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Francesca Immacolata Chaouqui: quando l 'arroganza non paga...

Francesca Immacolata Chaouqui: quando l 'arroganza non paga...
Autore: Il Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 10/11/2015

 

Lobbista. Un termine che ad alcuni fa venire in mente oscure pratiche, mai chiaramente delineate, riconducibili a persone che si muovono nell’ombra, al pari di chi opera nei servizi segreti. Per altri, la parola “lobbista” non significa un fico secco, l’ignoranza sulla materia, regna ancora sovrana.

Diciamo che, l’immagine del personaggio oscuro, che si muove nell’oscurità per fare pressioni su gruppi di potere, al fine di far ottenere decisioni che sostengano le attività professionali, politiche ed economiche di chi si avvale dei servigi di un lobbista, è coerente con la realtà, anche se oggi la professione di lobbing, sta venendo sempre più allo scoperto.

Il lobbing, non è altro che una serie di attività, espletate da professionisti,  tese a fare pressioni nei confronti – principalmente – delle istituzioni, per ottenere vantaggi di vario genere. Per far questo, si può utilizzare denaro oppure la promessa si un maggior prestigio personale.

Un nome per tutti? Luigi Bisignani. Ex giornalista (radiato dall’Albo nel 2000) è ancor oggi considerato l’uomo più potente d’Italia. Il motivo? La sua capacità nell’intessere relazioni con personaggi di potere che riesce a sua volta a far entrare in relazione. Professione che comunque, gli è costata una condanna a due anni e sei mesi per “violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti nell'inchiesta Enimont”. L’Ordine dei Giornalisti lo radiò dall’Albo a causa di questa condanna.

Bisignani, si è sempre vantato di non aver mai preso denaro dalla sua attività di lobbing. E’ possibile, considerando che, in certi ambienti, certi favori vengono spesso ripagati con altra moneta: case, ville, yacht di lusso, gioielli, conti bancari nei cosiddetti “paradisi fiscali”…

Insomma, l’idea del lobbista che possiamo avere in mente, è quella del professionista sicuro di sé, con altissime capacità di leadership e con una vasta conoscenza di persone di alto livello, oltre che in possesso di una robusta conoscenza del mondo politico, finanziario e in ambito Comunicazione.

Invece…A quanto pare, il mondo sta cambiando davvero, e anche molto velocemente.

Scoppia il caso “Vatileacks 2”. In sintesi, un nuovo caso di trafugamento di documenti sensibili interni al Vaticano. Reato grave. A chi sarebbero stati consegnati questi documenti? A Gianluigi Nuzzi, giornalista d’inchiesta, autore di due libri bomba sul Vaticano, “Vaticano s.p.a.” e “Sua santità”, entrambi pubblicati con Chiarelettere, e che fecero esplodere il caso “Vatileacks1”. Ora, a firma di Nuzzi,  il nuovissimo “Via Crucis” appena pubblicato, sempre con la stessa casa editrice.

Contemporaneamente, Emiliano Fittipaldi, giornalista di L’Espresso, pubblica un altro libro inchiesta sul Vaticano dal titolo: “Avarizia”.

I temi dei due volumi, sono ormai noti a tutti. Singolare la decisione di mettere in vendita i due libri lo stesso giorno. Una sorta di avanzata militare sul fronte della guerra contro gli scandali che, diciamolo, da sempre affliggono la Chiesa e la Citta del Vaticano. Almeno fino a prima dell’avvento di Papa Bergoglio, che ce la sta mettendo tutta per riuscire a ricondurre il gregge - ecclesiastico - all'ovile.

E’ subito polemica, scandalo e riprovazione. In poche ore accade di tutto. Le cronache sciorinano nomi e cognomi, dubbi e certezze. Chi si è azzardato a trafugare documenti privati del Papa? Salta fuori il nome di monsignor Lucio Vallejo Baldafuori, arrestato  con un’altra persona, Francesca Immacolata Chaouqui, una 33enne di origini calabro egiziane, assurta nel 2013 agli onori delle cronache grazie ad alcune interviste pubblicate su varie testate, fra cui una su L’Espresso datata 17 Settembre 2013, in cui spiega il motivo per cui pubblicò una serie di Tweet su Tremonti “Aveva un conto allo IOR, ufficializzato che è gay” (Tweet del 29 Febbraio 2012) e ancora, un tweet del primo Marzo 2012: “Bertone corrotto. Pare ci sia di mezzo l’archivio segreto e un’azienda veneta”…

A questo link, potete visionare i tweet in questione.

Ma chi è costei, e perché fanno tanto scalpore i suoi cinguettii?

E’ presto detto: Francesca Immacolata Chaouqui, proprio nel 2013, viene nominata come dirigente del comitato referente sui dicasteri economici della Santa Sede. Un’esperta? Macché. Una galoppina che nel corso dell’esistenza è riuscita – a ben vedere non se ne comprende la ragione – a entrare nelle grazie delle persone giuste, al momento giusto.

Fresca di laurea in Giurisprudenza, ha la fortuna di incrociare Andreotti, a cui ha la capacità di chiedere consiglio su quale studio legale proporsi. Andreotti, raccontata così è davvero una barzelletta, le consiglia di contattare lo studio Pavia e Ansaldo che – ma guarda un po’ – la prende come giovane di studio. Non basta. La Chaouqui, fa un salto di estrema qualità. Riesce a trasferirsi dallo studio Pavia e Ansaldo, presso il potentissimo studio legale internazionale Orrick, con sedi a Roma e sparse per il mondo.

La fanno lavorare a fianco di uno dei legali dello studio, Patrizio Messina, un 45enne che dal paesello natio siciliano, è nato a Siracusa ma originario di Lentini, è riuscito negli anni a scalare un bel poco la vetta dei grandi della finanza internazionale. Un lobbista, come tanti altri. La Chauqui da lui apprende i segreti del lobbing, e aggiunge conoscenze importanti alla sua agendina.

Senza voler ripercorrere la storia della scalata al successo della Chaouqui, che dal suo lungo curriculum denota una certa “fortuna” nell’incontrare sempre sulla sua strada  qualche grosso personaggio che la sostenga nel suo desiderio ardente di potere e notorietà (ricordo anche quella Contessa Pinto Orioli del Poggio, aristocratica pugliese  che, a quanto sembra, appena conosciuta la Chaouqui l’ha presa sotto la sua ala protettrice e l’ha portata con sé in molti ambienti importanti, fino a farla giungere addirittura ai vertici di una commissione vaticana tanto importante).

Ebbi modo di conoscere personalmente la Contessa Pinto, qualche anno fa a Roma, per motivi professionali. La incontrai presso un suo ufficio a Roma. All'epoca, fra i molteplici interessi della Contessa, vi era una Onlus spagnola, con sede anche a Roma: "Il telefono dorato" che si occupava di "Dare sostegno telefonico ai più deboli". La sede della onlus, era stata gentilmente offerta da una congregazione eccliesiastica, nella centralissima Via Monserrato, vicino Piazza Farnese. Alcuni volontari, ogni giorno, si prestavano con entusiasmo a dare il loro sostegno telefonico ad anziani e persone sole.

Lodevole, direte. A ben guardare, avendo avuto modo di conoscere bene la sede italiana di questa Onlus, le uniche opere caritatevoli sicure, erano quelle espletate dai volontari. Il resto, molto nebuloso...

Era il 2005 e poco tempo dopo aver conosciuto la Contessa, morì Papa Woijtila. Il giorno delle esequie, ebbi modo di sentire telefonicamente la Contessa Pinto, che si lamentava di aver dovuto "Passare col suo autista fra la folla per giungere ai posti d'onore"...Da brivido.

Oggi non si ha più notizia del Telefono Dorato sede italiana...Una molecola, fra le mani di una delle donne più potenti d'Italia.

Tornando a bomba: la domanda da porsi è: ma questa Francesca Immacolata Chaouqui, che doti ha per esser riuscita a giungere a lavorare in certi ambienti, ad entrare in contatto con certi personaggi, a essere addirittura introdotta – dal portone principale – nell’entourage di Papa Francesco?

A ben guardare, nessuna. Doti comunicative? Pari allo zero. Vi basta seguire il video che trovate in questa pagina, per rendervi conto da soli chi sia davvero la Chaouqui, una persona che – anche a livello di immagine - quando non è sapientemente photoshoppata, è la massima esponente dell’insipienza.

Qui il racconto di se stessa, in un'intervista resa all'Espresso nel 2013.

Eppure, persino la Stampa nazionale esce con titoloni tipo: “Chaouqui, la bomba sexy”. “Chaouqui: la lobbista del Papa”. Ok, ok. I titoli servono ad acchiappare l’attenzione dei lettori. Ma poi, bisogna anche fornire elementi validi.

Bomba sexy la Chaouqui? Ma per favore!

Tutto ciò, ci fa comprendere come, in questo periodo storico, non sia mai il merito a farla da padrone, quanto la capacità di essere sfacciati, arroganti, millantatori di titoli e conoscenze (la Chaouqui sembra essere molto dotata in fatto di millantazione).

Una cosa, la Chaouqui è anche titolare della  società di publiche relazioni View Point Strategy. Non si fa mancare proprio nulla...

Questa storia è una storiaccia. E non solo per i documenti trafugati – la magistratura verificherà ciò che è accaduto realmente – ma per questo andazzo che non prevede mai un minimo di coerenza e di verifica delle persone cui vengono affidati ruoli importanti non sulla base del pregresso professionale, ma sulla base dell’amico dell’amica del tizio che ti introduce nell’ambiente importante.

Ultima nota: sembra che la Chaouqui e suo marito, l’informatico Corrado Lanino, che è stato colui che ha collaborato a creare la rete intranet del Vaticano, siano indagati per un giro di mazzette ottenute per accelerare le pratiche di beatificazione.

Se verrà appurato che è vero, è proprio il caso di dire che Dio li fa e poi li accoppia...

Insomma: il messaggio sembra chiaro. Se vuoi diventare qualcuno nel nostro paese, basta avere sfacciataggine, un alto grado di arroganza, scarse capacità, un’immagine poco affine alla classe e all’eleganza e…Voilà, il gioco è fatto.

Selvaggia Lucarelli, ha scritto della Chaouqui, che è un’oca. Concordo, ma aggiungo, un’oca paracula, almeno fino al momento in cui, sono scattate le manette. Sapete che vi dico? E’ bello scoprire che chi si intrufola negli ambienti importanti senza avere alcuna capacità, non è detto che la faccia franca.

Per una volta almeno, una storia a cattivo fine. Era ora.

P.S. questo è il link alla pagina Linkedin della Chaouqui: a parte lo sciorinare le sue "altissime competenze" ha "dimenticato" di cancellare il suo incarico presso la Pontificia Commissione...Sviste...

P.S.2: incredibile ma vero, la "Papessa", come la chiama il marito su Facebook, non ne imbrocca una onesta...E' sotto inchiesta per   truffa e falsa attestazione a pubblico ufficiale. "L'inchiesta riguarda l'utilizzo di un presunto permesso Ztl fasullo: la Chaouqui avrebbe impiegato un pass intestato alla defunta zia disabile per accedere, con la sua auto, nelle vie a traffico limitato della capitale" si legge su Repubblica. Qui l'articolo

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Commento 1)
p.s. a quali miei contatti si riferisce, anonimo commentatore?
Commento di: Apokalipse Ip:2.239.31.241 Voto: 0 Data 12/11/2015 15:48:33

Commento 2)
p.s. il mio articolo peraltro, è l'unico - fra quelli scritti da tanti altri colleghi - che chiarisce proprio che la Chaouqui NON è una lobbista. La invito, ripeto, a rileggere il mio articolo Cordialità
Commento di: Apokalipse Ip:2.239.31.241 Voto: 0 Data 12/11/2015 15:48:09

Commento 3)
Salve il mio articolo non ha per nulla sottostimato la vostra professione, anzi. E non ho affatto scritto "opinioni" ma elencato fatti in cui è coinvolta la Chaouqui. La sua percezione di "articolo di opinione" quindi, è errata. La invito a rileggerlo meglio. C'è un passo in cui ho scritto: "Il lobbing, non è altro che una serie di attività, espletate da professionisti, tese a fare pressioni nei confronti – principalmente – delle istituzioni, per ottenere vantaggi di vario genere". Ho parlato di professionisti. NON di improvvisazione Oltre ciò, la spiegazione verte solo a far comprendere cosa NON e' mai stata la Chaouqui. Non è un articolo di approfondimento sulla figura professionale del lobbista. Se vuole, con i suoi colleghi, potete contattarmi: potremmo realizzare un articolo che parli della vostra professione Un cordiale saluto Emilia Urso Anfuso
Commento di: Apokalipse Ip:2.239.31.241 Voto: 10 Data 12/11/2015 15:40:08

Commento 4)
Salve. Capisco che questo articolo è più che altro un'opinione, ma leggendolo si evidenzia una notevole non conoscenza di cosa sia un lobbista, di cosa faccia, come lavori. E nonostante il termine usato dai giornali sia quello, Francesca Chaoqui non è una lobbista in alcun modo (senza con questo voler entrare nella sua vicenda). Il nostro è un lavoro fatto d ANCHE di relazioni, ma principalmente di studio, analisi, tecnica, cultura e persino psicologia. Inoltre, parliamo di una professione inquadrata costituzionalmente (persino riconosciuta in una sentenza della Consulta) e che svolge un ruolo fondamentale nel processo democratico. Quando vuole io e probabilmente chiunque dei miei colleghi seri (tra i suoi contatti ne ha di davvero bravi) siamo a disposizione per inquadrare la cosa.
Commento di: fspicc Ip:79.62.8.204 Voto: 5 Data 12/11/2015 11:34:18

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Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
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