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Family Summit Planner 2020: un convegno per il controllo delle nascite contro la povert?

Family Summit Planner 2020: un convegno per il controllo delle nascite contro la povert?
Autore: Cristina Beida - Redazione Attualita'
Data: 24/07/2017

Avere la possiblita’ di decidere se avere figli o meno, quando farli e quanti farne e’ un diritto universale. Su di questo si calcola che in tutto il mondo, una cifra stimata di 214 milioni di donne che non pianificano quando restare incinte, una forte necessita’ -insoddisfatta- di metodi contraccettivi moderni. Queste donne sono, nella maggior parte, nei Paesi in via di sviluppo.

Per capovolgere questa realta’, leader internazionali che fanno parte della societa’ civile e del mondo privato, si sono riuniti a Londra, nella conferenza Family Planning Summit 2020

Obiettivo: che nel 2020, 120 milioni di donne possano accedere agli anticoncezionali moderni. Una meta ambiziosa che e’ stata fissata cinque anni fa. Da quel momento, 30 milioni di donne hanno beneficiato di questo programma.

 

Questi progressi si vedono chiaramente in regioni come il sud e l’est dell’Africa, dove per la prima volta piu’ del 30% delle donne hanno accesso ad informazioni sulla pianificazione famigliare. Ma ora c’e’ meno motivi per essere ottimisti, visto che gli Usa, il maggiore donatore rispetto agli altri, ha deciso di tagliare i fondi in maniera drastica al Fondo delle Popolazioni delle Nazioni Unite (UNFPA).

Donald Trump ha incluso questo taglio nel suo programma. Questo avra’ una ripercussione diretta in 69 dei Paesi piu’ poveri al mondo. “Se Trump era preoccupato per l’emancipazione delle donne, oltre la semplice retorica, che lo provi invertendo la pianificazione famigliare”, ha detto Melinda Gates nel suo discorso di apertura. La filantropa e cofondatrice della Fondazione Gates ha riconosciuto di “essere profondamente preoccupata” per i tagli dell’Amministrazione, non lasciando che questo oscuri la conferenza.

“Non importa cio’ che accade a Washington, abbiamo fatto una promessa a 120 milioni di donna e dobbiamo mantenerla”. Per Gates l’impoverimento e’ la chiave. “In Etiopia ho conosciuto diverse donne che sono rimaste incinte troppo giovani o troppo vecchie, o troppe volte”. Molte di loro erano disperate perche’ non volevano avere un altro figlio, per il semplice fatto che non potevano nutrirlo”. Ed ha ricordato che, anche se la pianificazione famigliare e’ un impegno privato, ha ripercussioni globali.

“E’ una delle opzioni piu’ intelligenti che i governi ed il settore privato possono avere; gli anticoncezionali danno potere alla donna e sappiamo cosa accade quando le donne hanno potere, che’ trasformano le loro societa’”. Nel ritardare o evitare le gravidanze, le donne nei Paesi in vi di sviluppo hanno piu’ possibilita’ di accedere ad una educazione e possono integrarsi col mercato del lavoro. Questo si ripercuote sulle loro comunita’ e in ultima istanza sull’economia del loro Paese. Il semplice fatto di usare un preservativo, oltre che proteggere dalle malattie sessualmente trasmettibili, puo’ rompere il ciclo della poverta’.

Molti donatori ne hanno dato conto. La dimostrazione e’ che si e’ giunti ad un accordo in cui 69 governi insieme a membri del settore pubblico e privato si sono impegnati a creare un fondo di 2.500 milioni di dollari per il 2020. Regno Unito e Canada sono i principali donatori. Parte della loro donazione servira’ per piani di emergenza umanitaria e accampamenti di rifugiati.
Per motivi ovvi, chiedono di accelerare il passo a quei Paesi in via di sviluppo la cui popolazione aumentera’ drasticamente nei prossimi anni.

L’India, per esempio, si impegna ad investire duemila milioni di dollari da qui a tre anni, e ad aumentare la varieta’ di anticoncezionali disponibili, nonche’ a dare accesso ed educazione in 146 distretti. La maggior parte di Paesi del sud est asiatico e dell’Africa subsahariana li hanno lasciati alle spalle. Un Paese dopo l’altro ha riavviato i propri impegni. Inclusi quelli in situazione di conflitto, come Sudan del Sud o Ciad. “Oltre ai fondi prevediamo una nuova strategia di comunicazione per cambiare i comportamenti sociali, dice la dottoressa Dinah Nakiganda-Busiku, del ministero della Salute dell’Uganda. Il Paese e’ un esempio in cui i leader religiosi sono parte attiva dei progetti per la presa di coscienza.

“C’e’ da far cambiare idea a quelli che non lo sono ancora, perche’ accettino l’uso degli anticoncezionali”, dice Amina Mohammed, vicesegretario generale delle Nazioni Unite. Porre fine all’opposizione culturale e religiosa e’ fondamentale. La condanna che in molte comunita’ si fa rispetto ad una gravidanza fuori del matrimonio, porta molte donne a rischiare la propria vita con aborti clandestini.

Affrontare la gravidanza adolescenziale. Soprattutto considerando che il 95% delle gravidanze precoci si manifesta in Paesi in via di sviluppo. Per questo le nuove generazioni si impegnano per una modifica. Vogliono aver voce e voto nel loro futuro. “Una donna su dieci nelle Filippine si ritrova incinta durante l’infanzia e l’adolescenza, e questo potrebbe essere prevenuto da loro stesse, invece che da parte delle loro famiglie”, dice Jona Turalde, rappresentante dell’International Youth Council, organizzazione creata sotto la protezione delle Nazioni Unite.

Ma non solo le piu’ giovani. Il dialogo intergenerazionale e’ la base della trasformazione. Includendo uomini e donne. “Non si tratta solo di proporzionare metodi anticoncezionali, le donne devono capire e accettare che hanno diritti riproduttivi: esse devono chiederli, devono sapere che e‘ un loro diritto e che la loro fertilita’ e’ sotto il loro controllo”, dice Musimbi Kanyoro, che viene dal Kenya, presidente e Ceo della Fondazione Globale Fund for Woman. “Mia madre ha fatto dieci figli perche’ non aveva accesso alle informazioni necessarie; mi piacerebbe che le donne della mia comunita’ contino con sostegno ed abbiano altre opzioni”.

(Articolo di Cristina Belda, pubblicato sul quotidiano El Pais del 12/07/2017)




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