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Nessun diritto: solo concessioni

Nessun diritto: solo concessioni
Autore: Editoriale di Sergio Ragaini
Data: 24/05/2020

E così, al già oscuro futuro che è stato preparato per noi, si aggiunge il dato forse più inquietante in assoluto: lo Stato di Emergenza è stato prorogato per altri sei mesi, quindi fino al 31 gennaio 2021. Questo fatto, che potrebbe lasciare indifferenti i più, ha in realtà implicazioni gravissime. Infatti, significa che la nostra “condizione iniziale” è quella di quasi 2senza diritti”, e che qualsiasi cosa faremo sarà solo una concessione. E, come tutte le cose che vengono dall’esterno, questa potrà essere in ogni momento revocata.

L’idea di scrivere questo articolo mi è venuta da una riflessione su quanto sta accadendo in questyo periodo. E, soprattutto, dall’articolo 16 del Decreto “Cura Italia”. Un decreto che, in centinaia di pagine, non fornisce proprio nulla di fattivo: solo una serie di parole, poco significative, e ben poco orientata ad aiutare chi, forse, non potrà mai più rialzarsi.

Tra gli scenari poco luminosi del futuro prossimo venturo, appare qualcosa che, nascosto tra le

pieghe di questo Decreto affonda tutto. Infatti all’articolo 16 risulta che l’emergenza è prorogata sino al 31 gennaio 2021. Un‘emergenza, quindi, che doveva essere finita con il 31 luglio, proseguirà per altri sei mesi.

Non si sa in base a quali dati e basi sia stato deciso questo. Tuttavia, sappiamo bene che, dove le cose non avvengono, si “fabbricano” anche utilizzando i media. Anche un medico plurititolato, il Professor Alberto Zangrillo, primario di anestesia e rianimazione dell’ospedale San Raffaele di Milano, ha affermato che ora questo virus non ha più alcuna pericolosità. Lo stesso, tempo fa, ne evidenziava la pericolosità. Oggi no.

I nuovi casi di COVID-19 sono al pari di un raffreddore. Ed è provato al fatto che, ogni giorno, i pazienti cosiddetti “gravi o critici” diminuiscono,  e ora sono circa l’1,1% dei totali infetti. Infetti che continuano a scendere ogni giorno. I non più positivi sono in media dai 2500 ai quasi 5000 al giorno. E i nuovi infetti, che sono attorno ai 700-800 al giorno, sono di fatto infetti da un raffreddore. E molti di questi, forse la maggioranza, sono addirittura asintomatici: cosa che però, è sempre accaduta.

Eppure, per  certi organi di informazione, le persone continuano a morire a grappoli. E continuano a far apparire persone che muoiono per questa malattia. Addirittura oltre 200 al giorno. Confrontando queste con le 5 morte in Germania, comprendiamo che qualcosa non funziona. E che queste morti in Italia non esistono,.

D'altra parte, lo stesso Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile Italiana, aveva affermato, ancora tempo fa, che i morti si riferiscono a “tutti i morti in Italia, per qualsiasi malattia”.

E questo fa capire come mai i decessi in Italia sono oltre 200, contro i 5 in Germania. Altrimenti, l'altra ipotesi sarebbe stata che l’aria della Baviera o della Sassonia fa guarire miracolosamente, mentre quella dell’Isola d’Elba o delle valli bergamasche o trentine risulta mortale.

Credo che questo non possa essere vero, almeno credo! Voi pensate sia possibile?

Quindi, confidando in una vostra risposta negativa (ci mancherebbe il contrario!) in questi dati qualcosa non va! Peccato che in Italia raccontassero, sino a non molto tempo fa, che era la Germania che falsa i dati… esattamente come raccontavano che erano gli Svizzeri a non consentire il passaggio delle frontiere! Fortunatamente amici svizzeri hanno smentito tutto questo!

Quanto ho appena raccontato, comunque, mi serve proprio per parlare del problema attuale: vale a dire lo Stato di Emergenza prolungato, senza alcun motivo, per altri sei mesi.

Il motivo non sembra esserci: tuttavia, per genera dati, come abbiamo visto, continua ad esistere. Finché il popolo non capirà che non può essere possibile che nella giornata del 15 maggio siano morte in Italia per COVID-19 oltre 200 persone contro 5 in Germania.

È sufficiente osservare i dati e porsi delle domande, per capire tutto questo; ma la gente non è abituata a pensare, a porsi domande: oramai accetta solo quello che la “task force” di Conte propina loro, come se fosse oro colato, come se fosse il Vangelo secondo Giuseppe (Conte, naturalmente!).

Sono disposti a credere a tutto. E magari a ringraziare “San Giuseppe” per le concessioni che ci sono state fatte. A proposto di questo: come abbiamo visto, alterando i dati si può prolungare uno stato di emergenza che, ufficialmente, non esisterebbe. E, proprio così facendo, questa situazione è stata prolungata ancora per mesi.

Cerchiamo, quindi, di capire cosa questo vuole dire.

Per molti, che ormai non sono più abituati a porsi domande, e a cercare di capire, non vuole dire nulla: è tutto normale. Comunque saranno contenti del fatto che potranno di fatto, o quasi (nulla sarà più davvero come prima!) ritornare alla loro vita, ai loro affetti, alle loro gite…

Tuttavia, il problema non sarà il “che cosa”, ma il “come”. E questo farà la differenza.

Per capirlo, ripercorriamo le tappe di quanto successo negli ultimi mesi. Tutto è partito a metà marzo, esattamente il giorno 11 marzo, con il decreto “Io resto a casa”, Un decreto che sappiamo bene come fosse fatto, visto che ne ho già parlato: vale a dire qualcosa che andava a negare del tutto anche le libertà più essenziali. Un decreto che ha, di fatto, “imprigionato” in casa le persone , e provocato gravi danni alla collettività. Danni che si quantificano nel fatto, ad esempio, che gli infarti sono triplicati durante questo Lockdown.

Quindi, si può supporre che l’imposizione dell’isolamento abbia concorso a uccidere molte persone… Questa è stata la base, probabilmente, della bellissima “Class Action” contro Giuseppe Conte cui mi onoro di avere partecipato.  La partenza è stata quindi questa: una chiusura che ha coinvolto tutti, che ha, quindi, segregato in casa tutte le persone per quasi due mesi.

Chi ha provato a uscire, magari spingendosi più lontano dei 200 metri consentiti, è stato spesso pesantemente sanzionato, E la storia recente lo dice molto bene. Anche di questo ho già parlato.

Poi, da quel momento, qualcuno può pensare che siano stati ristabiliti dei diritti. Invece no! I diritti continuano ad essere sospesi! Le persone, in questo momento, a causa di questo stato di Emergenza, in maniera del tutto incostituzionale, sono stati privati dei diritti.

Allora ci chiediamo come mai, dal 18 si è tornati a circolare liberamente nella propria regione, e dal 2 giugno in tutta Italia. Pare un diritto ritrovato. Non lo è: e se ben guardiamo quello che Conte dice durante le sue attese “Conferenze Stampa”, lo si capisce molto bene. Come già facevo notare in altri articoli, Conte usa la prima persona singolare, nemmeno plurale, e dice “concedo”. Avevo già parlato di come questo sia pericoloso: infatti, al potere c’è ora un uomo solo, e non più un insieme di persone.

La cosa preoccupante, tuttavia, è qualcosa che va ancora oltre tutto questo. Infatti, questo “concedo” nasconde il senso di tutto quanto sta accadendo, e accadrà. Vale a dire che noi potremo fare, compreso quello che abbiamo fatto nell’attuale “fase 2 e iniziando la “fase 3” (a questo punto, però, il numero delle fasi non è così importante!) non sarà un “diritto ritrovato”:; questo andrebbe bene! Sarà soltanto una “concessione”! Quindi, per i prossimi mesi, faremo quello che faremo, e magari buona parte delle cose che facevamo prima: ma lo faremo, non più per diritto, ma per “concessione”.

Se andremo a trovare amici, se andremo a fare una passeggiata in un Parco, se andremo a respirare aria pulita… tutto questo sarà una magnanima concessione del Presidente del Consiglio.

Insomma: non avverrà nulla per “diritto ritrovato”: i diritti rimangono sospesi, e sono pari a quelli del lockdown. La situazione personale è ancora quella! Solo, qualcuno ci ha fatto delle concessioni.

Concessioni he possono avere il sapore di libertà ritrovata, anche di quasi libertà totale.

Nulla sarà più un diritto garantito per legge, ma solo una mera concessione. La tristezza vera sarà proprio questa. E non credo sia da poco!

Riferimenti:

Un articolo interessante, breve ma intenso, sull’argomento, è quello di Giuseppe Palma, dal titolo: “stato di emergenza permanente”. Lo trovate all’indirizzo:

https://scenarieconomici.it/stato-di-emergenza-permanente-di-giuseppe-palma/

Consiglio anche l’articolo di Emilia Urso Anfuso su “Agora Vox”: come, lentamente, si abitua un popolo a considerare i soprusi come cose del tutto normali.
https://mobile.agoravox.it/Come-rendere-schiavo-un-popolo.html?fbclid=IwAR3ertB8b267U83reAOghlcaXQZ_JJoe8vqqewDAbC_Yc5QsKvRhfSVm4GE

 




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