E' in giornate come queste che i si rende conto di quanto importanti e di quanto servano le celebrazioni. Anche quelle programmate e che sono ormai entrate nel calendario commerciale delle aziende che producono pasticcini e dolci della tradizione. La festa delle Donne occupa il posto n.4 nella sequenza annuale.
Dopo Capodanno con bottiglia, Befana con la calza, San Valentino con i fiori, arrivano le mimose della festa del gentil sesso. A seguire le Uova con sorpresa pasquali, le peperonate in spiaggia di Ferragosto ed infine i Natali che non possono che essere a base di Panettoni e Pandori.
L'economia segue ormai il ritmo non tanto delle stagioni quanto quello delle festività non soppresse. E quella della donna è una festa che ha assunto delle connotazioni al limite del ridicolo. Almeno qui in Italia.
Ed è in giornate come queste che i ristoratori si preparano alle prenotazioni di folti gruppi di donne spesso sull'orlo di una crisi di nervi e capaci di fare più danni di una scolaresca in gita dentro un albergo. E' anche il tempo in cui i locali di streap tease maschile aprono i battenti a orde di femmine vogliose. Questi sono club dall'aria mefitica che a confronto i peggiori bar di Caracas gli fanno un pampero. Durante il resto dell'anno questi fumosi locali sono adibiti a bische clandestine oin alternativa a centri di socializzazione per anziani.
Allo scattare della mezzanotte del 7 inizia l'incubo degli indiani ai semafori con i gialli mazzettini e ci si prepara alla giornata tutta al femminile. Guai a dimenticare gli auguri alla propria consorte o fidanzata appena svegliata. Potrebbe tenervi il broncio fino a Pasquetta offesa della dimenticanza.
Resta inteso che per il resto non cambia nulla. Usciti di casa si continuano a mandare a quel paese tutti gli automobilisti senza nessuna distinzione di razza, cultura e soprattutto genere.
Si continuerà ad odiare tutti quelli che si hanno attorno e che ci fregano il posto auto come di consueto.
Normalità insomma fino a pranzo a parte l'eventuale gesto ruffiano di qualche capoufficio che fa trovare a tutte le sue dipendenti il mazzetto di mimose sulla scrivania.
Arriva ora di pranzo e come ogni anno al telefono le donne si organizzano. Programmano l'uscita serale. Non ci sono pargoli che tengano. In alcuni casi la prole viene abbandonata sugli scalini freddi di una chiesa o messa nella ruota di un convento.
E noi ometti?
Siamo li in attesa di notizie. Speranzosi.
"Stasera esco con le amiche"
Eccola arrivata l'agognata comunicazione.
Parte allora la contro serata.
Mentre loro, le donne, spenderanno l'equivalente di mezzo stipendio tra ristorante con relative molestie ai camerieri, sbornie da scaricatori di porto liguri e tour dei locali stracolmi di escort maschi, a noi ometti rimane quello che da tempo non potevamo piu' fare. Finalmente una serata tutta per noi. In questo senso la festa delle donne rende felici tutti. Ma proprio tutti. Anche gli uomini
Si va dal fumoso pokerino in salotto sul tavolino buono organizzato con gli ex compagni di liceo, alla partita su maxischermo e se non c'e' la Champions si rivede la finale dei mondiali registrata su DVD.
Alcuni partono per una veloce capatina a Parigi approfittando della notte brava della moglie. Alcuni da Parigi non tornano neanche più.
Mentre le casalinghe si riuniscono per parlare dell'ultima puntata del grande fratello, noi si potrà finalmente dedicarci alla lettura di Baudelaire con musica classica in sottofondo.
Ai più giovani maschi il ruolo di pappagallo. Sguinzagliati per le vie della città tenteranno di tenere a bada una massa cos¨¬ enorme di donne da non sapere dove guardare prima in realtà con l'unico risultato di essere presi per i fondelli fino a notte tarda.
Con buona pace di tutti fino al 9 Marzo quando tutti si ritorna al proprio ruolo. Gli uomini in cucina, a stirare i panni ed a lavare i piatti. Le donne pronte al lavoro che si fa con un unico dito.
Come è noto esistono tre tipologie di lavoro.
Quelle che si fanno con dieci dita: i lavori manuali e faticosi.
Quelle che si fanno con tre dita: si tiene la penna tra indice, medio e pollice. I lavori di concetto.
Quelli che si fanno con un dito: quando in modo imperativo si ordina cosa fare. Questo è il ruolo che tocca alle donne da un po' ormai.
Ad Maiora.