittadino, abituato a pagare mazzette pur di ottenere favori o chiusura di un occhio. Qualcuno dirà: “Con la burocrazia che ci affligge siamo costretti a nostra volta a rifilare mazzette…” ma è proprio qui che nasce l’errore: alimentando le criticità che affliggono la nazione non si può pensar certo di risolverle.

Mi rendo conto che pochi hanno il coraggio e la forza di difendersi da un sistema di corruzione così arzigogolato come il nostro, ma se mai nessun gruppo di cittadini ci prova, quando mai potremo sperare di uscirne? E parlo di gruppi di cittadini e non di singoli individui, dal momento che solo la coesione può portare a un qualche risultato.

Il singolo che si batte per un miglioramento sociale non solo non viene preso in considerazione, rischia anche di essere emarginato dalla comunità proprio perché il resto dei cittadini considerano “pericoloso” ribellarsi con coerenza e coi giusti mezzi al sistema attuale. E i mezzi coerenti, non sono certo le urla, le invettive e le manifestazioni di piazza. Avere la capacità di dialogare col mondo istituzionale alla pari, creare tavoli di lavoro con altri cittadini per presentare proposte. Argomentare con la giusta preparazione le istanze sociali. Questi sarebbero i metodi.  E questo doveva essere il lavoro dei partiti politici, che avrebbero dovuto continuare a giocare il ruolo del tramite fra cittadini/elettori e le loro istanze e le istituzioni e che invece, con questo tipo di popolazione, si sono garantiti i privilegi e i diritti che oggi subiamo tutti.

Invece, l’assoluta lassità della popolazione ha fatto si che i partiti politici e gli stessi sindacati si staccassero totalmente dal loro ruolo primario per alimentare le necessità interne ai partiti stessi e quindi, alimentare l’egocentrismo politico, quella partitocrazia di cui alcuni parlano da anni.

Non sperate di vedere alcun segnale di miglioramento in Italia, lo scrivo oggi e ne riparleremo fra qualche tempo. Quando l’attuale livello di crisi ci apparrà migliore e persino le cose peggiori saranno un bel ricordo. Eppure, oggi come oggi non manca certo il modo per organizzarsi, per studiare e per controbattere ma in maniera coerente. Misteri dello sviluppo civile…

 




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Data:10/08/2013
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