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Teatro Ambra alla Garbatella: disperazione e amore per Love's Kamikaze

Teatro Ambra alla Garbatella: disperazione e amore per Love's Kamikaze

Autore: Recensione della nostra inviata Teresa.Corrado
Data: 21/10/2015 08:56:35

Al Teatro Ambra alla Garbatella va in scena Love's kamikaze di Mario Moretti, con Euridice Axen e Marco Rossetti, per la regia di Claudio Boccaccini, musiche di Antonio Di Pofi, scene di Carla Ghezzi, costumi di Antonella Balsamo e luci e fonica di Alessandro Pezza, in scena fino al 1 novembre. Lo spettacolo è dedicato proprio all'autore del testo Mario Moretti.

Love's Kamikaze è un testo che narra una storia d'amore, intrecciata con una storia più complicata, quella che avviene tra ebrei e palestinesi. Una ragazza ebrea è follemente innamorata di un ragazzo palestinese. La loro storia si intreccia con la vita di Tel Aviv, dove i due vivono e lavorano, con l'odio, i pregiudizi, la continua lotta tra il senso di appartenenza alla Torà o al Corano, verso cui vengono spinti anche dalla famiglia e dagli amici che non vedono di buon occhio il loro rapporto.

Oltre alle tensioni che provocano le persone con cui entrano in contatto, ci sono e tensioni che nascono tra i due. Che vuol dire essere ebreo? Ed essere palestinese? Chi ha ragione tra i due? Il loro è un continuo dialogo nello spiegare cosa è avvenuto negli anni, cosa spinge i due popoli a contrapporsi, cosa pensano di chi li governa e cosa si potrebbe fare.

Così la coppia lotta contro tutto e contro tutti, cercando di cambiare non solo loro stessi, dei quali non riescono a fare a meno, ricchi del loro amore, ma anche gli altri, perché il loro amore, e chissà quello di altri, potrebbe davvero cambiare le cose tra le loro famiglie e tra tutte e due le fazioni. In fondo ognuno vorrebbe la pace.

Il tema, molto attuale in questo periodo in cui vi è un'escalation dell'area palestinese, che ha riportato in azione attentati e ritorsioni, è ciò che appassiona il pubblico. Tutto viene racchiuso in una dissertazione sul senso di appartenenza arabo o su quello ebraico. Per questo motivo il testo viene sentito particolarmente non solo dal pubblico ma anche dagli attori in scena. Non vi è un perché alla morte e alla distruzione ma non vi possono essere situazioni che uccidono e che possano essere tollerate.

Sulla scena i dialoghi sono intensi, a volte scontati, a volte molto crudi, forse ad esprimere proprio la crudezza della situazione in cui i due giovani si trovano a vivere. Sulla scena appare la stanza di un bunker, rude e fredda, scaldata solo da un letto che accoglie amore e disperazione.

Euridice Axen appare intensa nell'esprimere la disperazione di un amore e di un conflitto al quale si oppone con tutte le sue forze coinvolgendo il suo compagno di scena, Marco Rossetti. Un dibattito intenso sulla vita e la morte in un paese dove la vita e la morte sono esperienza di vita giornaliera.


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