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CReLDiS: La scuola è aperta a tutti

CReLDiS: La scuola è aperta a tutti

Autore: Comunicato stampa CReLDiS Coordinamento Regionale
Data: 19/05/2020 08:32:23

LA SCUOLA È APERTA A TUTTI

Gli Articoli 33 e 34 della Costituzione italiana sanciscono il fondamentale diritto all’istruzione senza discriminazioni. Le Istituzioni hanno il dovere di garantire questo diritto e renderlo fruibile da tutti "

CReLDiS, a nome delle migliaia di famiglie aderenti alle varie associazioni, comitati e gruppi locali regionali che vi aderiscono, esprime il forte malcontento generale maturato da tempo rispetto alla cattiva gestione da parte delle Istituzioni italiane, nel periodo di lockdown, del sistema scuola, esploso soprattutto ora a seguito delle recenti dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell’Istruzione, Azzolina, sulle ipotizzate modalità di ripresa scolastica a Settembre 2020, che riteniamo assolutamente non inclusive, discriminanti, oltreché irragionevoli e talune persino pericolose per la salute degli studenti.

Nel nostro Paese, gli istituti scolastici di ogni ordine e grado ed i servizi educativi per l’infanzia sono chiusi dal 24 Febbraio 2020 e da questa data è stata attivata per tutti gli studenti la “Didattica a Distanza” (c.d. DaD).

La Didattica A Distanza non è SCUOLA: non costituisce una modalità di insegnamento e di apprendimento valida ed efficace; non è inclusiva e non permette alcuna socialità con i propri compagni di classe e tra lo studente e l’insegnante. Per non parlare del fatto che, improvvisamente, alle famiglie è stato attribuito un compito arduo, quello di fungere da insegnanti ai propri figli, di seguirli quotidianamente nella gestione dei compiti e degli strumenti tecnologi per poter effettuare le ormai note videochiamate. Non tutte le famiglie italiane godono dei mezzi (PC, connessione ad internet), delle competenze e del tempo necessari per svolgere in modo appropriato tale ruolo. E tutto ciò non si può compensare solo con dei contributi economici.

CreLDiS, in proposito, ritiene doveroso ricordare alle Istituzioni che l’Art. 34 della nostra Costituzione prevede che “LA SCUOLA È APERTA A TUTTI”.

"Gli articoli 33 e 34 della Costituzione italiana sanciscono il fondamentale diritto all’istruzione. Le Istituzioni hanno il dovere di garantire questo diritto e renderlo fruibile da tutti".

Attraverso la Didattica A Distanza, lo Stato non assolve a questo suo DOVERE nei confronti di alcun soggetto, dai bimbi piccoli (dalla scuola per l’infanzia alla primaria), ai ragazzi in età adolescenziale ed universitari, e alle persone diversamente abili con difficoltà dell’apprendimento e seri limiti e difficoltà nella socializzazione.

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Ecco le problematiche rilevate, che necessitano di risposte certe e celeri da parte delle Autorità competenti:

1)   Difficoltà gestionali ed economiche dovute alla ripresa lavorativa delle famiglie, ed in particolare delle madri lavoratrici, in caso di mancata riapertura delle scuole prima della fine dell’anno scolastico in corso. I bambini/ragazzi (soprattutto della scuola primaria e secondaria di 1° grado) devono essere seguiti quotidianamente nello svolgimento dei compiti, nella gestione degli strumenti tecnologici e nelle videochiamate con gli insegnanti. Seppur il Decreto “Cura Italia” abbia previsto il bonus baby sitter, queste attività non sono delegabili a questo soggetto e non è detto che la baby sitter abbia la competenza per svolgerle; inoltre, l’accesso in casa da parte di un soggetto terzo non garantisce alcuna sicurezza. Si devono poi considerare le necessità dei bambini/ragazzi diversamente abili, quindi con esigenze particolari, che necessitano dell’affiancamento di personale specifico a tutt’oggi completamente mancato con danni enormi dal punto di vista psicofisico e comportamentale/relazionale. I figli non possono essere lasciati ai nonni, che comunque difficilmente sarebbero in grado di seguirli nelle attività sopra specificate. Nella situazione sopra descritta, se le scuole non riapriranno a breve le famiglie con entrambi i genitori lavoratori non sapranno più come affrontare il problema e la ovvia conseguenza è che uno di essi, solitamente la madre, dovrà rinunciare alla propria attività lavorativa.

2)   Difficoltà per il genitore di improvvisarsi docente o insegnante di sostegno (e nei casi più delicati terapista, educatore, psicologo, medico, care-giver) e coniugare contemporaneamente i ruoli di genitore/lavoratore/coniuge-compagno/insegnante. La situazione è tesa in tante, se non tutte, le famiglie italiane e difficilmente potrà reggere ancora per molto tempo. La situazione è ancora più grave ove in famiglia ci sia un soggetto con disabilità. Nello specifico, sono state avanzate alla Regione Lombardia da alcune associazioni, tra cui il Movimento Genitori Lombardia, diverse richieste, tra le quali: 1. la ripresa immediata delle terapie nei centri di assistenza per la non autosufficienza; 2. l’immediata assistenza domiciliare alle famiglie che vivono la disabilità grave, gravissima o al 100% (studenti maggiorenni) a sostegno di alcune ore scolastiche, con gli insegnanti di sostegno e gli educatori ad esse regolarmente assegnati in ambito scolastico o, in caso di indisponibilità da parte di questi ultimi, con altri insegnanti ed educatori dando massima precedenza ai terapisti regolarmente assegnati tramite la misura B1 (ove attiva); 3. la supervisione e/o l’integrazione delle terapie comportamentali e delle attività di cui ai precedenti punti da parte della Regione Lombardia, con valutazione di personale altamente specializzato per la valutazione delle esigenze delle famiglie dei disabili a garanzia di continuità e assistenza, applicabile in modo uniforme in tutto il territorio lombardo indipendentemente dai servizi erogati dai singoli Comuni e cooperative. Ad oggi, nulla di tutto ciò è stato predisposto.

3)   Proseguimento della Didattica a Distanza (Dad) per tutto il mese di Maggio e Giugno o peggio anche nel prossimo anno scolastico 2020-2021. Ci sono varie problematiche da considerare: a. non adeguata connessione ad internet; b. disponibilità di un solo pc in famiglie composte da due o più figli o da figli ed uno o entrambi i

genitori lavoratori in smart-working; c. contemporaneità delle lezioni a video e dell’orario dilavoro con impossibilità per il genitore di seguire il figlio. Ma la DaD, soprattutto, ha cancellato in un sol istante tutti i principi e gli obiettivi fissati e ricercati negli ultimi anni dalla buona scuola. La DaD è solo ed esclusivamente difficoltà di apprendimento e assoluta mancanza di socializzazione ed interazione effettiva ed affettiva con i compagni/amici di scuola e gli insegnanti. La DaD ha cancellato la quotidianità e la serenità di tutte le famiglie italiane. Invitiamo il Ministro dell’Istruzione Azzolina e la sua “task force” di esperti a passare un giorno (e ne basta uno) presso una famiglia con figli per assistere ad una lezione in video, perché solo così facendo potranno comprendere cosa sia effettivamente la DaD: facce vuote, tristi ed annoiate davanti ad uno schermo.

Come può una maestra, attraverso un monitor, insegnare ad un bambino che frequenta la prima elementare il corsivo, le operazioni in colonna oppure fare attività psicomotoria senza dover dire al suo alunno “devi stare dentro lo schermo perché ti devo vedere”? Come può una maestra, attraverso un monitor, accendere nei propri scolari il desiderio di imparare, la voglia di conoscere ed il gusto della ricerca, indispensabili soprattutto nei primi anni di scuola per poter svolgere poi un buon percorso di studio? Si consideri anche quei bambini caratterialmente timidi, che davanti ad un schermo, si sentono completamente a disagio. Chi pensa ai danni psicologici che la DaD sta causando ai nostri figli? Per la fascia 0-6 anni questa metodologia è praticamente improponibile. In diversi Stati europei (Danimarca capofila, seguita da Norvegia, Germania; mentre Islanda e Svezia non hanno mai chiuso), le scuole sono state riaperte prevedendo lo svolgimento della didattica all’aperto anche in considerazione delle condizioni climatiche favorevoli. Ciò sarebbe possibile anche in Italia, basterebbe una buona volontà organizzativa.

4)   Incompatibilità tra la DaD e le persone con disabilità.

Le persone disabili, a causa della estrema fatica a socializzare e comunicare, interagiscono con le persone per mezzo di attività e approcci manuali, sensoriali, e comunicazione aumentativa. La DaD è una metodologia del tutto inapplicabile a questi individui, per i quali è altamente sconsigliato l’utilizzo di ausili tecnologici a causa di problematiche gravi inerenti il comportamento, l’interazione, la “dipendenza”. In questi mesi, detti soggetti sono stati privati di ogni sostegno educativo e medico-terapico, subendo nella maggior parte dei casi una grave regressione cognitiva comportamentale, difficilmente recuperabile. Anche le famiglie, che li stanno assistendo h24 senza poter usufruire di alcun sostegno esterno da parte di specialisti, sono in profonda difficoltà e fisicamente e psicologicamente provati e non possono più essere lasciati soli. Per loro la ripresa scolastica in presenza, in aula, è indispensabile.

5)   Difficoltà di organizzazione e gestione dei figli durante il periodo estivo in assenza dei centri estivi.

Considerando che molti lavoratori hanno usufruito delle ferie e dei permessi aziendali durante il periodo di lockdown, che molte imprese -obbligate a sospendere la propria attività durante tale periodo -terranno aperte nei mesi estivi, nonché delle ridotte disponibilità economiche per molti lavoratori (o ex lavoratori), è già stata prevista una forte riduzione del numero delle famiglie italiane che si sposterà questa estate. È quindi necessario affrontare immediatamente il

 

 

 

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