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Francesca (poco) Immacolata Chaouqui

Francesca (poco) Immacolata Chaouqui
Autore: Il Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 02/12/2015

 

La storia la conosciamo un poco tutti. Qualcuno in Vaticano, fornisce documenti interni e riservati a due giornalisti, Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi. Nessuno lo scopre, fino al giorno in cui stanno per essere pubblicati due libri-inchiesta, uno “Via Crucis” scritto da Nuzzi e l’altro “Avarizia” a firma di Fittipaldi.

Apriti cielo, è proprio il caso di dire, si scatena l’inferno ed ecco la versione due di Vatileaks: (la prima scoppiò dopo la pubblicazione del libro inchiesta di Nuzzi "Sua Santità: le carte di Benedetto XIV") chi ha trafugato i documenti del Vaticano e li ha forniti ai due giornalisti d’inchiesta, che si sono permessi di spifferare tutto, scrivendo dettagliatamente cosa accade di losco nelle stanze del potere, politico ed economico, del microscopico Stato del Vaticano?

Spuntano – dal nulla o quasi – due nomi: quello di Monsignor Balda, vicino all’Opus Dei  che ricopriva il ruolo di segretario della Prefettura degli affari economici della Santa Sede e di Francesca Immacolata Chaouqui, una PR che, si scopre, è membro della Cosea, la commissione referente vaticana sui tagli di spesa, ora prosciolta.

Una storia paradossale. Balda e la Chaouqui vengono arrestati, con l’accusa di fuga di documenti riservati. La Chaouqui viene rilasciata dopo poco, perché ha deciso di “collaborare”…

 I due giornalisti che – in pratica – hanno fatto  il loro mestiere, giornalismo d’inchiesta, vengono chiamati a rispondere dell’accusa – grave – di trafugamento di documenti riservati. Per la Legge della Città del Vaticano, rischiano otto anni e passa di reclusione.

Torniamo a bomba, anzi, a Chaouqui Francesca Immacolata. Nome che non corrisponde – a quanto sembra – alla moralità della PR che, non se ne comprende la ragione sentendola parlare o leggendo i tweet e i post che pubblica sui social, è arrivata a collaborare con studi legali di altissimo livello e con la commissione vaticana per i tagli alla spesa.

Sulla Chaouqui, pian piano, emergono alcune storie di dubbia moralità.

Viene fermata dagli agenti della polizia municipale della Capitale, che – verificando il pass auto che le consente di circolare liberamente anche nel centro storico – scoprono che l’Immacolata poco Immacolata, circola con un pass a nome di una sua zia. Defunta da sette anni. Viene denunciata per truffa: qui la notizia, data in prima battuta da Repubblica.it

Non basta. Emergono altri fatti. Monsignor Balda affida a un memoriale una storia in pieno stile “uccelli di rovo”, e confessa di aver conosciuto carnalmente l’Immacolata Chaouqui. Non solo: vengono pubblicati i testi di una serie di sms dal tono poco immacolato, del tipo: "Sei depresso? Scopa, ti passa la tensione", scrive su WhatsApp la Chaouqui al monsignore. E ancora: "Mia mamma ti porta Silvana... è morbida"

 Lei nega. Ovviamente. E promette querele, sembra non sappia fare altro…

La cosa singolare, in tutta questa storia, è rappresentata dalla vera Francesca Immacolata Chaouqui, che non c’entra nulla con l’immagine patinata – e photoshoppata – proposta dai media, che si ostinano ad appellarla “bomba sexy” e Mata Hari”.

Ecco cosa ha scritto in un post su Facebook la giornalista Alda D'Eusanio: «Come è possibile che una cretina come Francesca Chaouqui arrivi a farsi mettere dal Papa in un posto di potere come il controllo dello Ior, la banca del Vaticano, e quindi da lì manovrare come marionette politici, prelati, i fratelli Berlusconi e personalità di altissimo livello? La domanda sorge spontanea: chi è il cretino qui, la Chaouqui o il Papa e gli altri? Mi dispiace per il Papa che non lo merita». E' riportato da Il Messaggero in questa pagina.

La Chaouqui risponde (confermando la scarsa intelligenza, è un dato di fatto...)  «La D'Eusanio mi chiama cretina. La sfido ad un faccia a faccia su domande di storia, cultura, attualità, economia. Ed anche ad una prova incrociata del test del QI. Se la signora non accetta la sfida e non mi batte la querelo. Così impara a dare della cretina alla gente. Certe persone al posto di valutare e giudicare gli altri leggessero un giornale ogni tanto piuttosto che sempre e solo Novella 2000».

Luigi Bisignani, intervistato da Franco Bechis per Libero, fa una battuta sull’aspetto fisico della Chaouqui: alla domanda di Bechis “Che impressione le ha fatto”?(La Chaouqui) Bisignani risponde: «Una persona normale, non certo la figura di una Mata Hari. Vedendola per altro ho pensato che il suo fotografo era un eccellente ritrattista...».

Effettivamente, basta guardare i video su YouTube che la ritraggono mentre modera un incontro cui partecipa l’ormai onnipresente Mario Adinolfi, per rendersi conto della poca fisicità della tipa. Oltre alla scarsa capacità dialettica.

O la foto che trovate di seguito, che la ritrae "nature": sembra che tutto ciò che la riguardi, sia taroccato...

Insomma: la Chaouqui, ha davvero poche carte da presentare per dimostrare che si, lei certi incarichi li meritava proprio. E dovrà spiegare tutta una serie di cose, alcune delle quali sembrano essere una serie di panzane inventate di sana pianta dalla italo marocchina più chiacchierata del momento, come quella di far parte dei servizi segreti.

Oltretutto, visto che di se stessa racconta di essere un’”Esperta di Comunicazione”, qui l’intervista alla Chaouqui realizzata durante la puntata di Ballarò dell’1 Dicembre, appare quantomeno bizzarra la scarsa capacità di fare network sui social e di non comunicare affatto come “un’esperta di comunicazione”.

Nel video allegato a questo articolo, potete seguire tutta l'intervista.

All’atto pratico, sembra solo una delle tante storiacce che invadono il nostro paese. Gli ingredienti ci sono tutti: denaro, potere, Vaticano, alti prelati, politici e lobbisti, studi legali di successo, qualche aristocratica potente - la Contessa Orioli dal Poggio che prese sotto la sua ala protettrice la Chaouqui, menzogne a go-go e sprezzo delle regole, vedi il pass a nome della zia defunta.

Francesca Immacolata Chaouqui, che già si ritiene “prigioniera politica” (…) rischia di annegare nelle menzogne e fra le spire di ambienti che, con troppa facilità, promuovono personaggi senza arte né parte a ruoli strategici, la motivazione forse è meno complicata di quanto possa sembrare…Certe persone, non devono saper fare ma saper stare, anche agli ordini di chi li ha collocati così in alto.

Immacolata di nome, ora deve dimostrare di esserlo nei fatti. Col Giubileo alle porte, probabilmente sia lei, che Monsignor Balda che i due giornalisti - rei di aver fatto inchieste sul malaffare all’interno del Vaticano - potrebbe calare il perdono di Papa Francesco. Una bella grazia e libera tutti.

Fino al prossimo scandalo…

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