Sei nella sezione Economia   -> Categoria:  Occupazione  
Lavoro: l'Italia non e' un paese per le donne

Lavoro: l'Italia non e' un paese per le donne
Autore: Claudio Motta - Redazione Economia
Data: 30/03/2017

L’Italia non sembra essere (ancora) un Paese per donne, almeno dal punto di vista del lavoro. Le professioniste italiane, infatti, ritengono di essere pagate meno rispetto ai colleghi uomini, di avere meno possibilità di carriera e di ricevere giudizi più severi.

A confermarlo è l’edizione 2017 dell’indagine Hays Gender Diversity, condotta su un campione di oltre 200 intervistati da Hays, società leader nel recruitment specializzato, per offrire una panoramica completa sulle differenze di genere nel mercato del lavoro in Italia.

“Anche se sono stati fatti diversi passi avanti rispetto agli anni passati, la parità di genere in Italia sembra essere ancora una chimera. – afferma Sofia Cortesi, Finance Director di Hays – Uomini e donne hanno spesso percezioni diametralmente opposte del mondo del lavoro nel nostro Paese e il fatto che,  ancora oggi, le donne che ricoprono ruoli di leadership siano così poche fa riflettere. Le donne sono un asset che il nostro Paese deve riuscire a valorizzare: è auspicabile un cambio di direzione che porti le professioniste italiane ad avere le stesse reali opportunità di crescita e di carriera dei colleghi maschi”.

Dall’indagine Hays emerge chiaramente come uomini e donne nutrano le stesse ambizioni di carriera: l’87% del campione femminile e il 90% di quello maschile, infatti, aspira a raggiungere posizioni di leadership.

I numeri cambiano significativamente però, se si sondano aspettative e speranze: una donna su due (49%), non pensa di avere le stesse opportunità del sesso opposto, al contrario del 73% dei professionisti uomini che, invece, crede nelle pari possibilità di crescita, indipendentemente dal genere.

Le donne ai vertici aziendali? Ancora un’esigua minoranza! Come dichiara il 78% delle intervistate e il 91% degli intervistati, la persona con la più alta seniority aziendale è infatti di sesso maschile. Ma non è tutto. Il 73% delle donne (vs. 86% degli uomini) ha un uomo come riporto diretto.

Differenze che sembrano assottigliarsi solo quando si analizzano i team di lavoro: il 26% di entrambi i generi, infatti, dichiara di lavorare in team dove regna equilibrio fra i due sessi.

Le differenze nella percezione del mercato continuano se si prendono in considerazione gli aspetti retributivi: più della metà delle donne (52%) ritiene che i colleghi maschi di pari livello percepiscano retribuzioni più importanti; un’opinione condivisa solo dal 37% degli uomini.

Varia tra uomini e donne anche la percezione di come viene valutato il lavoro: per circa il 40% del campione femminile le performance lavorative delle donne vengono giudicate con maggiore severità rispetto a quelle dei colleghi di sesso opposto, mentre per 9 intervistati su 10 (90%) il lavoro di un uomo e quello di una donna vengono valutati in maniera imparziale. Inoltre il 31% delle intervistate ritiene che spesso il merito dei buoni risultati ottenuti dalle donne sia attribuito al lavoro di squadra, negando il merito personale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando si entra nell’ambito dei giudizi di merito sul proprio capo, uomini e donne sembrano finalmente trovare un punto d’accordo. Nel dettaglio il 34% del campione femminile (vs. il 35% di quello maschile) ritiene il proprio superiore una figura positiva, capace di portare a casa ottimi risultati. E ancora secondo uomini (13%) e donne (12%) il capo è un professionista abile nel pianificare il lavoro. Decisamente più contenute, ma sempre allineate, le recensioni meno lusinghiere: il 9% delle donne e il 10% degli uomini ritiene il proprio responsabile un incompetente, mentre professioniste (l’8%) e lavoratori (9%) accusano chi è al comando di essere eccessivamente accentratore.

 

Deboli anche gli sforzi che le aziende mettono in campo per supportare la diversità di genere e favorire l’inserimento sul luogo di lavoro. Solo il 29% delle intervistate, per esempio, lavora in un’azienda dove ci sono strumenti finalizzati a conciliare lavoro e famiglia. Tra i più apprezzati? L’orario flessibile (55%), la possibilità di lavorare da casa (15%), l’asilo aziendale (9%), oltre al congedo di paternità (6%).




Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
La redazione ed il direttore hanno piacere di rispondere ai commenti dei nostri lettori. Facci sapere cosa ne pensi dell'articolo. La tua opinione è per noi importante.

Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 27/02/2021 13:41:10

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Occupazione

Autore: Emilia Urso Anfuso - Redazione Economia
Data: 24/05/2020
Decreto rilancio: approvato il Bonus colf e badanti

Nella precedente versione del decreto, gli importi del sostegno economico erano stati fissati dai 400 ai 600 euro...

Leggi l'articolo

Autore: Andrea Pascale - Redazione Economia
Data: 10/05/2020
Fase 2, allarme delle imprenditrici: ''Le donne rischiano di essere tagliate fuori''

“Nel dibattito sulla fase due le donne sono del tutto assenti. Il Governo sembra essersi dimenticato di mettere le imprenditrici e le lavoratrici... 

Leggi l'articolo

Autore: Fausta Tagliarini - Redazione Economia
Data: 30/04/2020
Covid-.19: Cassa Dottori Commercialisti: online il bando per contributi agli iscritti

È online da ieri sul sito della Cassa Dottori Commercialisti il bando per la richiesta di contributi assistenziali a supporto degli iscritti che lavorano in uno studio professionale in affitto.

Leggi l'articolo

Autore: Redazione Economia
Data: 27/04/2020
Settore ristorazione: si rischia il fallimento

Moriranno oltre 50.000 imprese e 350.000 persone perderanno il loro posto di lavoro. Bar, ristoranti, pizzerie, catering, intrattenimento, per il quale non esiste neanche una data ipotizzata...

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax) -