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Caso Raggi: meglio le dimissioni e il ritorno alla urne...

Caso Raggi: meglio le dimissioni e il ritorno alla urne...
Autore: Lucio Giordano - Redazione Politica
Data: 08/09/2016 09:53:48

E adesso? Adesso calma e gesso. Lo dico ai 5 stelle e lo dico a tutti coloro i quali hanno votato Virginia Raggi alle elezioni comunali della Capitale. Siete sotto attacco, questo è evidente. Quelli di Mafia Capitale sono al loro ottavo orgasmo multiplo della giornata. I palazzinari stanno già progettando di costruire   un grattacielo vicino al Colosseo, villini a schiera a Villa Phampili, un centro commerciale alto venti piani a Villa Borghese con vista su Via Veneto, la strada della Dolce Vita. Le multinazionali intanto vorrebbero acquistare Fontana di Trevi, visita con bagno nella fontana, tutto  incluso: 30 euro. Per provare la stessa ebbrezza di Anita Ekberg. E dopo aver comprato il Pantheon, ci faranno un roof garden esclusivo con cene a 1000 euro.  Si rifà fiesta, questo stanno pensando costoro, in questi giorni. Esattamente come prima dell’arrivo in  Campidoglio di Ignazio Marino. Un marziano.

Come vedete, tutti  si stanno già fregando le mani. Anche Renzi. No, Renzi no, in effetti. Ha altri pensieri, povero ragazzo. Lo si vedeva al G20 con quel viso spento, di uno a cui nessuno crede più, e faceva quasi tenerezza. In Italia lo attendono problemi enormi: il pil inchiodato allo O per cento, la giunta milanese di Sala messa decisamente peggio di quella della Raggi, anche se l’informazione  non ne parla, un D’Alema che si sta prendendo delle belle rivincite nel Pd e  un referendum perso in partenza per il quale sta cercando di spostare più avanti possibile la data. Per prendere tempo, lui che non ne ha più.

Già. E’ finito il tempo. Per Berlusconi, Alfano, Salvini, Meloni, Renzi. E, se non faranno le cose per bene, anche per i 5 stelle. Fateci caso. Con il movimento ci troviamo di fronte ad un disturbo bipolare preoccupante: da una parte c’è una base meravigliosa, preparata, pulita, per bene, che partecipa attivamente e considera i 5 stelle come  l’ultima speranza per non affondare nella palude. E se Grillo e i suoi sbagliano, si incazza, altro se si incazza. Dall’altra c’è  un gruppo dirigente composto in buona  parte da gente ambiziosa e  che fa politica per il proprio tornaconto. Né più, né meno di altri partiti capaci di disgustare in pochi anni gli italiani. Ma del resto, si sa,  sul carro del vincitore sale sempre la gente peggiore.

Resettare i vertici, costruire una nuova classe politica di persone colte, preparate, oneste, se è del caso anche di settantenni gagliardi e tosti. Perché, come abbiamo visto, di trenta- quarantenni che hanno già capito come gira il mondo, non se ne può più. Insomma, il Movimento deve tornare ad essere quello delle origini: rivoluzionario, di sinistra, che ha per obiettivo quello di dedicarsi con passione al benessere dei cittadini.  Sembra una provocazione, ma i 5 stelle si possono salvare solo così.

E adesso andiamo all’affaire Raggi. Spiace ripetermi, ma il giovane e inesperto sindaco, circondato com’è dalla destra affarista romana, avrebbe dovuto fare un passo indietro già alle prime magagne. In poche parole, quel suo curriculum nei giorni della candidatura a primo cittadino,  oscurato e taciuto, doveva essere per Grillo un campanello d’allarme. Alla luce di quei fatti, al neo sindaco di Roma dovevano impedire anche di candidarsi. Se uno vota 5 stelle, Previti e Sammarco non li vuol vedere nemmeno in cartolina. Certo, due mesi non sono niente. Si può dire che la Raggi non si sia nemmeno insediata e avrebbe avuto  bisogno di tempo per dimostrare le proprie capacità. Ma il precipitare degli eventi impongono decisioni drastiche: dimissioni immediate.

Sull’affare Muraro, le scuse infatti non bastano. Non tanto per il fatto che l’assessore all’ambiente sia indagato. Quanto per il fatto che, come da lei stessa ammesso in commissione parlamentare ecomafie,  la Raggi sapesse dell’atto giudiziario già  dal 18 luglio scorso e pare  non abbia informato, non dico  i cittadini romani che l’hanno votata, ma a  nemmeno la propria giunta. Ed è chiaro che se tu elettore esasperato dagli altri partiti i quali, da dopo Ugo Vetere in poi hanno sventrato Roma, cedendo alle lusinghe di Mafia Capitale, andando a cena con Buzzi e Casamonica, perpetrando l’ennesimo sacco della città,  voti i 5 stelle, li voti perché vuoi un approccio alla politica diverso, completamente al servizio dei cittadini. Inutile dunque traccheggiare: dimissioni in settimana. E si torni subito al voto, facendo capire di aver puntato sul cavallo sbagliato. Facendo capire soprattutto che, quando la destra si infiltra nelle cose della politica, tira sempre una brutta aria. Per tutti. Non è un caso che la giunta Appendino, a Torino, vada veloce come un treno, a dimostrazione che il Movimento 5 stelle quando fa le scelte è in grado di governare bene.

Chiarezza, onesta,  e richiesta di nuove elezioni, dunque. Per far capire di essere diversi, di non essere attaccati alla poltrona come un Renzi o un Alfano qualsiasi.  Solo così il Movimento potrà sperare di uscire indenne dalla bufera, da questo incendio doloso alimentato con cura . Anzi, paradossalmente,  proprio così, agendo cioe con trasparenza e onestà, Roma potrà essere subito riconquistata . Gli elettori infatti apprezzerebbero e voterebbero di nuovo M5s .

E la prossima volta, per carità, occhio ai nomi da mettere in giunta. La gente, di volti compromessi con il vecchio apparato, non ne può più. Esige aria nuova. Perché poi alla fine vorrebbe gente competente e onesta, ovvio. Ma se proprio non ha alternative, pensa:  meglio un politico alle prime armi che un esperto  filibustiere della vecchia classe dirigente.  Si chiama saggezza popolare.




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