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Guerre di religione: Papa Francesco ha ragione

Guerre di religione: Papa Francesco ha ragione
Autore: Editoriale di Lucio Giordano
Data: 29/07/2016

Non si può e non si deve parlare di “guerra di religione ma di guerra di interessi, per i soldi, per le risorse naturali, per il dominio dei popoli“. Non ci sarebbe altro da aggiungere. Papa Francesco infatti, anche stavolta  ha semplicemente detto la verità. Quella verità combattuta da un paio d’anni con ostinazione, dai politici populisti  di tutto il mondo e da buona parte dei media del pianeta

L’ordine di scuderia, che parte dall’alto, per tutti loro è quello di creare un clima di tensione e favorire così l’industria delle armi, il caos mondiale e far digerire scelte assolutamente impopolari per le quali i gruppi di estrema destra stanno scaldando i motori. Dalla Le Pen, a Trump, da Orban ai conservatori inglesi, dai falchi della Cdu tedesca a quelli del Ppe spagnolo, le parole sono in effetti sempre le stesse: odio, discriminazione e, soprattutto,  morte alla democrazia.

Nessuna guerra di religione, dunque. Questo ha detto ieri Papa Francesco in volo verso Cracovia, dove era atteso per le giornate mondiali della gioventù in corso fino a domenica nella bellissima città polacca, un vero gioiello dell’umanità. Un concetto che il Santo Padre ripeterà sicuramente alle centinaia di migliaia di giovani accorsi per l’importante appuntamento della cristianità.  Vogliono ammazzare la pace ma noi non lo permetteremo.

Bergoglio ha fatto bene a dirlo e a ripeterlo, anche dopo l’assassinio di Padre Jacques, ad opera di due ragazzi che avevano abbracciato il credo dell’Isis e del nazismo. Che poi, a pensarci bene, è la stessa cosa, come ripetiamo da mesi su Alganews. Perché come non c’è nessuna contiguità tra Daesh e islam, ce n’è, e tanta, tra l’isis e la folle ideologia nazista. Stessa crudeltà, stesso imbarbarimento sociale, stesso desiderio di distruzione.  Del resto, l’isis questo vuole: una guerra di religione che porti all’odio e alla chiusura totale tra i popoli. Pazzia.

La religione, qualsiasi  sia, è  infatti accoglienza, amore verso il prossimo. Nell’esistenza di un solo Dio, sia esso ebreo, cattolico o musulmano,  ci sono alcune parole d’ordine imprescindibili: amore, fratellanza, solidarietà, tolleranza, rispetto. Case del Signore aperte come sempre, ha ripetuto Bergoglio  ieri. Anche perché a quel punto dovresti mettere due agenti fidati a guardia di ogni fedele. 

E poi, escludendo le favolette sulle guardie svizzere in San Pietro e l’esercito sulla piazza del Vaticano, militarizzando le chiese di tutto il mondo, non si farebbe altro che dar ragione a loro, ai sanguinari e prezzolati sostenitori del Daesh. Nati con il pesante appoggio dei poteri forti, utilizzati con l’intento di far fuori Assad in Siria, foraggiati (come confermano molte fonti) da Stati Uniti, Israele, Araba Saudita, Turchia per creare scompiglio nel mondo medio orientale, e ridisegnare geo-politicamente il pianeta, quelli dell’ Isis o chi per loro sono ad un punto di svolta nella loro triste avventura terroristica. O vengono svelati una volta per tutte anche dalla suggestionabile e spaventata opinione pubblica  o riescono ad accendere la miccia nel mondo. Da inguaribile ottimista, propendo per la prima ipotesi, propendo  per l’intelligenza della gente, che alla fine aprirà gli occhi.

Adesso, allora, pensateci bene: se Papa Francesco, dopo l’assassinio di Padre Jacques, avesse lanciato un monito severo verso l’islam ci ritroveremmo davvero ad un passo da una nuova guerra mondiale, ben più tragica di quella scatenata tragicamente dal nazismo. Seguendo il cuore e assecondando le scelte di Padre Jacques che, con saggezza, praticava l’apertura verso le altre religioni e un dialogo costruttivo con l’islam, Bergoglio ha dato al contrario un segnale forte, smascherando ancora una volta i veri responsabili di questa carneficina senza fine.

Cioè coloro i quali fanno la guerra, al momento a pezzi, per interesse, per soldi, per il dominio dei popoli: quindi l’industria delle armi, le multinazionali, gli uomini dell’alta finanza, il mondo delle banche.  L’isis è semplicemente un loro mezzo e il Santo Padre lo ha detto chiaro e forte, per amore di verità.

Per fortuna dunque che abbiamo un Papa così, che non ha paura di dire le cose come stanno. Certo, le sue parole, agli ottusi di tutte le latitudini, saranno risultate ancora una volta fumo negli occhi. Speravano in una reazione scomposta per incitare alla guerra santa, si ritrovano un Bergoglio che lucidamente predica pace e accoglienza. Cioè quello che un pontefice dovrebbe fare sempre.

 




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