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Bansky e la sfida di Dismaland

Bansky e la sfida di Dismaland
Autore: Susanna Schivardi - Redazione Cultura
Data: 18/09/2015

Inaugurato il 21 agosto, aperto per sei settimane a Weston-super-mare nel Somerset inglese, il parco divertimenti più anticonformista della storia si chiama Dismalandbemusement Park ed è firmato Banksy. Street artist di fama mondiale, nessuno ne conosce il vero nome, si sa solo che è originario di Bristol, apre ad un pubblico solo adulto un parco giochi al contrario, stravolto dalle stesse basi che guidano la creazione di un parco divertimenti. Le installazioni presenti, ad opera di nomi come Damien Hirst, Janny Holzer e Jimmy Cauty, ritraggono un mondo squallido e perverso, con materiali poveri, rappresentazioni del mondo di oggi catastrofiche e rovinose. Il barcone dei migranti che diventa un gioco, come le barchette dei bambini nei piccoli golfi del nord Europa, qui si guida, con un telecomando a distanza, il barcone della morte in una pozza fangosa. E così il castello delle fiabe, in decadimento e lasciato in rovina. Derelict è il termine spesso usato dagli inglesi per la descrizione del luogo. La stanza degli orrori, con una carrozza a forma di zucca rovesciata e dentro Barbie insanguinata, mentre i paparazzi fanno foto come accadde quell’anno in cui Lady D trovò la morte sotto il tunnel dell’Almà. All’entrata si trova uno staff triste e abbrutito che si raccomanda di effettuare i controlli come nei gate dell’aeroporto, e l’ingresso è tempestato di palloncini con buffe scritte in italiano del tipo “sono un imbecile”, volutamente scorretto.

Bansky denuncia a modo suo il terrore carnascialesco del mondo odierno, l’arte che urla la sua rivolta diventa qui immenso spettacolo con biglietti di ingresso a soli 3 sterline, ovviamente tutti esauriti e difficilissimi da reperire. Grande segretezza ha  rivestito l’evento nella sua realizzazione. Il cantiere vantava un avviso per i residenti, in cui si leggeva che si stava girando un film dell’orrore chiamato Grey Fox. Poi però i residenti hanno visto sorgere il castello malandato e forse hanno intuito che qualcosa di ben diverso sarebbe accaduto.  Quelli che avevano risposto all’annuncio per comparse si sono ritrovati a fare l’accoglienza con la clausola che si sarebbero dovuti dimostrare depressi e poco disponibili.

Il parco anti-divertimento, in un’ottica completamente opposta alla Disneyland dei sogni, è anche formalizzato da un lessico che non lascia spazio al dubbio. Il prefisso dis- e l’aggettivo dismal- suggeriscono il peggio, per antonomasia sono il contrario della bontà, un piano malvagio con tanto di malizia, senza margine di salvezza, in cui lo spettatore deve a tutti i costi rimanere spiazzato e stravolto dalla perversione. Il termine bemusement è anch’esso un opposto, di amusement, indicando uno stato confusionale, di disorientamento, simile al termine puzzlement . Distopico è un altro aggettivo volutamente ribadito anche laddove il termine non trova un chiaro riscontro nel lessico italiano, molti ne criticano l’uso ma rende bene l’idea di un luogo non luogo dove la negazione di un concetto – gioia, divertimento - diventa affermazione di esistenza. Lo spot di Dismaland è deprimente come l’oggetto che pubblicizza, ma la gente accorre lo stesso a vedere lo spettacolo, perché è lo show che continua inesorabile dei nostri tempi malati e formalizzati in un parco dell’orrore. Buon divertimento a tutti!

 

 




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