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Inaugurata il 13 giugno negli spazi dell’Auditorium Parco della Musica “Five Horizons”, la prima retrospettiva fotografica interamente dedicata ai Pearl Jam, filtrata dalla lente di grandi fotografi che li seguivano dagli esordi, come Lance Mercer e Charles Peterson, fino ai più recenti scatti di Steve Gullick e Danny Clinch. A poco più di 20 anni dal debutto un omaggio non solo al gruppo di Seattle, tra i principali esponenti della musica grunge, ma anche ad ogni fan in tutto il mondo.
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Cosa fare allora? Con la moglie Lelia e un amico ingegnere forestale è stato fondato l’Instituto Terra, un progetto di recupero ecologico nel Minas Gerais con lo scopo di riconvertire alla foresta equatoriale una larga area in cui sono stati piantati decine di migliaia di nuovi alberi. La vita della natura è tornata a fluire, “sono riapparse alcune specie di uccelli ed altri animali, ed è lì che è nata l’idea di Genesi, proprio per parlare del ritorno dell’uomo alla natura”.
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Un folto pubblico è intervenuto all’inaugurazione: soffermandosi fra le decine di sculture e bassorilievi in legno, bronzo, terracotta ( specie ritratti e allegorie di significato civile, vedi anzitutto la scultura "Res publica", e religioso ), dove vari son gli echi di grandi comeManzù ( “altro maestro che conobbi personalmente e che continua a rappresentare un mio punto di riferimento”, precisa la de Gregorio ), Fazzini, De Chirico. Ma fortemente innovativa è la tecnica scultorea di quest’artista: le forme sono concave, archetipo di accoglienza femminile.
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E ancora, dai colori accesi dei “Due Mondi”, dove uno è il contrario dell’altro ma è anche l’interfaccia dell’altro e quindi si cercano, alla globalizzazione di “Gente per Bene Gente per Male”, dove il globo del bene sorge dal basso e cerca di influenzare l’area circostante dominata dal tentacolo del male.
Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perché dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto ciò che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere.
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Raccolte in una collettiva organizzata dalla Galleria “Il Mondo dell’arte”, e in programma a Palazzo Margutta di Via Margutta ( ingresso gratuito ) sino al 4 giugno, trovan così il proprio spazio tele generanti nello spettatore emozioni intense, sempre capaci di di testimoniare come l’arte non rimanga mai statica, ma conosca evoluzioni continue. Accanto ai quadri, sculture – in materiali spesso diversi e perfettamente miscelati tra di loro – caratterizzate da un linguaggio forte e da una netta vitalità espressiva.
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Al Museo Nazionale di Castel S’Angelo, sino al 12 giugno, è visibile la mostra “Il Guercino ritrovato- Quando Amore ferma la Guerra ”, a cura di Federica Gasparrini e Maurizio Marini, col patrocinio, anzitutto, del ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Sovrintendenza per il Polo Museale Romano, diretta da Rossella Vodret. “La mostra – spiega Marini, docente emerito alla “Sapienza “ di Roma, tra i massimi specialisti mondiali del Caravaggio e della pittura del ‘600 – permette d’ ammirare un capolavoro ritrovato di Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino ( mai soprannome , tra l’altro, fu più errato, perché questo pittore era semplicemente affetto da strabismo, N.d. R.): artista che solo recentemente ha iniziato ad esser considerato come merita, tra i nomi più grandi della pittura seicentesca.
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Micidiale parassita arrivato dall’Asia, il Rhyncophorus Ferrugineus (Olivier), volgarmente detto punteruolo rosso, sta mietendo vittime nel patrimonio della nostra flora mediterranea, facendo ammalare centinaia e centinaia di palme, e alterando il nostro paesaggio mediterraneo. Un’ordinanza del sindaco Alemanno sul Punteruolo rosso, la n. 66 del 2 marzo 2010, rilevata l’emergenza rappresentata da questo coleottero, ed in considerazione del fatto che “ad oggi non esiste un rimedio scientificamente efficace e provato contro questo parassita”, ordina che, in caso di palma con evidenti sintomi di infestazione, si proceda all’abbattimento, distruzione e smaltimento della stessa.
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Singolare artista, da tempo apprezzato anche in Austria, che nelle vignette esprime la sua propensione alla satira, con tono delicato e intelligente. “Interessato al disegno- che pratico sin da bambino - anche per la mia introspezione e timidezza , riesco spesso a realizzare un sogno attraverso uno studio grafico, creando marchi e progetti. La mia passione: rendere in disegno le facce delle persone”, dice di sè stesso Arciero, che, un po’ come il “fanciullino” pascoliano, nell’ arte riattualizza sempre anche il proprio vissuto infantile.
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Quello che si è avviato con l'incontro tra la Casa Buonarroti di Firenze e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, grazie all'opera di un soggetto associazionistico libero e volontario come MetaMorfosi, è un laboratorio di innovazione nella gestione del patrimonio culturale, con la collaborazione tra istituzioni pubbliche e religiose di grandissimo prestigio, che non solo interagiscono con progetti scientifici di valore mondiale, ma creano eventi unici e irripetibili per il grande pubblico.
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Aihara Misa, artista giapponese operante a Hunabasi-si, che espone per la seconda volta in Italia, materializza le sue opere con una pittura emozionale, con pochi colori intensi e piccoli dettagli, luminosi, rettangoli colorati formanti geometrie che ricordano quartieri di metropoli contemporanee ( New York, anzitutto) visti dall’alto. Annemarie Murland, artista scozzese operante in Nuova Zelanda, pone al centro della sua ricerca l’elemento naturalistico: con l’uso d' un colore puro e luminoso, che ricorda quello delle storiche stoffe scozzesi.
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