Secondo un accurato sondaggio svolto recentemente dalla LICE, Lega Italiana Contro l’ Epilessia ( nata, nel 1955, appunto per contribuire alla cura e all’inserimento nella società dei pazienti epilettici ), la grande maggioranza degli italiani oggi sa che cos’è questa malattia. Più della metà, però, non ne conosce minimamente i dettagli; mentre il 28% degli intervistati ritiene l’epilessia inguaribile, e una larga parte pensa che, in ogni caso, essa pregiudichi fortemente la possibilità di lavorare, fare sport e guidare veicoli. A nutrire più pregiudizi sono soprattutto le donne, specie nel Sud, terra di forti credenze popolari ( ancora il 6% degli italiani, in complesso, addirittura ritiene l’epilessia frutto d’una possessione diabolica!).
Oggi circa 500.000 italiani soffrono di epilessia: “ma soprattutto dei pregiudizi che la riguardano”, sottolinea ancora la LICE nel manifesto dell’ VIII “Giornata Nazionale per l’ Epilessia”, svoltasi ultimamente in tutta Italia con una serie di manifestazioni, volte a sensibilizzare l’opinione pubblica dando soprattutto informazioni corrette sull’ argomento. A Trieste, Bari , S. Giovanni Rotondo e S. Pietro Vernotico ( Brindisi), s’ è tenuta la terza maratona organizzata dalla LICE. Mentre domenica prossima, 10 maggio, si terrà anche a Roma, con partenza da Villa Doria Pamphili alle 10,00, e l’amichevole partecipazione di Salvatore Antibo, vincitore degli Europei dei 5.000 e 10.000 metri, medaglia d’argento a Seul, epilettico ( Antibo non è che uno degli ultimi membri d’una lista di “malati illustri” di questo male che, secondo fonti autorevoli, include personaggi non certo… inattivi, come Carlo V, Pietro il Grande, il “volitivo” Vittorio Alfieri e persino Giulio Cesare e il suo idolo Alessandro Magno).
“A Roma – precisa Roberto De Simone, coordinatore della LICE per il Lazio – si è svolto inoltre, con grande successo, il concerto “Libertango”, presso la “Casa Argentina” di Via Veneto ( Istituto di cultura argentino a Roma che organizza regolarmente corsi di lingua spagnola, tango,ecc..., N.d.R.)”. Organizzato da De Simone e dalla psicologa e psicoterapeuta Cristiana Prada, “Libertango” ( già titolo d’un disco del grande Astor Piazzolla), richiama subito l’idea della libertà da costrizioni ( fisiche, politiche, economiche,ecc…) e rigidi schematismi. “Un titolo – precisa De Simone – che abbiamo scelto non solo per il richiamo alle musiche di Piazzolla, ma appunto come emblema della libertà nel ballo ( il tango notoriamente è una danza che, pur con le sue regole, lascia molta libertà e creatività ai ballerini, secondo una precisa scuola anche filosofica). Mentre la scelta d’organizzarlo alla Casa Argentina ci è venuta da Hugo Aisenberg, il pianista di fama internazionale ( che ha suonato appunto in “Libertango” ) tra i fondatori dell’Associazione culturale “Astor Piazzolla” , centro archivio e documentazione”. Argentino di Buenos Aires, già docente di pianoforte principale al Conservatorio “Rossini” di Pesaro, Aisenberg da decenni si dedica allo studio della musica popolare latino-americana. Nel 1987, ha creato il gruppo strumentale “Novitango”, vòlto alla diffusione del tango nel mondo: che recentemente, è stato incluso dal Governo fra gli “Ambasciatori” della Cultura italiana all’ Estero.