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La politicizzazione della Democrazia

La politicizzazione della Democrazia
Autore: Il DIrettore: Emilia Urso Anfuso
Data: 19/09/2015

Il giorno in cui qualcuno pensò di intrappolare all’interno del sistema politico il concetto di Democrazia, qualcosa di grave accadde, contro l’umanità.

Potreste pensare che questo discorso fili poco, eppure a ben pensare, non è possibile bloccare un concetto che, per sua natura, porrebbe ogni individuo nella condizione di scegliere e decidere liberamente attraverso l’uso del voto individuale.

Decenni di “Democrazia cristiana", hanno dimostrato come, la parola “Democrazia”, non aderisca nella realtà dei fatti a un sistema democratico. Oggi, i segni evidenti di quest’ossimoro – democrazia-politica – non lasciano alcun dubbio: la democrazia non può coesistere con un sistema politico basato sull’imposizione, sulla negazione della scelta individuale e sulle costrizioni che, costantemente, abbattono i diritti civili sanciti dalla nostra Costituzione.

Con la nascita e lo sviluppo del Partito Democratico, abbiamo assistito alla distruzione del concetto di Democrazia. Gli ultimi anni, quelli della staticità politica estrema che hanno contraddistinto il partito ai tempi di Bersani, e poi della stella fugace, Letta, sono serviti ad abituare la popolazione all’attesa. Di qualcosa che non giungerà mai.

Gli ideali, e quindi le speranze, di sinistra, sono morti con i politici di sinistra del secolo scorso. Anch’essi peraltro, non privi di difficoltà enormi da assumere dal momento che, in questo paese, di democratico è sempre e solo esistito un pallido concetto astruso mai realmente compreso e assimilato.

Un esempio: nella nostra “democratica” nazione, sono poche le persone che hanno compreso lo scempio compiuto contro il diritto al voto, fondamento imprescindibile di qualsiasi regime democratico. Mentre veniva approvato il “Porcellum” nessuno o pochi comprendevano l’azione violenta che veniva commessa contro la libertà individuale e democratica di decidere chi debbano essere i rappresentanti della popolazione.

Quasi nessuno è andato a leggere il testo di Legge e tentato di comprendere cosa avveniva dal momento in cui la Legge veniva approvata. La gente ha continuato a pensare di avere “diritto di voto” mentre gli era stato del tutto negato.

Un partito non può essere democratico, dal momento che i sistemi politici internazionali, hanno virato ormai da anni verso un sistema autoritario. Autoritarismo scambiato per regime democratico. Una delle cose più paradossali che si sono compiute nell’era moderna. Il problema? La maggior parte delle persone non se ne rendono conto, ancora oggi.

Politicizzare il concetto di democrazia è impossibile. Come dire che si sbatte in carcere una persona per renderla libera. La democrazia non può essere politica, perché deve essere determinata da una capacità critica individuale, che nessun sistema politico consente di sviluppare alle popolazioni.

Se così fosse, se questo sogno ideale fosse stato consentito, non esisterebbe la propaganda politica, che è invece il criterio assoluto attraverso la quale la politica manipola le scelte, i pensieri, le emozioni, gli odi e gli amori delle masse.

Ciò che di grave sta accadendo ora, con questo governo che sembra esser stato nominato al solo scopo di materializzare le peggiori soluzioni contro la popolazione che mai nessuno prima si sarebbe azzardato a realizzare, è la palese conferma di come, alla parola Democrazia in politica, corrisponda sempre meno il criterio di Democrazia.

Renzi sta mietendo più vittime del ventennio berlusconiano. Cammina a grandi passi sui diritti delle persone, distrugge come niente fosse la libertà individuale, il futuro di milioni di cittadini, la coerenza. Lo fa perché è pagato per questo: attuare riforme gravi contro la popolazione in cambio di qualche briciola, una volta gli ottanta euro in busta paga, una volta il miraggio di centinaia di migliaia di “nuovi posti di lavoro” che nella realtà dei fatti, altro non sono che riconversioni contrattuali, dovute ai sostegni fiscali regalati alle imprese, ma solo per i primi tre anni…

Un personaggio ambiguo, che ha iniziato il suo mandato nella più totale ambiguità: un bel “patto” con Berlusconi, di cui nessuno mai ha conosciuto fino in fondo i contenuti. E che a Berlusconi copia molti atteggiamenti, compreso il “patto con gli italiani”, nemmeno un briciolo di creatività, per distinguersi.

Se la democrazia fosse applicabile alla politica, se la politica tendesse alla trasparenza e all’onestà – cosa di fatto impossibile, dal momento che ormai la politica non lavora per la popolazione ma per garantire se stessa ad omnia e qualsiasi cosa accada – non potrebbe mai e poi mai esistere un “Partito democratico”.

E’ il sistema civile che dovrebbe essere a regime democratico, e dovrebbero essere creati gli strumenti attraverso i quali compiere la magia della Democrazia.

Invece no. Più si sproloquia di democrazia, più essa viene abbattuta, distrutta, negata. A compiere la distruzione, ovviamente, il partito meno democratico che l’Italia abbia mai subito dal dopo guerra: il Partito democratico. Segno evidente e tangibile di come le cose vadano al contrario, in un paese la cui popolazione è stata derubata della capacità di comprendere e di avere un senso logico inattaccabile, assolutamente necessario a non divenire schiavi e a non morire, democraticamente.

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Data:10/08/2013
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