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Equitalia e i maggiori guadagni dalle rateizzazioni

Equitalia e i maggiori guadagni dalle rateizzazioni

Autore: Il DIrettore: Emilia Urso Anfuso
Data: 21/08/2014 14:02:18

Una delle più recenti notizie relative ad Equitalia s.p.a. che noi stessi abbiamo diffuso giorni fa, è relativa al boom delle rateizzazioni richieste, e concesse, ai contribuenti da parte di Equitalia

Sono occorsi anni di tormenti e sgomento e orrore al solo pronunciare la parola “Equitalia” per giungere a effetti un pelino più moderati da parte dell’Ente più odiato dagli italiani nei confronti dei cittadini. Tormenti che purtroppo in diversi casi, si sono conclusi con il suicidio di qualche contribuente che proprio non ce l’ha fatta a subire richieste sempre più onerose, cifre peraltro gonfiate a dismisura da percentuali a debito e oneri di varia natura che in molti casi non sono abbastanza chiari, alla faccia della trasparenza.

Oggi Equitalia non disdegna la rateizzazione, procedimento che fino ad oggi ha fortemente contrastato. Si arriva persino a rateizzazioni decennali a seconda della cifra da corrispondere. Sembrerebbe una sorta di tregua, una boccata di ossigeno. Così come le lettere che oggi giungono allegate alle odiose cartelle esattoriali, dove vengono utilizzati termini e modi più gentili. Ciò non toglie la perentorietà delle richieste di pagamento. Hanno solo cambiato tattica i furboni. Non è che se uno ti chiede “Per gentilezza” di pagare entro massimo 30 giorni pena tutte le pene del mondo, che cambia la pappa.

E attenzione ad accettare di buon grado le nuove regole sulle rateizzazioni rese più semplici da nuovi iter: non bisogna dimenticare che a rateizzazione corrisponde l’applicazione di percentuali a debito e maggiori oneri. Come dire che, se chiedi e ottieni una dilazione, poi il debito si gonfia in maniera vertiginosa.

Ancor oggi, nessun governo ha mai preso in considerazione la possibilità di rendere meno vessatoria l’azione di Equitalia. Se non vengono cambiate le Leggi che permettono all’Ente azioni vessatorie nei confronti dei contribuenti, potrà cambiare la forma ma la sostanza resta la stessa.

Equitalia difatti, continua ad inviare cartelle esattoriali utilizzando gli stesi metodi di sempre: totale mancanza di spiegazione chiara di ciò che viene richiesto, inoltro delle cartelle che nella maggior parte dei  casi non segue le regole dovute, come ad esempio la notifica realizzata direttamente al contribuente e non a mezzo posta o consegnata a chiunque.

L’ammorbidimento delle metodiche quindi, non deve esser letto come una presa di coscienza dell’enorme pressione psicologica che è stata perpetrata ai danni dei cittadini italiani quanto come un metodo ulteriore per rendere i contribuenti vittime di un sistema terroristico senza alcun tipo di soluzione a difesa del cittadino.

Quando lo Stato diviene persecutore della popolazione e lo fa non direttamente ma attraverso la realizzazione di Enti, la situazione è grave oltre la soglia della sopportazione. Se davvero ci fosse stata una volontà di sostenere i diritti dei contribuenti, si sarebbe dovuto realizzare qualcos’altro, ad esempio una sanatoria per ciò che riguarda i debiti caduti in prescrizione che invece continuano ad essere richiesti con la strategia di non rendere leggibili le stesse cartelle esattoriali che, come si sa, sono un coacervo di sigle senza alcun senso logico e senza alcun tipo di riferimento chiaro.

Una volta di più, bisogna prendere atto che siamo in guerra. Una guerra tacita ma profondamente violenta. Combattuta a suon di imposizioni assolute da parte di una dirigenza che di contro, non ha mai palesato di voler seguire le stesse regole che impone col pugno di ferro.

La soluzione non è cancellare Equitalia quanto ripensare del tutto un sistema. Quello fiscale, quello giuridico e quello sociale. Qui si parla solo di come buttare un po’ di soldi nel calderone del tormentoso debito pubblico e si biascica di spending review che all’atto pratico va a pesare sui cittadini che si ritrovano con sempre minori servizi fino a giungere al blocco degli stipendi degli statali anche per il 2015 come si paventa da qualche giorno.

Nel frattempo, c’è chi litiga per accaparrarsi a vita cifre ragguardevoli per il solo fatto di essere entrato in qualche modo in politica. L’equità non esiste nel paese che ha creato, guarda caso, Equitalia. Disequitalia sarebbe stato il nome più appropriato. Ma si sa che tutto è il contrario di tutto nella nazione col più alto numero di record negativi in Europa…

 


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