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Italia: suicidi ogni giorno. Qualcuno fermi la strage

Italia: suicidi ogni giorno. Qualcuno fermi la strage

Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 22/03/2012 16:26:31

 
 
 
 

Taranto: commerciante abbattuto dalla crisi e dai debiti si suicida. Aveva 63 anni

 

Potrei continuare all'infinito. E sono solo alcune delle notizie di cronaca apparse sulle testate LOCALI nelle ultime ore. Si, sulle testate locali.

 

Fateci caso: se avete la malaugurata idea di volervi "informare" sui TG nazionali, in special modo su Rai1, non verrete mai a conoscenza di ciò che sta accadendo in Italia da Nord a Sud. Non conviene. A certi. Sappiamo di chi si parla. I governi non possono permettersi di far capire alla nazione che qui ormai è un gioco mortale, altro che crisi economica.

 

La gente onesta è stanca. La gente onesta non esce all'improvviso di casa a fare una rapina o a sparare in testa a chi è la vera causa dei propri problemi. No.

 

La gente onesta – oltretutto – ha vergogna di queste infami situazioni che non ha certamente creato in maniera disinvolta. E la vergogna, su alcuni, ha effetti immediati e deleteri. Il suicidio appare essere l'unica via di uscita dopo aver pure perso la faccia.

 

Chi dovrebbe vergognarsi davvero invece, non fa nemmeno trapelare queste notizie, che dovrebbero trovare ampio spazio su tutti i TG nazionali, su tutte le prime pagine di tutti gli stramaledetti giornali che parlano solo di alta finanza, in definitiva. Di cronaca, ma di quella che "conviene".
 
Un morto in un paesino remoto non fa notizia, per molti di quei colleghi giornalisti da cui mi dissocio ormai da tempo immemore. Peccato che, uno qui, uno là, questi morti messi insieme fanno una strage. Un genocidio. Lasciano scie di disperazione. Perchè chi rimane, ha anche il peso di dover sopportare tutto ciò che queste morti premature e decise scentemente, si portano appresso.

 

Padri di famiglia che perdono infami lavori pagati con un tozzo di pane. Imprenditori onesti costretti a licenziare padri di famiglia che cadono nel girone infernale della disperazione.

 

E' satanico tutto questo. Mentre chi se ne sta al caldo e milioni di anni luce dal toccare con mano la realtà quotidiana di milioni di persone, decide, sposta, scompone, impone rinuncie e sacrifici fino all'ultima goccia di sangue, pur di assicurarsi potere economico e politico.

 

Stanno uccidendo una intera nazione. Stanno facendo suicidare onesti padri di famiglia. Ogni giorno. E quasi nessuno ne parla.

 

Mentre "decidono" su cose "importanti ed inderogabili", come ad esempio l'ormai sfatta querelle di come poter sostenere gli amici imprenditori e se stessi – spesso chi siede in Parlamento è prima di ogni cosa, un imprenditore – nell'agevolare la fuoriuscita dal mondo del lavoro "grazie" al trucchetto del "licenziamento disciplinare" o meglio ex articolo 18 dello statuto dei lavoratori, la gente agonizza, muore civilmente o ancor peggio, si suicida.

 

Forse perchè, queste persone non riescono a credere all'assoluto cinismo di una epoca che detta regole al solo scopo di abbattere la popolazione per il tornaconto di pochi.

 

La politica non è più politica. E' un gioco al massacro. Un metodo per aggiudicarsi maggiori poteri. Una guerra vera e propria contro chi non ha saputo sfruttare al massimo certi ambienti e certe possibilità.

 

Come dire: il mondo va a due velocità. Da una parte i vincitori. Dall'altra i falliti. Almeno, secondo l'ottica schifosa di chi pensa che un essere umano onesto sia un fallito.

 

Fallito è tutto ciò e tutti coloro che se ne fregano del bene comune. E tutti coloro che stanno permettendo questa strage continua, quotidiana e silenziosa. Falliti sono coloro che oggi, nonostante la pseudo crisi cui si sono attaccati a quattro mani per fregare il popolo, continuano imperterriti ad accedere mensilmente al denaro pubblico per sostenere il proprio "lavoro" politico in un paese assolutamente orfano di politica.

 

Non vi sarà debito pubblico paregiabile se ogni giorno le casse dello Stato vengono letteralmente derubate in una emorragia sempre più copiosa.

 

Forse, mentre batto sui tasti di questa tastiera nera come i pensieri che sgorgano sapendo che i nostri simili scelgono la morte piuttosto che la vergogna, qualcuno sta pensando di suicidarsi. Forse qualcuno lo sta facendo in questo esatto momento. Al solo pensiero, mi sento male. Chi non ha queste emozioni, non ha diritto di  chiamarsi essere umano.

 
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Un messaggio per quel ministro che pianse - non sapremo mai perchè veramente, magari le si era appena rotta un'unghia - fresca di nomina.
Quando piangerete davvero per il popolo che portate ogni giorno alla disperazione, avrete assolto le colpe di ogni singolo partito e personaggio politico di una nazione, la nostra, tanto splendida quanto terribile. Abbiamo tutti colpa. Ma la vostra missione, dovrebbe essere l'amministrazione dell'equità e della giustizia. Perchè noi piccoli cittadini italiani, non siamo stati chiamati a dirigere il paese, nè tantomeno ci viene chiesto un parere. Pensateci ogni tanto.

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