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Xylella: al via gli abbattimenti volontari degli ulivi. Malumori fra gli agricoltori

Xylella: al via gli abbattimenti volontari degli ulivi. Malumori fra gli agricoltori
Autore: Il Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 13/10/2015

Sono partiti ieri alle 7:00 i primi abbattimenti volontari degli ulivi, così come prescritto dal Piano Silletti bis per quegli agricoltori e vivaisti che hanno ricevuto la notifica del provvedimento.

Le operazioni da eseguire, secondo quanto riportato negli atti notificati, riguardano il taglio, la depezzatura del tronco e lo svellimento della ceppaglia.

I primi Comuni ad aver aderito all’azione sono stati Prepuzzi e Torchiarolo, rispettivamente in provincia di Lecce e Brindisi, ma le polemiche e i malumori non si fermano: molti di coloro che si sono visti recapitare l’atto di notifica per la procedura volontaria, non sono affatto d’accordo e contrastano quella che a molti sta sembrando un’azione troppo aggressiva e mal pianificata rispetto alla realtà della situazione della Xylella fastidiosa e dei suoi effetti sulle coltivazioni di ulivi.

D’altronde, coloro che si rifiutano di abbattere volontariamente le loro piante, sanno perfettamente che subirebbero in ogni caso l’eradicazione delle loro piante, visto che – in un secondo momento – si procederebbe all’abbattimento coatto degli ulivi. Non basta, perché coloro che dovessero rifiutare di abbattere volontariamente le piante si vedranno comminare una multa pari a 1.000 euro e una denuncia penale. Ciò è reso possibile dal fatto che l’epidemia di Xylella fastidiosa è stata classificata come “emergenza” e questo consente al Commissario Silletti di avere poteri straordinari che derogano le normative vigenti: Silletti ha in pratica carta bianca e agli agricoltori non è concesso spazio di replica.

Proprio ieri, presso il Tar del Lazio, sono stati notificati 21 ricorsi presentati da altrettante aziende agricole pugliesi: è il segnale cha la battaglia è iniziata e che molti agricoltori non ci stanno a perdere parte del loro patrimonio, seppur in cambio di un risarcimento economico che però, va ricordato, arriva a un massimo di 15.000 euro per azienda.

Poco, rispetto al valore intrinseco delle piante, e ai costi sostenuti nel percorso di crescita e di cura delle stesse, che in molti casi vantano un’età di circa 40 anni. E molto poco, se si considera che il costo per l’abbattimento di ogni albero di ulivo si aggira intorno ai 200 euro: a conti fatti, si spende più del risarcimento che si può ottenere, oltre a dover calcolare il danno causato dalla perdita delle piante e dei raccolti perduti.

Ma a creare le polemiche più infuocate, è quella decisione – presa di concerto con la Commissione Europea – di creare una sorta di zona franca dal batterio intorno ai territori in cui si abbatteranno le piante infettate: in pratica, si dovrebbe procedere all’eradicazione di piante sane, con lo scopo di realizzare un territorio sanificato ampio tanto da proteggere al massimo le aree colpite. Un metodo da molti considerato assurdo e del tutto inutile. Imporre a un agricoltore di abbattere alberi sani, corrisponde a chiedergli di compiere una follia.

In molti stanno decidendo di unirsi a coloro che hanno presentato ricorso al Tar: fra il senso della ragione e le imposizioni straordinarie, si dovrà trovare una strada condivisa da percorrere, ma in fretta: la Xylella fastidiosa nel frattempo, continua a cibarsi della linfa vitale della ricchezza pugliese e non conosce ragioni di tempo, di denaro o di coerenza.

Molti però, sospettano che dietro le infestazioni da Xylella, si nascondano manovre relative alla realizzazione del gasdotto che dovrebbe trasportare gas dalla Turchia in Italia, il cosidetto TAP, Trans Adriatic Pipeline. Il dubbio che dietro l'infestazione batterica e le richieste istituzionali di abbattere persino le piante sane, si nasconda il progetto italo-turco si alimentano di ora in ora. Un dubbio atroce si se pensa alle conseguenze non solo economiche ma anche relative all'ecosistema territoriale pugliese.

Se così fosse, sarebbe l'ennesimo colpo contro la coerenza e a sostegno dell'unica cosa importante per alcuni: il guadagno. Ne riparleremo...

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