“Internet è uno strumento prezioso, che molto rapidamente permette a tutti d’ avere notizie e fare conoscenze: uno sguardo sul mondo, insomma, che al giorno d’oggi, inoltre ( vedi vicende come le elezioni di Obama, e la resistenza ai regimi dittatoriali cinese e iraniano ), si sta confermando sempre più anche come grande strumento di democrazia, permettendo la diffusione di notizie e foto, spesso scottanti per il potere, in tutto il mondo. Ci sono tuttavia valori come l’amicizia, l’amore e gli altri sentimenti, i rapporti sociali, che non possono essere demandati ad internet: questi non possono essere virtuali, per la loro esplicazione il confronto, il dibattito, la dialettica, restano sempre fondamentali e insostituibili”.
Così “Albert n. 1”, l’esperto d’informatica autore, con l’amico, ricercatore universitario, “Albert n.2”, del saggio “Il mondo on-line questo (s) conosciuto” ( Roma, Tespi ed., 2009, pp.104, e. 10,00) , ha aperto, ultimamente, la presentazione del saggio presso il teatro “Lo spazio” a Roma, nel popoloso quartiere di san Giovanni. Il libro ( presentato, a maggio scorso, anche alla Fiera del Libro di Torino ) è nato da una vera “ricerca sul campo”: che i due han condotto per mesi nella “giungla” di Internet, dedicandosi il primo più agli aspetti generali e tematici, e il secondo più ai social network, a partire anzitutto da “Re” Face book ( “Ma l’abbiamo fatto- precisano ambedue – non da specialisti di internet, ma da semplici fruitori”). “La prima cosa che ti colpisce- precisa Albert 1 – è come sia difficile, in generale, uscire dalle chat-line, dopo esserci così facilmente entrati: il che solleva subito problemi legali di non poco conto”.”Basti pensare –aggiunge Albert 2 – alla recente decisione di Facebook, in barba a varie leggi e anzitutto a quella sul diritto d’autore del 1942, di trattenere i diritti d’autore su foto, dati e scritti immessi dall’utente al momento d’iscriversi, anche quando abbia voluto andarsene. La privacy su Facebook praticamente non esiste, e pensiamo a quanti problemi –e pericoli – ne scaturiscono, specie per i minori”.
Altro aspetto singolare, già in parte studiato dai sociologi, è la forte riluttanza di molti utenti a passare dalla conoscenza virtuale delle persone contattate a quella reale: solo apparentemente contraddittoria, in realtà versione moderna della riluttanza di tanti amanti dell’800 che, anziché conoscersi davvero, preferivano proseguire all’infinito la girandola di lettere bellissime e immaginifiche, finestre su un mondo di favola infinitamente meglio, per loro, di quello reale. “Sintomo, senz’altro “, osservano gli Autori, “del paradosso di base della società attuale, quella della comunicazione e dei massmedia dove, incredibilmente, spesso risulta difficile comunicare.
Ma anche spia del fatto che molti, oggi, pur vivendo in famiglia o con gli amici,in realtà vivono quasi in solitudine perchè han consistenti problemi psicologici ed esistenziali, di cui solo a pochi potrebbero parlare”. ”Infine – sottolinea Albert 2 – questa ricerca dimostra sempre più l’urgenza d’una vera normativa internazionale, a livello almeno di Unione Europea, su tutti questi temi: oggi sui Internet circola liberamente ( parliamo di foto e testi) anche la peggiore spazzatura, e non è più ammissibile, anche se un Paese ( come l’Italia, dove dovrebbe nascere, a breve, un’ apposita legge ) proclama chiaramente la responsabilità civile e penale di chi amministra un sito ( spesso non una persona fisica ma una società, magari fantasma!), che tanti altri stabiliscano diversamente”.
Esiste anche il problema della libera utilizzabilità ( a volte negata nonostante che siano stati senz’altro pagati i diritti ) di testi e musiche dalla Rete: problema ora anche politico, com’è apparso evidente dallo sbalorditivo risultato avuto in Danimarca, alle ultime elezioni europee, dal “Piratepartyet”, partito che della piena libertà in questo campo ha fatto la sua bandiera, e che è risultato addirittura la quarta formazione politica del Paese”.