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Finanziaria triennale: quasi nessuno la ricorda più...

Finanziaria triennale: quasi nessuno la ricorda più...
Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 15/06/2009

 

Nel 2008, primo esempio fra tutti, il governo ha varato una finanziaria triennale. La motivazione addotta ad una innovazione del genere, è stata che in questo modo era possibile programmare anzitempo una serie di misure economiche atte alla migliore gestione del Paese.

 

Non so quanti lettori lo ricordino. E fra chi lo ricorda, cosa contenga questa manovra triennale. Ampi ed articolati capitoli su tagli finanziari. Da effettuare in comparti già agonizzanti, come ad esempio la scuola pubblica, i Ministeri, la Sicurezza, la Sanità e - ciliegina sulla torta - sui rinnovi contrattuali pubblici.

 

Nel dettaglio della finanziaria, possiamo così evincere che la scuola pubblica, otterrà circa otto miliardi in meno entro il 2012, che verranno però elargiti al comparto della scuola parificata. Sembra infatti che, dopo le tante lamentele degli istituti parificati – peraltro molti sono Istituti religiosi – questi abbiano vinto la loro battaglia, sfavorendo e di molto il comparto dell'istruzione pubblica. Stride certo con l'attuazione di politiche sociali che rendano un servizio al cittadino. La spiegazione dal Governo: "una maggiore scelta per le famiglie di quale istituto far frequentare alla prole". Resta da vedere se le suddette famiglie, non preferissero invece avere garantite scuole pubbliche efficienti. A costo zero.

 

Il comparto Sicurezza invece, che vede protagoniste tutte le Forze dell'Ordine che dovrebbero garantire il controllo e la gestione di fatti e misfatti ai danni dei cittadini, subiscono un bel taglio di tre miliardi di euro tondi tondi in tre anni. Non solo. L'organico complessivo delle forze dell'ordine e di difesa, corre il rischio di essere deprivato di circa 40.000 impiegati. Appare particolarmente bizzarra la decisione di questi tagli al comparto Sicurezza, in considerazione del fatto che proprio sulla Sicurezza si basano quotidianamente le proggettualità del mondo politico nazionale. Si chiudono le porte ai preposti istituzionali, si aprono alle ronde cittadine, che ora paventano persino eventuali tendenze politiche. C'è di che perder la testa.

 

Sulla Sanità, un capitolo a parte. Strette sulle esenzioni sanitarie e sulle prestazioni erogate dalle strutture private in convenzione. La cancellazione dei ticket sanitari da 10 euro per il 2009, ha in realtà scaricato sulle Regioni l'onere di trovare le risorse per la copertura economica del loro gettito così ognuna di esse, dovrà contorcersi nella ricerca e creazione di nuovi metodi per batter cassa. Multe a go go in primis. Ma non è tutto. Un drastico taglio è dato anche alla prevenzione. Per quanto riguarda ad esempio il comparto oncologico, sono stati ridotti i numeri di letti disponibili all'interno degli ospedali e persino molti medici vengono messi a casa.

 

Infine, ma non per finire, 400 Mln è l'ammontare dei tagli alle somme previste in precedenza per il rinnovo dei contratti pubblici. Alcuni sindacati, hanno ravvisato in questi tagli la ferma volontà da parte del Governo, di smantellare i servizi pubblici al fine di privatizzarli.

 

Una manovra che prende in seria considerazione l'unica possibilità ravvisata da chi l'ha composta. Tagliare ove già si langue di denaro. Aumentare le difficoltà economiche, tanto da non poter più essere in grado di gestire e mantenere vivi servizi fondamentali per i cittadini.

 

Privare i malati del diritto di cura, rendendo tutto più inaccessibile ove addirittura assente, come i posti letto negati ai malati oncologici. Ce ne sarebbe per fare analisi socio economiche per giorni e giorni.

 

Inoltre, arriva pure il Terremoto. Quello vero. Che genera moltitudini di possibilità di generare altri tagli ai finanziamenti dei vari comparti pubblici , sociali ed economici. Di aumentare tasse occulte come ad esempio sul tabacco o sul carburante per autotrazione.

 

La riflessione è un dovere di tutti.

 

Perché nessuno taglia sulle spese - che ammontano a circa 1.200 miliardi l'anno – solo per mantenere in piedi il carrozzone politico Italiano? Una cifra enorme, fra le più alte in assoluto a livello internazionale, la spesa di gestione della nazione Italia.

 

Leggendo e rileggendo fra le righe della finanziaria triennale, non si può accettare come tutto sia sempre da addebitare sulle spalle dei cittadini. Come sia possibile che un malato oncologico debba patire per trovare un posto letto in un ospedale. Perché le famiglie debbano mettere mano al portafogli per garantire istruzione alla prole. Ed ancora un perché: la Sicurezza. Uccisa a colpi di taglio. Di arma, che uccide la decenza di chi abita un Paese che vive ormai da sempre, nell'aberrazione dello Stato Sociale.


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