Sei nella sezione Il Direttore   -> Categoria:  Editoriali  
La politica dei diritti negati strutturali e delle pezze a colori coi bonus

La politica dei diritti negati strutturali e delle pezze a colori coi bonus
Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 12/01/2018 07:27:19

Cancellano diritti costituzionali, poi “regalano” bonus, che non sono soluzioni strutturali ma le classiche “pezze a colori” per mantenere calma la popolazione, in un sistema socio politico ed economico senza più alcun tipo di comando, almeno inteso come dirigenza che si occupa davvero di mantenere salda la situazione generale e il morale dei cittadini.

Tutto ciò che accade in Italia da anni, si può riassumere in ciò che ho appena scritto. Quando c’è da cancellare diritti civili, allora lo fanno in maniera strutturale, vedi il Jobs Act o la famigerata Legge Fornero.

Se invece devono produrre soluzioni per la vita e l’economia delle famiglie italiane, ecco che inventano bonus paradossali, pagati peraltro col denaro dei contribuenti. In alcuni casi – è capitato a molti che si erano visti versare in busta paga i famosi 80 euro - te li chiedono indietro, col giochetto di modificare, in corso d’opera, il tetto massimo di stipendio annuo per gli aventi diritto.

Così non si può proprio andare avanti.

Oltre alla negazione dei diritti, questa è la conferma che c’è in atto un vero programma di distruzione del futuro per milioni di italiani. Che non possono più contare su nulla, non hanno garanzia di niente, perché con le soluzioni spot, non puoi fare programmi a lungo termine, ma solo tirare a campare, sperando che non ti arrivi una trave di marmo addosso all’improvviso. Cosa che accade puntualmente e metodicamente.

Un esempio per tutti e molto attuale: in piena campagna elettorale, stanno tutti promettendo di abbattere le tasse, aumentare i posti di lavoro, aumentare le pensioni. E’ il tormentone di rito. Non cambiano nemmeno più i contenuti dei discorsi che sono solo propaganda politica reiterata negli anni.

Promettono soluzioni che non concretizzeranno mai. Se davvero avessero voluto, avrebbero diminuito la pressione fiscale, aumentato man mano le pensioni, rivalutandole come è giusto che sia. Non avrebbero approvato la Riforma Fornero – che pure un neonato avrebbe capito essere incostituzionale – e nemmeno creato un obbrobrio nega diritti qual è il Jobs Act.

Eppure, continuano a promettere. Sanno perfettamente che l'italiano medio si nutre di speranze e promesse. Che poi non si realizzino, poco importa: l'italiano medio potrà poi sciorinare rabbie e insulti sui social network.

E che dire dei rincari a 360° che ci attendono già dal primo gennaio di quest’anno? Loro promettono mari e monti, intanto però ci affamano. Non dimentichiamo anche un’altra stortura, recente. I vitalizi dei consiglieri regionali. Dovevano cancellarli. Sono stati mantenuti. Ci costano circa 170 milioni di euro l’anno. Solo per i consiglieri regionali.

D’altronde, come non profittare al massimo di una popolazione che da troppo tempo non reagisce? Troppo facile il gioco alla distruzione di diritti civili e capacità economica delle famiglie, se nessuno si ribella davvero. E badate bene: non parlo di rivoluzione violenta, ma di risposta popolare alle troppe angherie servite quotidianamente dai governi in carica, e spacciati come "soluzioni" e "successi". Tanto a spara panzane sono bravissimi, specialmente con numeri, percentuali e dati presi non si sa da dove.

Passerà anche il prossimo 4 marzo. Avremo un nuovo direttivo, un nuovo governo. Torneremo tutti alla solita vita, ai soliti problemi, ai soliti rincari, alle solite pensioni da fame – ammesso che si continuerà a percepirla, una pensione – alle solite negazione di diritti, ai soliti vitalizi politici garantiti, ai soliti scandali e inciuci.

Cambierà mai qualcosa? No. Almeno fino a che la gente riuscirà a campare con quanto è riuscita a mettere da parte col lavoro di una vita.

Ma poi? Quando il risparmio finirà, quando sarà palese la crisi economica generale, causata dalle costanti ruberie istituzionali ai danni degli italiani, a colpi pressione fiscale, tagli ai finanziamenti, negazione dei diritti, di "ce lo chiede l'Europa" - scusante ormai ampiamente sfruttata -  e quant’altro, cosa farà l’italiano medio? Scenderà in piazza coi bastoni? Riverserà la rabbia sulle pubbliche piazze?

E a cosa dovrebbe servire, se non a prendere qualche  bastonata in testa da chi è pagato – poco - dallo Stato per mantenere “l’ordine pubblico”? Allora non sarebbe meglio pensarci prima?

Unirsi – noi popolo mai coeso – e tentare di venire a patti col sistema, dialogare apertamente con la politica per dire “No” a tutto quanto stiano subendo? Meglio pensarci quando i nervi, tutto sommato, sono ancora saldi. Perché la rabbia violenta che potrà scaturire dalla fine di tutto, diritti, denaro e prospettive, non genererebbe altro che ulteriore crisi del sistema.

Pensiamoci.

©Tutti i diritti riservati. La diffusione è concessa esclusivamente indicando chiaramente il nome dell'autore e il link che riporta a questa pagina


L'articolo ha ricevuto 1264 visualizzazioni


Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
La redazione ed il direttore hanno piacere di rispondere ai commenti dei nostri lettori. Facci sapere cosa ne pensi dell'articolo. La tua opinione è per noi importante.

Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 18/04/2019 13:34:46

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Editoriali

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 18/04/2019 06:42:32
Caos di cittadinanza: gli italiani stanno scoprendo di esser stati fregati

Ci siamo: i cittadini che hanno chiesto di aderire al reddito di cittadinanza, la cui domanda è stata accolta, ora sanno di cosa si tratti realmente. La maggior parte di essi è rimasto mezzo tramortito quando ha letto la cifra che riceverà per “cancellare lo stato di povertà”

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 13/04/2019 06:39:22
Magistratura: sentenze paradossali invertono il criterio di Giustizia

È difficile per noi che assistiamo inermi alle decisioni della giustizia, comprendere le motivazioni che portano a certe sentenze. Non possiamo fare altro che accettarle, ma sperare che qualcosa possa cambiare, in appello, in Cassazione o presso la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, in alcuni casi estremi.

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 12/04/2019 06:36:59
Pressione fiscale e mancata rivalutazione degli stipendi: ecco come impoveriscono i lavoratori

Secondo un recente studio realizzato dall’ISRF Lab, l’Istituto Studi Ricerca e Formazione lavoro della CGIL, negli ultimi 10 anni gli stipendi degli italiani hanno perso  mediamente 5.000 euro. Dipende dalla mancata rivalutazione in base all’aumento del costo della vita. Un tempo esisteva la scala mobile.

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 08/04/2019 07:03:43
Banco Poste: correntisti a rischio. La truffa corre su Facebook

Scrivendo un commento pubblico sul profilo, in breve tempo si riesce – nella maggior parte dei casi – a ottenere l’attenzione del team che si occupa della gestione della pagina social. Ma attenzione: i truffatori in agguato, leggono costantemente i messaggi pubblici scritti dagli utenti che chiedono assistenza e che fanno? Generano – in pochi secondi – falsi profili intestati a “Poste Italiane”

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax) -