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Recensione: RomaEuropaFestival -  BERBERIO - al Mattatoio

Recensione: RomaEuropaFestival - BERBERIO - al Mattatoio

Autore: Recensione della nostra inviata Susanna Schivardi
Data: 20/11/2018 08:01:40

La prima nazionale Berberio, al Ref, in scena per due giorni, dal 17 al 18 novembre al Mattatoio, per raccontare la musica di Luciano Berio, e della sua singolare e geniale moglie Cathy Barberian. Uno spettacolo di 50 minuti, sviluppato in un grandioso edificio di vari livelli che percorre in trasversale quattro secoli di musica, da Mozart a Bach, da Monteverdi a Ravel, piroettando dalle corde del violino alla maestosità dell’arpa di Anouk Sturtewagen, sulle scintillanti note del flauto traverso di Caroline Peeters e la voce soprano di Lore Binon. Una struttura complessa che interseca video, proiezioni, carrelli e scenografia inventata e ricreata al momento.

Un vero miele per adulti ma soprattutto per i bambini, quando ad un certo punto un video rappresenta dei ragazzini che giocano a palla e una palla entra in scena attirando i più piccoli che per qualche minuto si fanno protagonisti e attori del palcoscenico. La musica continua sulle note di arie famose tra un carrello che trasporta i musicisti come dei viaggiatori itineranti e creazioni di fantasia, quando il flautista si sdraia per terra per fingere di suonare un’arpa ricreata con del nastro adesivo attaccato sul pavimento. Uno strumento disegnato con dedizione e fatica ma anche attenzione come potrebbe essere quella di un bambino intento al gioco.

L’avanguardia musicale è il principale motore di questa scoppiettante creazione scenica, un involucro denso di intonazioni che si sovrappongono in un mix davvero stupefacente. Ancor più caotico quando gli interpreti introducono un cubo decorato con dei tasti colorati che emettono suoni e note e i bambini digitando possono creare la loro personale melodia. Tra stupore e attesa il pubblico si diverte e si incuriosisce di sapere come va a finire. Non esiste una vera evoluzione drammaturgica ma una profonda suggestione scenica e musicale, in un vortice che fa volare il tempo in una dimensione onirica e fiabesca, senza perdere il contatto con la magia che solo la musica sa creare in maniera tanto immediata e realistica. 


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