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Recensione: Bella e la Bestia -  Teatro Vascello dei Piccoli

Recensione: Bella e la Bestia - Teatro Vascello dei Piccoli

Autore: Recensione della nostra inviata Susanna Schivardi
Data: 05/12/2018 07:05:56

Un tripudio di gioia e allegria, una storia molto nota per una rielaborazione fantasiosa, acrobatica e brillante.

Quella della Compagnia dei Giovani del Teatro Vascello che ripropone anche quest’anno, in vista delle feste natalizie, uno spettacolo che accomuna grandi e piccoli, con grande innovazione nella proposta musicale, scenografica e nella riscrittura del testo, avvolto di un’ironia sottintesa e una sferzante carice di energia, attenta alle richieste dei più giovani, la semplicità che contraddistingue il gruppo, ma anche la sottigliezza che gli adulti sanno cogliere.

Diretto e interpretato da Valentina Bonci, Isabella Carle, Matteo Di Girolamo Marco Ferrari, Chiara Mancuso, Pierfrancesco Scannavino, i personaggi sono rivisitati e reimpostati da una scorza di modernità, pieni di umanissimo stupore e la battuta sempre all’erta, fedeli nelle basi ai loro caratteri, Bella indipendente, femminista ante-litteram che disdegna le avances di un Gaston comicissimo, quasi un modello di Uomini e Donne di cui ridicolizza la vanità e la tracotanza, svestendo il mito ormai obsoleto del machismo a favore di un modello maschile adeguato alle esigenze del contemporaneo.

Una scena esemplare in cui Gaston propone la cacciagione a Bella e lei risponde di essere vegetariana, disgustando i gusti e la banalità del giovane privo di contenuti per una abituata a leggere e alla sete di avventura. Il padre di Bella un ometto buono e degno di una sceneggiatura di Verdone, farmacista ossessionato dalle medicine e frustrato da uno stress emotivo incontrollato che lo porta a decidere insensatamente qualsiasi cosa. La Bestia, dai costumi e dalle fattezze spaventose ma pur sempre adattato all’impronta del comico, si affida ai consigli dei topi anche loro vittime della trasformazione, che lo educano alla conquista della ragazza, dandogli “dritte” sulla conversazione, il galateo e caratteristiche femminili tipicamente moderne.

Gaston tenterà di uccidere l’orribile mostro e il finale è esattamente quello che ci aspettiamo, in una nevicata di petali di rosa, tra danza e musica il tutto si sposa con un’atmosfera festosa e inebriante che strappa applausi lunghi e sinceri da parte di un pubblico ormai affezionato a questa nuova recitazione, umoristica e briosa.  


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