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Scuola e assunzioni: Renzi si rimangia tutto. La causa? 'Troppi emendamenti'

Scuola e assunzioni: Renzi si rimangia tutto. La causa? 'Troppi emendamenti'
Autore: Carola De Blasi - Redazione Politica
Data: 20/06/2015 10:34:18

 

E' Ettore Rosato, neo nominato capogruppo PD alla Camera a parlare di ciò che sta accadendo relativamente al ddl scuola: “C’è l’intenzione per approvare il provvedimento sulla scuola nei tempi più rapidi possibili ma chiediamo allo stesso tempo alle opposizioni di collaborare perché con 3 mila emendamenti non si può approvare la riforma e se si continua così è solo un modo per rallentare i tempi”. Una dichiarazione rilasciata al termine della riunione tenutasi a Palazzo Chigi per discutere di Scuola cui ha partecipato anche Matteo Renzi.

Dalle dichiarazioni di Rosato, si evince quindi un ulteriore passo indietro di Renzi per ciò che riguarda le tante promesse proferite sulle assunzioni: una bufala, come hanno gridato in aula molti parlamentari PD.

Renzi in pratica, si rimangia nuovamente la promessa delle oltre 100.000 assunzioni e come scusante, utilizza il tema dei "troppi emendamenti". 

Sull'argomento, Il senatore del Partito Democratico Walter Tocci ha scritto un post sul suo profilo facebook attraverso il quale spiega per quale motivo lo stop alle assunzioni a causa dei troppi emendamenti sia una bufala. Di seguito, il post dell'onorevole Tocci:

E’ possibile riaprire il dialogo con il mondo della scuola. Ha fatto bene il presidente Renzi a convocare a luglio una conferenza per discutere “ con sindacati, docenti, presidi, famiglie, quelli che vogliono essere assunti”. Conferma così la volontà di correggere l’errore, come aveva già riconosciuto qualche giorno fa. La conferenza sarà l’occasione per chiedere di cambiare la logica del provvedimento e affrontare i veri problemi della scuola italiana.

Evidentemente fino a luglio la commissione del Senato non può più procedere a votare il testo, altrimenti farebbe uno sgarbo allo stesso Presidente che vuole ancora discuterlo. Però, non si devono perdere questi quindici giorni. Si può passare subito a discutere e ad approvare l’articolo 10 che autorizza l’assunzione di centomila nuovi insegnanti; basta aggiungere le norme connesse all’organico dell’autonomia ed estendere il piano assunzionale anche agli idonei del concorso e agli abilitati, visto che i finanziamenti consentono di chiamare circa 130 mila precari.

La ministra Giannini sostiene che non si possono anticipare le assunzioni senza l’approvazione dell’intera legge. Non è vero. Secondo l’ultima versione proposta dai relatori, le nuove procedure – gli ambiti territoriali e il potere di nomina dei presidi – sarebbero rinviate all’anno scolastico successivo 2016-17. Ciò significa che se fosse approvata l’attuale proposta i centomila verrebbero assunti nel 2015 con le regole tradizionali, cioè le nomine sarebbero effettuate dal Ministero direttamente nelle scuole.

Quindi non sono necessarie le norme della buona scuola per chiamare i nuovi docenti al primo settembre. Non ci sono motivazioni tecniche che impediscono la nostra proposta: prima le assunzioni e poi le altre norme.

Se non si accetta questa soluzione di buon senso è solo per un puntiglio politico che vuole scaricare su altri la responsabilità del rinvio. Si è detto che è colpa di tremila emendamenti, ma non è vero. I lavori della Commissione Cultura sono fermi perché la Commissione Bilancio non solo non ha ancora concluso l’esame del provvedimento, ma ha segnalato diverse incongruenze. Ad esempio, ha rilevato che la Card è una voce salariale che deve rientrare nella normativa fiscale. Questa e altre osservazioni obbligano il governo a una riscrittura di alcune parti.

Comunque, per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, stamane nella riunione del gruppo Pd ho dato piena disponibilità, come faranno altri colleghi, a ritirare gli emendamenti; chiedo solo di mantenere la proposta di risoluzione che anticipa l’accesso dei 100 mila precari rispetto a tutte le altre norme. Non solo non vogliamo bloccare, ma proponiamo di accelerare le assunzioni.

Se poi la presidenza dovesse proporre il rinvio dell’intero provvedimento voteremo il nuovo calendario chiedendo al governo di approvare subito un decreto legge per risolvere il precariato.

Così sono andate le cose in Commissione. Ho letto in queste ore dichiarazioni surreali. Non si devono diffondere notizie tendenziose, bisogna dire la verità se si vuole davvero riaprire il dialogo con il mondo della scuola.

 




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