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E' vero ma non ci credo: gli italiani e il rapporto con la realta'

E' vero ma non ci credo: gli italiani e il rapporto con la realta'
Autore: Il Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 10/10/2014

Esistono cose la cui banalità è tale da risultare davvero difficile credere che molta gente non le capisca o peggio, non vi creda affatto.

La popolazione italiana nella sua quasi interezza, sembra essere geneticamente modificata per non credere alla realtà, propendendo invece verso l’accettazione quasi incondizionata di quelle “realtà” inventate di sana pianta, al solo scopo di mantenere tutti sotto una coltre protettiva da fatti ed eventi che quotidianamente scuotono la vita di ogni singolo cittadino, generando una sorta di schiuma torbida in cui si nuota nel disperato tentativo di tenersi a galla

Seppur bisogna ammettere che negli ultimi anni i continui riporti di informazioni eclatanti su come il nostro paese venga mal gestito dalla cosiddetta classe dirigente abbiano un pochino scollato le palpebre dormienti e sturato le orecchie sorde di milioni di cittadini, ancor oggi nella maggior parte dei casi sembra che essi preferiscano ficcare la testa sotto la sabbia, pur di non prendere atto di una realtà davvero tragica e tutta ai danni della popolazione, che sta continuando di ora in ora a perdere margini di contrattazione con le istituzioni, non essendo nemmeno più rappresentati dai partiti politici che da anni, palesemente, esistono per alimentare esclusivamente i propri componenti

Sono davvero poche le persone che hanno capito una serie evidentissima di cose. La classe politica pensa solo a se stessa. Della popolazione non gliene frega un tubo. Men che meno della salvaguardia del territorio e di tutte quelle belle cose che dovrebbero far parte della cosiddetta società civile

Non ci vogliono lauree, master e anni di studi per comprendere che da anni è in atto una vera e propria guerra atta alla distruzione della più larga fetta della popolazione. E non è nemmeno difficile comprendere le ragioni di questo rabbioso accanimento contro le classi media e bassa della cittadinanza

Complice questo concetto spesso astratto di “crisi economica e finanziaria”, è facile togliere costantemente a molti a beneficio di pochi

D’altronde, se le risorse globali rischiano di essere di minore entità, chi “comanda” (orrido criterio se fossimo davvero in regime democratico) pensa semmai a se stesso e non certamente al bene del popolo. Fatti e misfatti di cui è piena la memoria storica di questo pianeta. 

Attenzione: non parlo solamente di risorse economiche. Quelle sono facilmente rintracciabili e persino prontamente utilizzabili, se solo si volesse. Qui stiamo rimanendo a corto di molte risorse, energetiche e alimentari in primis, oltre il fatto che realisticamente c’è da chiedersi cosa se ne faranno di tanto denaro coloro che se lo accaparrano a tutti i costi, dal momento che il pianeta sta lanciando numerosi messaggi di allerta sulla stabilità climatica e ambientale

Sta di fatto che, palesemente, i nostri governi non hanno alcuna intenzione di sostenere la popolazione, se non quella minuscola parte che detiene la maggior ricchezza economica che sta addirittura aumentando di pari passo al processo di impoverimento delle classi meno abbienti

Seppur sbigottito, il popolo italiano continua a credere che ci sia ancora qualcosa in cui credere. Quasi come se la realtà, così terribile e violenta, non volesse essere accettata per intero. La mente si lascia una piccola parte di speranza, e si continuano a giudicare atti, fatti e metodi con un’indulgenza che rende tutti un poco tonti.

E’ un poco come coloro che di fronte alle asperità della vita così difficili da gestire, preferiscono rimbambirsi di alcool e di droghe, fermo restando il fatto che poi, dai fumi dell’alcool e della droga ti risvegli e ti tocca nuovamente stordirti per non pensare

Purtroppo, questa tendenza uccide tutti. Anche coloro che invece si tengono ben svegli e si rendono conto pienamente di ciò che sta accadendo e di come ci venga inflitta una pena così pesante da non poter più scappare o peggio sperare di tornare a galla, spinti sempre più giù da dinamiche a mio avviso sataniche, che solo gli esseri umani sanno mettere in atto

In poco tempo, milioni di persone sono state messe in mezzo alla strada, letteralmente. Diritti acquisiti in secoli di battaglie civili spazzati via, senza se e senza ma.

Ci sono milioni di persone in Italia che da tempo si recano sul posto di lavoro, pur sapendo che a fine mese non vedranno un solo centesimo del loro stipendio. Dicono di farlo con “la speranza che la situazione cambi”: ciò che cambia, sempre più spesso, che dopo aver lavorato senza percepire denaro, si viene gettati via come spazzatura.

Allora mi chiedo: cos’altro serve agli italiani per capire come stanno davvero le cose? Come fare per far comprendere che non è con la speranza che le cose cambino che cambierà qualcosa davvero?

Ogni santo giorno nelle maggiori città italiane, si manifesta contro qualcosa o si crea un nuovo presidio per raccontare alle istituzioni la propria condizione di disagio. Ogni santo giorno le istituzioni fingono di non udire e non vedere lo scontento popolare. Vuol dire aver perso qualsiasi capacità di contrattazione. Vuol dire esser diventati meno di zero. Vuol dire che se moriamo di stenti saremo un numero in meno da dover sostenere. 

Di fronte a tutto questo, si continua a pensare che un paese abbia necessità assoluta di una componente politica al governo, sebbene si sappia perfettamente che questa componente è divenuta del tutto inutile e anzi pesantemente penalizzante per la vita della comunità che a parole rappresenta

Un esempio per tutti è l’assurda diatriba sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Passiamo mesi a parlare di nulla. Mesi in cui si sarebbe dovuto lavorare alacremente alla risoluzione di temi che ci portiamo appresso da almeno 50 anni: lavoro, diritti, sostegno alle imprese, cultura, territorio.

Sono gli stessi identici temi, le stesse identiche problematiche mai risolte, solo aggravate. Nel frattempo dov’era il popolo italiano? A quali grandi imprese si stava dedicando tanto da non accorgersi dello sfascio perenne che si stava compiendo contro la società civile?

Impreparazione, ignoranza, lassismo. Ma anche corruzione dal basso, tendenza a farsi gli affarucci propri, a chiudere tutte e due gli occhi pur di ottenere piccoli favori personali. A cosa è servito tutto questo? A generare frotte di politicanti immediatamente disponibili a replicare questa tendenza. Specchio di un popolo che si è lasciato andare alle credenze popolari piuttosto che credere alla realtà di ogni giorno. E’ vero ma non ci credo. Così gli italiani hanno contribuito a distruggere casa loro. Ma guai a dirlo. Perché la realtà non piace davvero a nessuno a quanto pare.

 



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Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 30/09/2020 14:45:15

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Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
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GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
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