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Le regole del razzismo

Le regole del razzismo
Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 11/09/2018 06:53:06

Guai ad appellare come razzista un razzista. Sono rari i casi in cui un razzista confermi il proprio odio viscerale contro chiunque non appartenga alla propria razza o etnia. Attenzione: è bene conoscere anche la differenza tra questi due termini, su cui spesso si fa grande confusione: la razza è determinata dai caratteri genetici, mentre le etnie sono una serie di criteri – come la religione, gli usi e i costumi che un popolo segue rispetto a un diverso popolo.

Alla base di tutto, esiste il genere umano, che non è differenziato da etnia o razza: l’umano è fornito di un tronco su cui sono attaccate due braccia, due gambe, una testa, all’interno della quale è contenuto un cervello, e all’interno del tronco vi si trova un cuore e altri organi. Questo indistintamente. Non esistono umani composti in maniera diversa.

Andiamo avanti. In un eccellente saggio dell’antropologo statunitense Jared Diamond, intitolato “Armi, acciaio e malattie” lo studioso spiega molto bene come la razza bianca sia riuscita, nei millenni, a soverchiare la razza di colore nero. Una serie infinita di strategie, volendo sintetizzare al massimo un saggio non di facile lettura per tutti, ha reso possibile l’assoggettamento della razza nera a quella bianca. In realtà, la razza nera è di gran lunga più forte di quella bianca, ma la razza bianca – a corto di molte delle prerogative fisiche di quella nera – ha sviluppato nei millenni una maggiore capacità strategica. Si colmano le lacune, in qualche modo…

Consiglio a tutti la lettura di questo saggio, che spiega – fornendo anche molti dati utili – l’evoluzione umana e la motivazione per cui esiste un “Terzo mondo”: quello che notoriamente è abitato dai disgraziati umani di razza nera.

Già da queste prime righe, quindi, si palesa un primo elemento fondamentale: il razzismo è insito nella razza bianca. Qualcuno potrebbe sollevare la domanda: “Ma anche i neri saranno razzisti”! ebbene…se consideriamo come, da sempre, i neri sono stati – e continuano ad essere  - trattati dai bianchi, schiavizzati, costretti in catene, disumanizzati, mi auguro che almeno un poco lo siano, visto che l’apartheid – la politica di segregazione razziale – fu istituita in tempi non poi così remoti (era il 1948) e le conseguenze di questa politica, dovremmo un poco conoscerle tutti, ammesso che esista ancora una diffusa volontà a conoscere la storia dell’umanità, ossia la nostra.

Per chi non lo sapesse: l’apartheid non fu istituito in territori abitati da bianchi, bensì in Sudafrica, esattamente nel territorio meridionale del Continente africano, e molti dei suoi sostenitori erano sudafricani di pelle bianca, i cosiddetti “Afrikaner”. Le leggi razziali dell’apartheid furono messe fuorilegge solo nel 1994, e comprendevano divisioni nette tra la razza nera e quella bianca (la parola apartheid significa proprio “separazione”). Altro elemento che traccia in maniera inequivocabile come il razzismo sia parte integrante del DNA umano: all’interno della stessa razza, fu creato un sistema tra i più razzisti nella storia dell’umanità.

Le leggi contro i neri, previste durante l’apartheid, non sono dissimili dalle leggi razziali che tutti ricordiamo esser state introdotte durante il ventennio fascista, che furono promulgate nel 1938 e finirono nel 1945: la divisione tra i neri e i bianchi fu simile alle divisioni imposte agli ebrei. Nulla di nuovo quindi, il razzismo in ogni epoca e in ogni parte del mondo, prevede sempre le stesse regole…

Arriviamo ai nostri giorni: è cambiato qualcosa? No. Anzi, sta peggiorando qualcosa…

Nel nostro paese, si scambiano i migranti in cambio di succulenti accordi economici con l’Europa – pareggio di bilancio mai avvenuto in primis – e con la Libia, a cui peraltro vendiamo un bel po’ di armi e offriamo molti altri servizi strategici.

Nel resto del mondo occidentale, non sono pochi gli esempi di razzismo estremo, cominciando con uno dei più recenti – avvenuto negli USA di Trump – circa due mesi fa, quando il presidente americano ha pensato bene di attirarsi le ire del mondo intero, decidendo di ingabbiare, letteralmente, i figli dei migranti e di separarli dai genitori. Vi viene in mente qualcosa di più disgustoso del mettere in gabbia dei minori? A me no.

Eppure, gli USA sono diventati una grande realtà proprio grazie all’apertura alle diverse razze, che col loro diventare americani a tutti gli effetti, hanno aumentato in maniera esponenziale il numero degli abitanti statunitensi e la forza lavoro americana…schiavi con la residenza.

A questo punto, qualcuno mi spieghi il motivo per cui molti combattono l’idea che si stia vivendo in una nuova fase razzista, modello ventennio fascista o giù di li. Non si è mai del tutto sopito il disgusto per le razze diverse, non si è mai debellato il cancro della guerra ai propri simili, seppur di colore diverso. Si era solo assopito un razzismo insito nella razza umana di colore bianco, che non significa non essere cittadino del terzo mondo, dal momento che gli “Afrikaner” hanno la pelle bianca ma la razza, e l’etnia, sono le stesse dei succubi dell’apartheid…

A conti fatti, ciò che sta accadendo non può non imporre a tutti una riflessione: siamo proprio certi che il declino che stiamo percorrendo sia la strada giusta per non incorrere in errori peggiori di quelli che, oggi, ricordiamo con tanto di “Giornate della memoria” per onorare le vittime della Shoah?

Un ultimo spunto di riflessione: sul caso della nave Diciotti, che molti italiani ignoranti pensavano essere la nave di una ONG – in realtà è una nave militare italiana – sui social molti si sono scatenati in un vero rigurgito di razzismo ad altissimi livelli. Molte donne, madri di famiglia, hanno lasciato post e commenti da far rabbrividire, del tipo: “Sparategli in testa”, “devono morire tutti”, “Potessero annegare” e complimenti di questo genere… sia chiaro: il giorno in cui dovessero riedificare campi di concentramento sul nostro territorio, nessuno potrà poi dire “Io non sapevo”. E ognuno sarà reo e correo di aver permesso alla politica internazionale di giocare con la vita di tutti, bianchi compresi. Troppo facile prendere per il culo gli ignoranti, dopo averli spaventati a dovere dando tutte le colpe a persone che hanno una sola responsabilità: esser nati nei territori sbagliati…

La politica nazionale, peraltro, ha tutte le colpe di ciò che in varie forme tutti subiamo: aver deciso, contro il parere di un intero popolo, di non regolamentare i flussi migratori, al solo scopo di sfruttarne ogni goccia, vuoi sotto forma di accordi con la UE, vuoi per il ricco bottino che produce il carrozzone di un'accoglienza inesistente, vuoi - anche - per generare un insano senso di insicurezza nazionale, dal momento che, se fai arrivare mezzo mondo sul territorio italiano, in maniera indiscriminata e senza regolamentare la permanenza sul suolo italiano degli immigrati, lasciandoli sospesi nella valle del nulla, è ovvio che poi si generi un sistema di delinquenza e di insofferenza civile. Non ci vogliono geni, per capirlo.

Ognuno, a questo punto, tragga le proprie riflessioni a mente aperta. Il razzismo esiste, fa parte del DNA degli umani, non si sopisce ma può essere riacceso e alimentato. Basta saperlo, e ammetterlo senza ipocrisie.

Tutti i diritti riservati. La diffusione è concessa esclusivamente indicando chiaramente il nome dell'autore e il link che riporta a questa pagina 


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