Sei nella sezione Mondo   -> Categoria:  Cronaca dal Mondo  
Iraq: Centinaia di feriti e malati in arrivo da Mosul ovest

Iraq: Centinaia di feriti e malati in arrivo da Mosul ovest
Autore: Redazione Esteri
Data: 23/03/2017

Mentre a Mosul continuano i combattimenti, i civili in città sono bloccati dal fuoco incrociato, con accesso limitato alle cure mediche salvavita. Decine di migliaia di persone sono fuggite, rischiando la vita, da quando è iniziata l’offensiva nella parte occidentale della città il 19 febbraio. MSF è in azione per fornire assistenza medica e chirurgica ai feriti, ai malati e ai bambini malnutriti che da inizio marzo stanno arrivando da Mosul ovest.

All’interno e intorno a Mosul scarseggiano le risorse mediche per trattare l’alto numero di pazienti. Migliaia di feriti sono stati portati via in ambulanza dalla zona dei combattimenti, ma le ambulanze che trasferiscono i casi urgenti agli ospedali fuori città non riescono né a gestire i numeri dei feriti né a percorrere lunghe distanze.

“La necessità di fornire cure mediche è aumentata drasticamente” ha detto Isabelle Defourny, direttore delle operazioni di MSF. “Le nostre équipe lavorano giorno e notte per curare uomini, donne e bambini feriti da pallottole, esplosioni e schegge di proiettili. E poi ci sono le altre emergenze salvavita che richiedono una risposta urgente, come le madri che devono partorire e hanno bisogno di un parto cesareo.”

“L’offensiva iniziata a febbraio ha provocato oltre 180.000 sfollati e migliaia di feriti. Siamo impegnati allo spasimo per assistere i pazienti. Stiamo cercando di colmare la mancanza di strutture mediche a Mosul e dintorni, e di aiutare la popolazione in fuga da un conflitto estremamente violento. L’elevato numero di feriti e pazienti è una sfida costante” ha aggiunto Loris De Filippi, presidente di MSF impegnato a Mosul come coordinatore dell’emergenza.

Le équipe di MSF all’interno e nei dintorni di Mosul hanno ricevuto più di 1.800 pazienti con necessità urgente di cure salvavita negli ultimi due mesi. 1.500 di loro avevano traumi o ferite dovuti al conflitto. Quando anche gli altri bisogni medici sono diventati evidenti, MSF ha avviato servizi di maternità a Mosul est che dall’inizio di febbraio hanno assistito 100 nascite ed effettuato 80 parti cesarei.  

A inizio marzo, MSF ha iniziato anche a vedere bambini severamente malnutriti provenienti da Mosul ovest. In due campi per persone recentemente sfollate, MSF ha condotto valutazioni per la malnutrizione. Stando al racconto delle persone in fuga da Mosul ovest incontrate da MSF, non c’è più latte in polvere, cibo e acqua scarseggiano e la situazione è destinata a peggiorare ora che le vie di rifornimento sono state interrotte. Per questo MSF ha aperto un centro nutrizionale nel proprio ospedale di Qayyarah.

 

“È urgente che i pazienti malnutriti ricevano al più presto il trattamento e che le persone sfollate da Mosul ovest trovino cibo adeguato quando arrivano” ha detto Isabelle Defourny di MSF.

Le équipe di MSF forniscono cure mediche nei campi sfollati, ma soprattutto cure salvavita d’urgenza. Un chirurgo nell’ospedale traumatologico di MSF a sud di Mosul la descrive come una delle esperienze più dure della sua lunga carriera in MSF: “La situazione qui è davvero drammatica. Ogni caso che riceviamo in sala operatoria è grave e quasi tutti i giorni dobbiamo gestire afflussi di massa di pazienti.”

Dall’inizio dell’offensiva militare per riconquistare la seconda città dell’Iraq, a ottobre 2016, le équipe di MSF hanno aumentato l’assistenza medico-umanitaria nel governatorato di Ninewa, lavorando con staff iracheno per garantire che la popolazione abbia accesso a cure mediche d’urgenza, comprese le cure materno-infantili. Le équipe mediche di MSF lavorano a Mosul est, nei centri traumatologici e in strutture mediche specializzate intorno alla città, e forniscono servizi sanitari nei campi allestiti per le persone sfollate in fuga da Mosul. 

In Iraq, MSF è presente con oltre 1600 operatori internazionali e iracheni, che offrono assistenza medico-umanitaria in 10 governatorati. Per garantire la propria indipendenza, MSF non accetta finanziamenti da alcun governo, ente religioso o agenzia internazionale per i propri progetti in Iraq, affidandosi unicamente a donazioni private che arrivano da ogni parte del mondo

 

– TESTIMONIANZE DA MOSUL –  

Parlano due chirurghi dall’ospedale traumatologico aperto da MSF a sud di Mosul

 

“Ieri giornata tranquilla, sono arrivati solo 20 feriti”

Il 19 febbraio MSF ha aperto un ospedale traumatologico da campo con capacità chirurgica in un villaggio a sud di Mosul. È composto di due sale operatorie, un’unità di terapia intensiva, un pronto soccorso, un reparto di degenza e altre strutture di supporto. Le équipe di MSF che lavorano all’interno dell’ospedale, composte principalmente da chirurghi, medici e infermieri iracheni, operano i casi più gravi e potenzialmente mortali (codice rosso), mentre chi può aspettare sono trasferiti in ospedali più lontani. Da quando è stata aperta, la struttura ha ricevuto più di 915 pazienti. Di questi, 763 avevano traumi dovuti alla guerra, 190 in “codice rosso” con necessità di interventi salvavita urgenti, 421 in “codice giallo” sono stati stabilizzati prima di essere trasferiti in altri ospedali della regione. Più di metà dei feriti erano donne (241 pazienti) e bambini al di sotto dei 15 anni di età (240 pazienti).

Di seguito le testimonianze di due chirurghi di MSF che lavorano nel centro traumatologico da campo, raccolte il 18 marzo. 

Dr. Ahmed*, chirurgo ortopedico iracheno che lavora per MSF dal 2008:    

“Ieri mattina abbiamo ricevuto una famiglia di 4 persone: una madre, un padre e due bambini. Erano stati feriti da una granata. La madre e il padre sono arrivati già morti e abbiamo lavorato giorno e notte per salvare i due fratelli. Ma il bambino più piccolo aveva delle ferite alla testa così gravi che non ce l’ha fatta. Siamo riusciti a salvare solo quello di 9 anni. Mi chiedo come è riuscito a sopravvivere e come farà adesso. Di tutta la famiglia è rimasto in vita solo lui.

Ieri pomeriggio abbiamo ricevuto un altro bambino, questa volta di 10 anni. È arrivato con la gamba sinistra quasi amputata da schegge di mortaio. Siamo andati direttamente in sala operatoria, ma aveva già perso molto sangue. L’abbiamo operato alla gamba per due ore, poi un mio collega ha fatto una laparotomia per un’altra ora, ma durante la notte è morto. 

Cerchiamo di fare tutto ciò che possiamo, ma a volte non è abbastanza. Se potessi, scatterei una foto di ciascun paziente di cui mi sono occupato per raccontare le loro storie e ricordarli. Qui opero solo i casi di codice rosso, ma vorrei fare di più. Mi piacerebbe seguire anche i casi di codice giallo, quelli che sono trasferiti in altre strutture. Vorrei prendermi cura di loro, per fare tutto ciò che posso per aiutare queste persone che hanno sofferto così tanto.”

 

* Nome di fantasia

Dr Reginald, chirurgo belga di 66 anni, al termine del suo ultimo turno nell’ospedale:

"Ho lavorato in molte guerre: Siria, Liberia, Angola, Cambogia, ma non ho mai visto niente di simile. In sala operatoria ogni caso che riceviamo è grave e quasi ogni giorno dobbiamo fare i conti con un alto numero di feriti.

 

 

Arrivano pazienti di ogni età e sesso e con ogni tipo di ferita di guerra: spari da cecchini, schegge di mortaio, bombardamenti aerei, mine e altri tipi di esplosione. Stanno tutti rischiando la vita per fuggire da una città sotto assedio.

 

 

Ieri il tempo era brutto, grigio, con nuvole e pioggia, e abbiamo ricevuto solo 20 feriti. Ma quando il tempo è buono uomini, donne e bambini feriti arrivano in numeri altissimi. Ora controlliamo anche le previsioni meteo per essere più preparati ad affrontare numeri elevati di feriti.

 

 

n un pomeriggio di sole, le ambulanze arrivavano una dopo l’altra. È stata davvero dura. Siamo stati costretti a trasferirne alcuni perché non c’era abbastanza spazio per curarli tutti. Abbiamo lavorato giorno e notte insieme a medici e infermieri iracheni. Abbiamo operato una persona dopo l’altra fino alle 5 del mattino. In tutto abbiamo trattato circa 100 pazienti, eravamo esausti. Da allora abbiamo aperto una seconda sala operatoria per aumentare la nostra capacità.

 

Al termine delle mie 6 settimane di missione, sono scioccato dal numero di famiglie distrutte da questa guerra. Dal numero di madri e padri che ci hanno implorato di salvare i loro figli perché erano gli ultimi membri della famiglia rimasti in vita. Sono colpito dalla forza degli iracheni. Niente sarebbe possibile senza l’aiuto dei nostri colleghi iracheni.”

 

 




Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
La redazione ed il direttore hanno piacere di rispondere ai commenti dei nostri lettori. Facci sapere cosa ne pensi dell'articolo. La tua opinione è per noi importante.

Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 25/02/2021 12:39:32

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Cronaca dal Mondo

Autore: Redazione Esteri
Data: 27/05/2020
Traffico di droga: le società fantasma dei cartelli messicani

La rete più articolata, e che riguarda uno degli importi più elevati da record, è stata scoperta dall'Unità di informazione finanziaria (FIU) del Tesoro nel 2014.

Leggi l'articolo

Autore: Redazione Esteri
Data: 14/05/2020
Afghanistan: attacco a un reparto maternità di Kabul

I primi momenti della vita di un neonato dovrebbero trascorrere tra le braccia di sua madre, non in un ospedale in fiamme con proiettili e bombe che piovono...

Leggi l'articolo

Autore: Redazione Cronaca
Data: 08/05/2020
Allarme Interpol: droga consegnata domicilio con il cibo

Le organizzazioni criminali stanno ricorrendo ai servizi di consegna di cibo per trasportare la droga e altre sostanze illecite, mentre i Paesi sono in preda al lockdown a causa della pandemia globale di Covid-19. 

Leggi l'articolo

Autore: Di Luca De Rossi - Redazione Esteri
Data: 07/05/2020
Coronavirus: in Olanda aumenta l'uso di cannabis a causa dell'isolamento forzato

Il consumo di cannabis in Olanda e’ aumentato durante la crisi causata dall’avvento del coronavirus.

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax) -