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Il problema del lavoro intellettuale in Italia

Il problema del lavoro intellettuale in Italia

Autore: La Redazione Economia
Data: 09/07/2013 18:23:37

 
(Video: un incontro durante una Giornata della Traduzione che si tiene a Urbino)

In Italia il lavoro intellettuale non paga, sembra un gioco di parole, ma purtroppo è la dura realtà di questi tempi difficili per chi ha provato a mettere a frutto il proprio ingegno, in ambito umanistico, scrivendo testi o effettuando traduzioni professionali. Sono tanti i giovani che, pur di arrotondare un magro stipendio, o per pagarsi gli studi, si cimentano nell'attività di ghost writer, scrittore fantasma, compilando tesi universitarie, articoli per carta stampata o web, discorsi per politici o personalità di spicco, dove verrà apposta una firma che non sarà la loro. In questa pratica non c'è nulla di illegale, anzi, con l'accordo di entrambe le parti sul compenso, da la possibilità di mettere da parte qualche soldino.

Un'altra categoria bistrattata dall'attuale mercato giovanile è quella dei traduttori. Sembra, a prima vista, un lavoro semplice e relativamente remunerativo, ma la realtà è ben diversa. In Italia i traduttori free lance vengono pagati un tanto a cartella, margini di guadagno leggermente superiori per i più noti e competenti, decisamente esigui per chi si sta affacciando in questo settore. Ai traduttori che lavorano presso case editrici, nel bel Paese, le cose non vanno meglio. Il loro lavoro consiste nell'entrare in uno stato empatico con l'autore dell'opera, conoscerlo a tal punto da comprenderne ideologie, pensieri, linguaggio, insomma, carpendo quello che il modus pensandi dello scrittore.

Occorre un'ottima padronanza delle lingue, sia della propria che di quella in uscita, come anche una buona conoscenza della cultura generale del luogo a cui l'idioma dell'opera da tradurre appartiene. Quello del traduttore è dunque un lavoro certosino di equilibri linguistici e incastri logico-culturali, che lascia poco spazio all'improvvisazione, per esempio, di studenti madrelingua che sovente non hanno le competenze adatte per effettuare una buona traduzione nonostante parlino quel determinato idioma dall'infanzia. E pensare che all'estero i traduttori di opere letterarie percepiscono una percentuale sui diritti d'autore, come fece notare lo scrittore latinoamericano Sepulveda quando realizzò che la sua traduttrice italiana, Ilide Carmignani, non avrebbe percepito nessun compenso su tali diritti.


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