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In Italia le donne non sono uguali agli uomini

In Italia le donne non sono uguali agli uomini
Autore: Teresa Corrado - Redazione Attualita'
Data: 18/11/2014

In Italia le donne non sono uguali agli uomini, lo pensavano tutti nel mondo 100 anni fa e gli italiani lo pensano ancora oggi, nonostante la politica dell’occidente.

È stato presentato alla Camera, alla presenza di della presidente Laura Boldrini il report “Rosa Shocking. Violenza, stereotipi … e altre questioni del genere”, realizzato da Intervita con il supporto di Ipsos.

Ciò che emerge da questa indagine è che l’Italia si è fermata ai luoghi comuni, restando in dietro, nella politica sociale, precisamente a decenni fa, quando il divario uomo-donna, anche nei paesi anglosassoni, era segnato da una forte divergenza.

Per un italiano su tre la violenza domestica è un “affare di famiglia” da risolvere tra le mura domestiche e non a contatto con gli altri. Uno su cinque pensa che sia lecito e non ci sia nulla di male denigrare una donna, anche solo con frasi di scherno a livello sessuale. Non contenti, uno su 10 afferma che, se una donna indossa abiti provocanti, attira l’attenzione degli uomini e quindi anche la violenza. Un italiano su 4, invece, considera la donna colpevole se resta insieme al marito che la picchia.

Una fotografia che rivela la situazione attuale della donna, ancora oggetto di predominio maschile nonostante la lotta delle stesse per rivendicare il diritto all’uguaglianza.

Il report sottolinea anche che nonostante sia entrata in vigore la nuova legge contro i femminicidi, varata nel 2013, nell’anno corrente ogni tre giorni una donna viene uccisa dal compagno, dall’ex o da un familiare. Solo il 7,2% denuncia violenza subita da parte di un uomo, spesso in modo ripetuto, si incorre troppe volte nella maldicenza delle persone.

In un anno più di un milione di donne subiscono soprusi da parte degli uomini, ripetutamente, tanto che gli atti di violenza, dallo schiaffo allo stupro, sono 14 milioni. Non solo, ma ogni giorno sono 25 i casi di stalking subiti dalle donne, sempre da parte degli uomini.

Un dato positivo, forse l’unico, è lo sforzo delle istituzioni nell’investire nella prevenzione: siamo passati dai 6,3 milioni del 2012 ai 16,1 milioni del 2013.

L’Italia appare ancora in affanno nei rapporti relazionali tra uomo e donna. Fra i dati che emergono dall’indagine resta emblematica la considerazione che ha l’85% degli intervistati accetta che l’uomo debba occuparsi di faccende domestiche, che l’istruzione sia fondamentale senza distinzione di sesso, che a guidare la famiglia non deve esserci solo l’uomo, ma, al tempo stesso, considera la donna come un’immagine. Un uomo su due pensa che il matrimonio sia il sogno di tutte le donne, sette su 10, invece, che la donna sia la fonte maggiore dei sacrifici per la famiglia, la casa e i figli, uno su tre che la maternità sia l’unica vera realizzazione per una donna.

Gli uomini, inoltre, considerano normale utilizzare il corpo di una donna per fini commerciali, a pensarlo sono quasi sei italiani su dieci.

I dati più scioccanti provengono dalle donne che hanno partecipato al sondaggio. Per il 61% ciò che accade fra maglie e marito o fra le mura di casa, non deve interessare gli altri, il 79% giustifica la violenza di un uomo che viene tradito, il 77% che a volte gli uomini diventano violenti a causa del troppo amore e quindi “giustificabili”, il 78%, invece, afferma che per evitare di subire violenza, le donne dovrebbero evitare di indossare abiti provocanti. Stereotipi che provengono ancora da un’educazione e situazione sociale che pongono la donna soccombere sotto le esigenze maschili.

Un dato positivo, tra le donne, c’è, è la convinzione che la donna che viene picchiata dal marito, dovrebbe lasciarlo, a pensarlo è l’86% delle intervistate.




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Data:10/08/2013
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